Giappone: è iniziata la caccia alle balene

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Giappone: è iniziata la caccia alle balene
Una balenottera comune scaricata al porto di Kushiro, in Giappone. (Kyodo)

Giappone: è iniziata la caccia alle balene. Dopo più di trent’anni, la Nazione nipponica ha ripreso la caccia alle balene per fini commerciali.

Il Giappone aveva sospeso la caccia alle balene ben treuntuno anni fa, dopo aver sottoscritto degli accordi internazionali che imponevano il divieto di caccia di questi enormi cetacei per fini commerciali, consentendone la cattura solo per scopi scientifici.

Come si detto, dunque, dopo trentuno anni di sospensione della caccia per fini commerciali, almeno solo sulla carta, il Paese nipponico ha deciso proprio all’inizio del mese scorso, di lasciare la Commissione internazionale per la caccia alle balene (Iwc).

Il Giappone per anni ha provato a convincere la commissione che la caccia alle balene, praticata in modo sostenibile e soprattutto controllata, non avrebbe messo a rischio la specie in questione.

Tokyo, nonostante i tentativi di persuasione, non è riuscita a portare a termine la sua battaglia in seno alla Commissione, infatti, Paesi come Nuova Zelanda, Australia che vorrebbero mettere al bando questo tipo di caccia, hanno fatto prevalere la loro linea oltranzista e sono riusciti a mettere in minoranza Paesi come il Giappone che, invece, mostrano un certo interesse per questa attività.

La notizia del ritiro nipponico dalla Commissione sopracitata non fa sicuramente piacere, tuttavia, se da un lato sembra che il Giappone abbia fatto un passo indietro, cercando di limitare la caccia alle balene, dall’altro esso ha dichiarato che si concentrerà solo sulle specie di balene non a rischio d’estinzione e solo su quelle che si trovano nelle sue acque territoriali, ovvero specie come la balenottera minore, la cui presenza è copiosa nelle acque nipponiche.

Certo l’impegno giapponese a limitare la caccia solo a certi esemplari di balene fa sorgere più di un dubbio poichè non si comprende come un Paese che da più di trent’anni afferma di praticare la caccia alle balene solo per fini, a suo dire “scientifici”, adesso si impegni a fare una caccia sostenibile, ma tant’è.

Tenendo presente quindi gli impegni presi dal governo del Sol Levante, da adesso in poi, dunque, non si vedranno più scene di guerra navale tra le baleniere giapponesi intente a cacciare e gli attivisti di Sea Shepherd o di Greenpeace, intenti, invece a disturbarle in qualsiasi modo.

E’ proprio il segretario di gabinetto del governo di Shinzo Abe a riferire che il Giappone non farà più parte di un organo internazionale, qual è quello della Commissione, nato nel 1948 e di cui il Giappone è membro dal 1952, in cui, al suo interno vi sono idee diametralmente opposte che non possono coabitare.

Il segretario ha continuato nel suo attacco alla Commissione che egli definisce senza mezzi termini come “un club per macellai”, affermando che essa è composta anche da Paesi come Svizzera e Mongolia che non hanno sbocco sul mare, e sono interessati solo ad impedire la caccia alle balene, ovvero a mantenere lo status quo.

In Giappone la caccia alle balene iniziò subito dopo la fine della seconda guerra mondiale, quando il Paese in crisi economica, aveva bisogno di reperire e consumare prodotti alimentari ad alto valore proteico e allo stesso tempo poco costosi, e la carne di balena era il prodotto che possiede entrambe queste caratteristiche.

Negli anni ’60, in Giappone si arrivava a consumare quasi duecento tonnellate di carne di balena, tuttavia, oggi, il consumo è calato a quasi cinquemila tonnellate.

Il ministro dell’agricoltura e della pesca Takamori Yoshikawa ha commentato la decisione giapponese di ritirarsi dalla commisione, affermando: ” È stata una scelta dura e difficile. Il ripristino della caccia alla balena ridarà vita alle comunità baleniere”.

Ovviamente i Paesi contrari alla caccia alle balene non hanno potuto fare altro che commentare in maniera negativa la decisione nipponica; l’Australia, ad esempio, ha commentato la scelta giapponese, sostenendo che quest’ultima è: ” estremamente negativa”.

Il commercio della carne di balena, inoltre, è diventato molto remunerativo, infatti, recentemente, è stata venduta, in Giappone, a diecimila yen al chilo, ossia a ottantadue euro al chilo.

Il Giappone, dunque, dopo il suo ritiro ufficiale dalla Commissione internazionale per la caccia alle balene (Iwc), ha messo fine alla mortoria, iniziata nel 1988, dando così luce verde alle baleniere.

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