Gianni Rivera: il 18 agosto 1943 nasce il «bambino d’oro» del calcio italiano

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Gianni Rivera è nato il 18 agosto 1943.

Il 18 agosto 1943 ad Alessandria nasce Giovanni Rivera, destinato a diventare uno dei grandi protagonisti del calcio italiano e internazionale, primo calciatore del nostro Paese ad aggiudicarsi l’ambito Pallone d’Oro, nonché vincitore di 2 Coppe dei Campioni, 2 Coppe delle Coppe, ed una Intercontinentale con il Milan, e campione d’Europa con la Nazionale italiana nel 1968. Definito il «bambino d’oro» o anche «golden boy» dall’autorevole giornalista sportivo Gianni Brera, Gianni Rivera comincia a mettersi in mostra tra le fila della squadra della sua città, l’Alessandria.

Il debutto in Serie A è datato 2 giugno 1959 quando, non ancora sedicenne, il giovane attaccante disputa una manciata di minuti con la maglia dell’Alessandria nella sfida contro l’Inter. Nella stessa stagione riesce a segnare anche un gol e a sancire il suo primo record, risultando il secondo calciatore italiano ad andare in rete dopo Amedeo Amadei. Franco Pedroni, ex milanista e vice-allenatore della squadra piemontese, si rende conto del suo talento e lo propone proprio al Milan.

Durante il provino convince soprattutto Schiaffino – che in quel periodo era uno dei migliori giocatori dei rossoneri – il quale si prodiga affinché il club meneghino acquisti quel ragazzo dalla classe cristallina. I dubbi del Milan riguardano soprattutto la tenuta atletica, poiché l’attaccante viene giudicato ancora troppo magro, troppo esile per giocare ad alti livelli. E così viene lasciato per un altro anno all’Alessandria per accumulare esperienza e farsi le ossa. Rivera dimostra di essere un giocatore duttile, infatti può essere schierato da regista e mezzapunta, ma è concreto anche in zona gol, poiché in 27 presenze realizza anche 6 marcature.

Nella stagione 1960/1961 comincia di fatto l’epopea di Gianni Rivera al Milan, con il quale in 19 anni vince praticamente tutto. Nel 1962, quando è appena maggiorenne, giunge la prima convocazione in Nazionale italiana in occasione dell’amichevole Belgio-Italia vinta dagli azzurri per 3-1. Intanto arriva anche il primo successo in rossonero con la conquista dello scudetto e fa parte del gruppo dell’Italia che partecipa ai campionati del mondo del 1962.

Gianni Rivera con la maglia del Milan.

La stampa e gli addetti ai lavori cominciano così ad esaltare il talento del «bambino d’oro», e non a caso nel 1963 è secondo nella classifica del Pallone d’Oro alle spalle di Lev Jasin, l’imbattibile e leggendario portiere russo. Con il Milan continua a macinare successi e alza al cielo la prima Coppa dei Campioni della sua carriera.

Gianni Rivera campione d’Europa con l’Italia e Pallone d’Oro

Con il passare degli anni, Gianni Rivera diventa sempre più il simbolo e il leader del Milan, continuando a crescere e a migliorarsi come giocatore. In Nazionale, dopo la delusione del mondiale 1966, si toglie una grande soddisfazione nel 1968. Prima però è tempo di festeggiare con la casacca un altro scudetto e una nuova Coppa dei Campioni, l’ultima conquistata dal «golden boy». In estate entra nella storia laureandosi campione d’Europa con gli azzurri, l’unica vittoria dell’Italia in questa competizione. Nel 1969 sale sul tetto del mondo con il Milan, aggiudicandosi la Coppa Intercontinentale. Questo biennio magnifico consente all’attaccante alessandrino di portare a casa il Pallone d’Oro nel 1969, primo giocatore italiano ad ottenere l’importante riconoscimento.

Milan 1963: il 22 maggio vince la prima Coppa dei Campioni

Arrivano così i mondiali del 1970, con il «bambino d’oro» che viene considerato dai tifosi l’uomo che trascinerà la squadra verso la vittoria del torneo. In realtà alla fine non ci sarà il successo tanto sperato, ma comunque la competizione entrerà nella storia per altre vicende. Innanzitutto Messico ’70 è la competizione in cui si verifica la nota e tanto discussa staffetta Rivera-Mazzola voluta dal Commissario Tecnico Valcareggi. Inoltre in semifinale è il momento dell’epica Italia-Germania 4-3 (definita da molti come la partita del secolo) durante la quale proprio il giocatore del Milan riesce a segnare un gol. Purtroppo, però, in finale bisogna fare i conti con il Brasile stellare di Pelè che supera l’Italia con ben quattro reti. In occasione di questa gara si scatenano le polemiche sulla staffetta, giacché Valcareggi concede al «golden boy» soltanto una breve comparsata di 6 minuti.

La famosa staffetta Rivera-Mazzola.

Negli Anni ’70 Gianni Rivera è ormai l’idolo incontrastato dei tifosi milanisti, indossando la fascia di capitano e arrivando a vincere un altro scudetto nel 1979, il decimo nella storia del club milanese che può così fregiarsi anche della stella. Dopo quest’ennesimo trionfo, il «bambino d’oro» si ritira dal calcio giocato e diventa vicepresidente del Milan dopo 19 stagioni con la maglia del Diavolo, corredate da 658 gare e 164 gol.

Tra i vari record dell’attaccante piemontese, bisogna ricordare il titolo di capocannoniere vinto nel 1973 quando eguaglia Savoldi e Pulici con 17 reti. Nel 1974 fa parte della spedizione azzurra al mondiale in Argentina, diventando uno dei pochi giocatori in grado di partecipare a quattro edizioni del torneo. E proprio in questa circostanza gioca il suo ultimo match con la Nazionale, quello con i padroni di casa terminato con il risultato di 1-1.

Dai campi di calcio alla politica

La vita di Gianni Rivera va incontro ad una svolta quando nel 1987 lascia la carica di vicepresidente del Milan per lanciarsi in un’avventura completamente diversa in politica. Si candida alle elezioni con la Democrazia Cristiana per la Camera dei Deputati e viene eletto nella circoscrizione Milano-Pavia, e confermato anche nel 1992. In seguito allo scioglimento della DC passa al Patto Segni dove ottiene la rielezione in Puglia, e raggiunge lo stesso risultato nel 1996 nel collegio Novi-Tortona dove si presenta come candidato dell’Ulivo.

Ricopre poi la carica di Sottosegretario alla Difesa durante i Governi Prodi 1, D’Alema 1 e Amato 2. Nel 2001 l’ex capitano del Milan accetta di presentarsi al collegio di Milano 1 dove sfida il leader del centrodestra Silvio Berlusconi. Sconfitto al termine della tornata elettorale, accetta la proposta di essere consigliere per le politiche sportive del Comune di Roma. Nel 2005, quando Mercedes Bresso diventa governatrice della Regione Piemonte, la sostituisce come parlamentare europeo, dove era stato eletto nel 2004 con la lista Uniti nell’Ulivo.

Il percorso di Gianni Rivera in politica.

La carriera politica di Gianni Rivera prosegue nel 2008 quando entra nel movimento politico centrista Rosa per l’Italia. In occasione delle elezioni europee del 2009 si ricandida con l’UDC, ma stavolta non riesce ad ottenere i voti necessari per tornare nel Parlamento europeo. Nel 2011, in vista delle elezioni amministrative a Milano, il «golden boy» del calcio italiano scende in campo per appoggiare la candidatura di Letizia Moratti in veste di capolista di Unione Italiana-Librandi. Quest’esperienza però è deludente, infatti racimola appena 20 preferenze.

Infine nel 2013 si lancia in una nuova sfida candidandosi al Senato con il Centro Democratico di Bruno Tabacci. Purtroppo per Gianni Rivera, il partito non raccoglie i consensi sufficienti soprattutto in Emilia Romagna e in Friuli Venezia Giulia per avere un seggio a Palazzo Madama.

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