Gian Lorenzo Bernini: simbolo di cultura barocca del 600

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Gian Lorenzo Bernini è uno scultore, pittore, architetto, commediografo e scenografo italiano, di fine 500 e seconda metà del 600. Il talento artistico di Bernini emerge in campo scultoreo tra le prime opere, con la Capra Amaltea nell’imitazione della corrente classica. Nel 1615, le capacità raffigurative di Bernini acquisiscono il ritratto dello stile ellenistico, da cui conseguono opere come restauri dal carattere classico. Inoltre, lo stile barocco dello scultore occupa la scena artistica della città di Roma. A fronte di ciò, le opere statuarie della capitale italiana sono presenti, all’interno di Galleria Borghese della città.

Gian Lorenzo Bernini chi è?

Gian Lorenzo Bernini nasce a Napoli il 7 dicembre 1598 e decede a Roma il 28 novembre 1680. I genitori sono Pietro Bernini, scultore dalle origini toscane ed Angelica Galante,   partenopea. L’infanzia di Lorenzo trascorre nella città natale campana, dove il padre ottiene un impiego per la certosa di San Martino. Nel 1606, papa Paolo V propone al padre di Lorenzo, l’esecuzione di lavori scultorei, che accetta con il trasferimento della famiglia a Roma.

Gian Lorenzo Bernini: la formazione artistica

Durante l’attività scultorea del padre, Lorenzo apprezza l’arte e nasce l’interesse per la lavorazione dei marmi. A Roma, Pietro trasmette al figlio le fondamenta della scultura, nella realizzazione dei monumenti di Clemente VIII e di Paolo V. Di fatto, all’interno del cantiere in Santa Maria Maggiore, l’architetto Flaminio Ponzio guida il lavoro di scultori, decoratori e pittori. In realtà, Bernini trae spunto dall’organizzazione di Ponzio, come modello per la collaborazione artistica di gruppo.

In seguito, lo scultore napoletano unisce l’architettura, la scultura e la pittura come progetto unico, piuttosto che l’uno indipendente dall’altro. Durante gli anni successivi, Bernini dirige numerosi cantieri, con l’unione di più discipline artistiche, per lo stesso obiettivo. A ragion per cui, nasce la collaborazione professionale tra padre e figlio, con Priapo e Flora presso Villa Borghese. Mentre conseguono le decorazioni della Cappella Barberini, di Sant’Andrea della Valle e Fauno.

I primi saggi

Nel 1614 circa, lo scultore partenopeo esegue dei saggi, con la realizzazione di San Lorenzo sulla graticola e San Sebastiano. In verità, nelle opere emerge l’influenza dei toni classici, nonostante il distacco dallo stile del genitore e maestro. Tuttavia, Bernini riceve i primi ingaggi d’impiego dal cardinale di Firenze Maffeo Barberini. A fronte di ciò, l’artista campano riceve gli incarichi per completare l’opera de la Pietà di Buonarroti e di quattro putti.

Il talento nella scultura

All’età di vent’anni, lo scultore partenopeo ottiene degli incarichi di lavoro su commissione di Scipione Borghese. A ragion per cui, Bernini esegue la scultura di un mezzo busto, di papa Paolo V. Dal 1618 al 1625, l’artista napoletano lavora per la realizzazione di numerose opere, per conto di Borghese. Di fatto, il successo dello scultore mostra opere in Villa Borghese, come: Enea, Anchise e Ascanio, il Ratto di Proserpina, il David, l’Apollo e Dafne. Ciò nonostante, la scultura di Bernini non rappresenta soltanto la maestosità delle statue, piuttosto anche i ritratti con busto, di minori dimensioni.

La capacità rappresentativa dei soggetti diventa uno specchio della realtà, con l’espressività nei volti, gesti e posture corporee. Inoltre, Bernini evidenzia nelle opere scultoree una distinzione individuale, che trasmette una propria soggettività di pensiero. Invece, l’artista smentisce dalle forme e dai volti la durezza e rigidità che i busti rappresentano all’epoca. Al contrario, Bernini regala importanza al marmo bianco, attraverso le sembianze di persone, spirito e vita.

Le opere

Tra le opere principali dello scultore partenopeo ci sono: Capra Amaltea, Busto di Giovanni Battista Santoni, Fauno molestato da cupidi, San Lorenzo sulla graticola, San Sebastiano, Busto Giovanni Vigevano, Busto di Papa Paolo V, Anima dannata, Anima beata, Enea, Anchise e Ascanio, Nettuno e Tritone, Ermafrodito dormiente, Fauno Barberini, Ares Ludovisi, Busto di Papa Gregorio XV, Busto del cardinale de Sourdis, David, Apollo e Dafne, Santa Bibiana, Angeli della Basilica di Sant’Agostino ed altre.

La morte

Lo scultore napoletano decede a Roma il 28 novembre del 1680, all’età di ottantadue anni. In seguito, l’artista viene tumulato presso la basilica di Santa Maria Maggiore, di Roma.