Gialal al- Din Rumi: il “Mòlavi” della letteratura persiana

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Gialal al- Din Rumi è un teologo musulmano sunnita, un poeta mistico persiano del 1200. Inoltre, Rumi diviene un simbolo letterario di riferimento nel panorama di Persia, nel suo genere. A fronte di ciò, Rumi acquisisce notorietà in Iraq ed Iran, come “Mòlānā e Mòlavì”. Di fatto, il teologo nel corso del tempo, rappresenta la dottrina mistica, per cui diviene una guida spirituale, di grande popolarità.

Gialal al- Din Rumi: la biografia

Gialal al- Din Rumi nasce a Balkh il 30 settembre 1207 e decede a Konya il 17 dicembre 1273. La terra d’origine di Gialal è il Grande Khorasa, oggi l’attuale Tagikistan (Afghanistan). Quando Gialal è bambino compie un viaggio di pellegrinaggio verso la Mecca, con la famiglia. Il padre è Baha ud- Din Walad, un giurista, teologo e mistico, che trasmette al figlio la passione per le dottrine religiose. In seguito, la famiglia per volontà del padre giunge in Iran, dopo l’invasione delle popolazioni mongole. Inoltre, durante il viaggio Rumi incontra il poeta Farid al- Din ‘Attar, che gli prevede un futuro buono. Tuttavia, il ragazzo riceve in dono dal poeta, il poema epico “Il libro dei segreti” e nomina Rumi il successore dell’opera.

Gialal al- Din Rumi: gli studi

Gialal trascorre l’infanzia in Asia Minore, a Konya, dove riceve la formazione scolastica dal padre, in particolare nelle scienze teologiche. Nel 1231 muore il padre e Rumi prosegue gli studi anche nelle scienze giuridiche islamiche, in Siria. In realtà, la successione della carica paterna passa al padrino Sayyid Burhān al- Dīn Muhaqqiq, che diviene un secondo padre per Rumi. Tuttavia, la nuova guida spirituale appoggia e sostiene anche i discepoli “shaykh”, del predecessore. Nel 1241, Sayyid decide di abbandonare la carica religiosa e decide il trasferimento in Kayseri. In seguito, Rumi termina gli studi e diviene nuova guida spirituale, come successore di Sayyid.

Gialal al- Din Rumi: “Il Sole di Tabriz”

Nel 1244, il celebre Sharms- i Tabrizi è il maestro e guida spirituale di Rumi, profondo conoscitore delle dottrine islamiche. Inoltre, Tabrizi predilige le scienze giuridiche e teologiche della scuola di “Shāfi ī” e cioè dello “sciafeismo”. Negli anni seguenti, il legame tra allievo e maestro diviene talmente stretto da suscitare scandali. Ciò nonostante, alla morte del maestro, Rumi entra nella dimensione creativa dell’arte letteraria, in cui compone una raccolta poetica, con trentamila versi. Allorché, Rumi prosegue negli anni alla stesura di un’altra raccolta di poesie, che suddivide in sei libri, con oltre quarantamila strofe.

Ibn Arabi e la “Unicità dell’Essere”

A Damasco, Rumi conosce il mistico islamico Arabi, ovvero uno tra i massimi esponenti della “wahdat al- wujūd” o “Unicità dell’Essere”. Di fatto, Rumi realizza l’unione tra l’entusiasmo religioso per Dio di Tabriz e le visioni di Arabi. Tuttavia, la realtà umana della terra e dell’esistenza dell’individuo nell’universo appoggiano Rumi, poiché non è solo un riflesso di verità, piuttosto l’unica realtà.

Lo stile in rima baciata

Rumi compone il “diwan” o canzoniere, popolare anche come: “Divan- Shams- i Tabrīz”. In realtà, l’opera presenta una raccolta di odi piuttosto ampia. Inoltre, segue un secondo poema, in rima baciata, che in Persia prende il nome di “Masnavi”. Allorché, l’ultima opera rappresenta un “Corano”, che risulta in lingua persiana, con oltre ventiseimila versi doppi, in “quaderni” o “daftar” (in persiano). Ma la presentazione iniziale dei sei volumi è in lingua araba.

Il libro “C’é quel che c’é”

Lo scrittore con l’opera “Fihi ma fihi” esegue una scrittura in prosa del maestro. A fronte di ciò emerge la “dargah”, dove risulta l’esposizione scritta: “Vieni, vieni, chiunque tu sia, vieni. Sei un pagano, un idolatra, un ateo? Vieni! La nostra casa non è un luogo di disperazione, ed anche se hai tradito cento volte una promessa… vieni”.

Opere letterarie

Tra le opere di Rumi ci sono: “A Literary History of Persia, A History of Iranian Literature, La letteratura persiana, Storia della letteratura persiana, Storia tematica della letteratura persiana classica vol I, Il maestro sufi e la bella cristiana, Poetica della perversione nella Persia medievale, Il re del mondo” ed altre.

La morte

Gialal al- Din Rumi decede a Konya (Turchia) il 17 dicembre del 1273. Tra una delle citazioni celebri del sunnita c’è: “Là fuori, oltre a ciò che è giusto ed a ciò che è sbagliato, esiste un campo immenso. Ci incontreremo lì”.

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