Giacomo Matteotti: l’uomo innamorato della Libertà

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Oggi, a 95 anni di distanza, ricordiamo l’assassinio di Giacomo Matteotti – scrittore, giornalista e antifascista italiano – segretario del Partito Socialista Unitario.

La denuncia dei brogli elettorali

Il 10 giugno del 1924, una squadra fascista capeggiata da Amerigo Dumini, ha rapito e assassinato Matteotti. La causa del suo assassinio è risalente, molto probabilmente, alle sue denunce dei “brogli elettorali” dell’elezioni tenutesi in questo stesso anno, e dalle sue indagini sulla corruzione del governo. Infatti, proprio nel giorno della sua scomparsa, Matteotti avrebbe dovuto tenere un discorso alla Camera dei Deputati, rivelando quanto scoperto riguardo lo scandalo finanziario che vedeva coinvolto anche Arnaldo Mussolini, il fratello del Duce: <<Uccidete pure me, ma l’idea che è in me non l’ucciderete mai>>.

La denuncia contro le violenze delle squadre d’azione fasciste

La sua prima elezione al parlamento risale al 1919, nello stesso anno in cui pubblica una famosa “Inchiesta socialista sulle gesta dei fascisti in Italia” – inchiesta che denuncia per la prima volta le violenze delle squadre d’azione fasciste, durante la campagna elettorale – viene eletto per la seconda volta. E poi, ancora una terza volta, nel 1924 stesso anno in cui – dopo essere stato espulso dal Partita Socialista Italiano insieme alla corrente riformista – fonda il nuovo Partito Socialista Unitario, diventandone Segretario.

Giornale “Il Popolo”

Sempre del 1924, viene pubblicata a Londra la traduzione del suo libro “The Fascists exposed; a year of Fascist Domination”, in cui riporta gli atti di violenza contro gli oppositori ribattendo le affermazioni fasciste: <<Tutti i diritti cittadini devono essere rivendicati; lo stesso codice riconosce la legittima difesa. Nessuno può lusingarsi che il fascismo dominante deponga le armi e restituisca spontaneamente all’Italia un regime di legalità e libertà, (…) Perciò un Partito di classe e di netta opposizione non può accogliere che quelli i quali siano decisi a una resistenza senza limite, con disciplina ferma, tutta diretta ad un fine, la libertà del popolo italiano>>.

I fascisti infatti affermano l’uso della violenza squadrista, con lo scopo di riportare il paese a una situazione di legalità e normalità.

L’assassinio di Giacomo Matteotti

A seguito del delitto sono due ragazzini a raccontare l’accaduto: Matteotti, pedinato da due uomini, dopo essere stato colpito da un pugno sul volto – in seguito alla sua ribellione – viene caricato su una macchina e, in seguito, ucciso a pugnalate e seppellito, piegato a metà, in un campo. Il suo corpo verrà ritrovato dopo due mesi.

Discorso di Mussolini sull’assassinio di Matteotti

Nonostante Mussolini inizialmente si afferma “estraneo ai fatti e addolorato per l’accaduto”,  il 3 gennaio del 1925, si addossa tutta la responsabilità dell’omicidio di Matteotti: <<Ebbene, dichiaro qui, al cospetto di questa Assemblea e al cospetto di tutto il popolo italiano, che io assumo, io solo, la responsabilità politica, morale, storica di tutto quanto è avvenuto. […] Se il fascismo non è stato che olio di ricino e manganello, e non invece una passione superba della migliore gioventù italiana, a me la colpa! Se il fascismo è stato un’associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere!>>.

Il Regime Fascista

È stato l’assassinio di Matteotti a determinare la trasformazione del fascismo da movimento politico in regime fascista.
Infatti è proprio a seguito di questo evento che inizia la repressione della libertà di stampa e di opinione, facendo chiudere i battenti a giornali e circoli.
Il 14 gennaio vengono approvate tutte quelle norme che prenderanno storicamente il nome di Leggi Fascistissime.

A distanza di 95 anni dalla morte di Giacomo Matteotti, viene ancora ricordato come simbolo dell’antifascismo. Ha lottato fino alla sua morte, ribellandosi e denunciando quanto stava accadendo, consapevole dei rischi che correva. Da questo assassinio chi è contro Mussolini verrà eliminato, senza più la possibilità di ribellarsi come Matteotti ha fatto.

Giacomo Matteotti: l’uomo innamorato della Libertà

Giacomo Matteotti è un uomo che ha fede nei suoi principi senza mai discostarsene, innamorato della libertà e pronto a denunciare.

La salma di Giacomo Matteotti

È questo il testamento che ci ha lasciato: la forza di rivendicare i diritti che ogni essere umano ha, dalla libertà di espressione alla libertà di scegliere da quale parte stare. Denunciare per difendere i più deboli della società, per smascherare i “potenti” che a mani sporche si fanno strada, marciando sulla vita di altri.

A 95 anni dalla sua scomparsa, vuole ricordarci ancora quanto sia importante avere un ideale. Un ideale che non solo faccia sentire “liberi” noi stessi – nel rispetto di tutti – ma che renda libero anche l’altro.

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