Giacomo Leopardi: moriva oggi uno dei più grandi geni della letteratura italiana

A 182 anni dalla morte di Giacomo Leopardi, conoscere la sua arte ed omaggiarla rimane un dovere a cui nessun vero amante della letteratura può davvero sottrarsi.

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Per molti artisti, l’arte non è soltanto un semplice hobby, ma l’unica chiave per essere felici in questa vita, l’unico modo per esprimere davvero se stessi. Giacomo Leopardi è sicuramente uno degli esempi più calzanti, una delle più grandi testimonianze di quanto questa frase possa essere veritiera. Una vita estremamente infelice la sua, costellata da continui problemi di salute ed un’educazione rigida che ha probabilmente influito negativamente sulla sua psiche ma, nonostante gli oggettivi problemi riscontrati, l’artista di Recanati ha trovato un celebre rifugio nel cosiddetto “studio matto e disperatissimo”, che gli ha permesso di creare uno dei bagagli culturali più ampi che la storia ricordi prima, ed un patrimonio letterario dall’inestimabile valore dopo.

Giacomo Leopardi è da sempre uno dei principali autori studiati nelle scuole, ma per comprendere la sua arte è forse necessaria una maturità ed una passione che ben pochi studenti liceali posseggono nel momento in cui si ci ritrova sui libri. Una volta svincolati dall’obbligo scolastico, coloro che sviluppano una vera passione per la letteratura non possono fare altro che innamorarsi dell’animo nobile di Leopardi, che con le sue poesie riusciva a mettere nero su bianco tutto ciò che aveva dentro e che non poteva uscire fuori se non in questo modo.

Che si tratti delle romantiche composizioni dedicate alla sua Silvia, delle opere che cercano di sottolineare aspetti emblematici della vita come Il Sabato Del Villaggio o La Ginestra, quelle in cui si rivolgono critiche sociali come A Un Vincitore Nel Pallone o quelle contemplative come L’Infinito, Leopardi riusciva sempre a racchiudere una profondità immensa sul foglio di carta, creando un universo sconcertante ed a suo modo magico attraverso le sue righe. Poco importa se di vita activa Leopardi ne abbia svolto poca: le riflessioni dell’artista risultano lo stesso fra le più affascinanti mai prodotte, nonostante il suo pessimismo renda spesso necessario usufruirne a piccole dosi.

Troppo spesso quando si parla Leopardi si fa più riferimento alla sua vita che alle sue opere: un errore che forse dipende da metodi sbagliati nell’insegnare la letteratura, o forse no, chi può dirlo. Per quanto senza la sua particolare esperienza di vita un simile patrimonio non potrebbe essere stato concepito, è soprattutto vero che che senza una mente così profonda ed un talento così vasto quell’esperienza di vita non sarebbe stata minimamente sufficiente. Giacomo Leopardi ci lasciava il 14 giugno 1837, ossia 182 anni fa, all’età di soli 39 anni: una morte prematura anche per l’epoca, che sottolinea ancora una volta la sua cagionevole salute. Chissà cos’altro avrebbe potuto produrre se avesse potuto vivere più a lungo: per fortuna, di capolavori prodotti dal suo genio artistico ne abbiamo già in quantità.

Checché se ne dica, conoscere le opere di Giacomo Leopardi è un dovere a cui qualsiasi amante della cultura italiana (ed europea) non può sottrarsi. A gusto si può preferire un qualsiasi altro autore, ma è oggettivo quanto il suo contributo sia stato determinate per la futura evoluzione di un genere. Risulta infine doveroso sottolineare come in una società così mutevole come quella attuale è molto difficile che altre persone con la sensibilità di Leopardi possano produrre una quantità di opere lontanamente simile alla sua: è dunque probabile che egli rimanga per sempre un caso unico nella storia dell’arte e della cultura.