Giacomo I d’Aragona: Re di Valencia e di Maiorca

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Giacomo I d’Aragona è un politico spagnolo del 1200. Inoltre, la discendenza nobiliare conduce Giacomo alla successione del trono paterno, a capo della Corona d’Aragona. A fronte di ciò, il nuovo monarca difende il proprio Regno, bersaglio continuo di mire ambiziose del ceto nobiliare aragonese. Di fatto, anche i membri del casato reale aspirano alla salita al trono d’Aragona, con l’obiettivo di affermazione della propria indipendenza.

Giacomo I d’Aragona chi è?

Giacomo I d’Aragona nasce a Montpellier l’1 febbraio 1208 e decede a Valencia il 27 luglio 1276. Dalle discendenze nobiliari, il padre Pietro II il Cattolico possiede le cariche di re d’Aragona e conte presso le aree di: Gerona, Osona, Cerdanya, Rossiglione e Besalù. Mentre la madre Maria di Montpellier discende dal casato nobiliare paterno di Guglielmo VIII, signore di Montpellier. Durante l’infanzia, Giacomo cresce sotto la guida dei Cavalieri Templari, con l’appoggio del mentore GioGuerao De Sidot, presso il castello d’Aragona.

Agli inizi del 1200, il padre conquista la contea di Urgell, nella Catalogna. Nel 1209, la crociata albigese contro i Catari, del pontefice Innocenzo III ottiene la vittoria, con le conquiste dei territori di Béziers e Carcassonne. Di fatto, il comando militare di Peribuon De Sidotto diviene ruolo governativo, per nome del re d’Aragona Pietro II.

Giacomo I d’Aragona: Regno e carriera politica

Nel 1213, con la morte di Pietro II, Giacomo diventa prigioniero di Simone IV di Monfort, conte di Tolosa e capo della crociata albigese. Di fatto, il visconte di Carcassonne combatte contro i Catari, ma risulta anche nemico degli Occitani (popolo della Francia meridionale). Dopo un anno, Giacomo ritorna nel Regno d’Aragona, per intercessione di Papa Innocenzo III.

Nei primi quindici anni di Regno, Giacomo affronta diverse battaglie con i membri della famiglia reale e con le classi del ceto nobiliare, che mirano al trono. Intorno agli anni Trenta, l’ambizione di potere della nobiltà aragonese sfocia in una ribellione, contro Ferrante, parente del monarca. A ragion per cui, grazie all’intervento del pontefice Innocenzo III, la rivolta dei nobili termina con il Concordato di Alcalà, nel 1227. Consegue la vittoria della Corona d’Aragona sui nobili, con la stabilità del Regno e la fine dei contrasti da parte della classe sociale nobile aragonese.

Durante gli anni Trenta, i sovrani Giacomo I d’Aragona e Sancho VII di Navarra stipulano il Trattato di Tudela. A fronte di ciò, l’accordo prevede l’acquisizione del Regno dell’altro monarca, in caso di decesso di uno dei tronisti. Tuttavia, alla scomparsa del re Sancho VII nel 1234, il sovrano Giacomo I d’Aragona decide l’astensione dal trattato. Di conseguenza, i navarresi scelgono come successore al trono di Sancho, il nipote Tebaldo IV di Champagne.

La morte

Il politico spagnolo decede a Valencia il 27 luglio 1276, all’età di sessantotto anni.