Giacomo Casanova e la sua vita da seduttore vagabondo

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«Sei proprio un Casanova». Quante volte abbiamo sentito o utilizzato questa espressione per intendere una persona dai comportamenti seduttori e un po’ libertini?

Giacomo Casanova è un personaggio realmente esistito, nato nel 1725 e morto proprio il 4 giugno del 1798. Nella sua vita egli è stato un filosofo,avventuriero, poeta, alchimista, scrittore.

 Ma perché egli aveva questa fama da conquistatore? Probabilmente il tutto è dovuto al suo libro Histoire de ma vie, Storia della mia vita, documento in francese, in cui lui racconta le sue avventure e i suoi incontri amorosi.

Egli ebbe l’occasione di conoscere le menti illustri del suo tempo: Rousseau, Voltaire, Mozart.

Per un certo periodo egli iniziò a praticare anche delle arti esoteriche creando l’illusione nelle donne di poter rinascere giovani e belle.

Anche lui, tuttavia, fu sommerso dal peso dell’amore: si racconta che a Londra conobbe una certa Charpillon. La ragazza non aveva mostrato mai interesse verso Casanova e lui, che non conosceva rifiuto, fu quasi portato al suicidio a causa dell’indifferenza della giovane.

Nel 1766 fu anche coinvolto in un duello contro il conte Branicki. I due avevano iniziato un litigio a causa di una donna, la ballerina Anna Binetti. Il conte era un personaggio di rilievo nella corte polacca e sfidarlo non era certamente saggio. Casanova, tuttavia, era un uomo dal temperamento acceso. Entrambi i contendenti uscirono feriti dal duello ma il seduttore riuscì comunque a lasciare il paese indenne.

Dopo diciotto anni di assenza tornò nella sua Venezia. Per vivere si propose come spia agli Inquisitori.  Gli Inquisitori erano gli stessi che avevano votato e si erano mostrati così decisi a concedere il suo esilio lontano dalla patria. La sua attività fu veramente breve.

Dopo questo periodo si dedicò alla scrittura. Nel 1783 lasciò Venezia per dirigersi a Vienna a causa di una offesa ricevuta in casa Grimani. Dopo questo episodio, Casanova compose uno scritto in cui affermava di essere egli stesso il vero figlio di Grimani.

Casanova vide da lontano la caduta della Repubblica di Venezia e di quel mondo a cui avrebbe sempre voluto appartenere.

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