Giacomo Attendolo: condottiero e capitano di ventura

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Giacomo Attendolo è un militare e condottiero italiano, della seconda metà 1300 e prima parte 1400. Anche noto con l’appellativo Muzio, il condottiero discende dal casato nobiliare, in contrasto con la dinastia dei Pasolini, in costante lotta. Inoltre, Attendolo acquisisce numerosi titoli ereditari, di cui: conte di Cotignola, signore di Acerra, Barletta, Benevento, San Severo e Gonfaloniere della Chiesa ed altri.

Giacomo Attendolo chi è?

– prima parte –

In origine Jacopo Giacomo Attendolo nasce a Cotignola, il 28 maggio 1369 e decede a Pescara il 4 gennaio 1424. Dalla provenienza emiliano – romagnola, Jacopo appartiene alla dinastia aristocratica degli Attendolo. Inoltre, i genitori sono il padre Giovanni, aderente nella fazione dei Ghibellini e la madre Elisa Petraccini.

All’epoca, la presenza di diversi contrasti tra il casato familiare di Jacopo e dei Pasolini, nel territorio emiliano. In gioventù, Giacomo aderisce come militante per Boldrino da Panicale, nell’incarico di fante, al servizio di Scorruccio di Spoleto.

A fronte i ciò, Jacopo partecipa a diverse battaglie nelle Marche, a cui seguono le missioni militari, nelle compagnie di ventura di Guido d’Asciano e di Alberico da Barbiano. Nel 1386 circa, il condottiero acquisisce il soprannome di Sforza e negli incarichi bellici conosce personaggi, dai nominativi: Braccio da Montone, lo Scorpione, il Tarantola e Giannino da Lugo.

Dopo due anni, il rientro nella città natale dalla famiglia ed Attendolo apprende la notizia, del rapimento della promessa sposa del fratello Bartolo, dal casato rivale Pasolini. Come reazione, il militare esegue una spedizione punitiva, nei confronti dei Pasolini, in cui perde la vita uno dei componenti familiari.

– seconda parte –

In seguito, la carriera di capitano di ventura presso Alberico, Carlo III d’Angiò – Durazzo, Ceccolo Broglia, in diversi conflitti bellici. Nel 1398, il condottiero raggiunge Perugia, dove si oppone alle ideologie militari di Pandolfo Baglioni ed assume il comando della compagnia bellica, insieme a Petrino da Tortona.

Di conseguenza, l’appoggio militare ai perugini ed il contrasto all’azione bellica, del duca Visconti di Milano. In seguito, Attendolo svolge le missioni militari, al servizio della Repubblica di Firenze, per il casato dei Medici. A fronte di ciò, la guida militare con Baldassarre Rangoni e la generazione degli scontri nel Veneto, contro il visconte. Di fatto, consegue l’arrivo in Italia del Re di Germania Roberto del Palatinato.

Tuttavia, per i servigi del condottiero al monarca tedesco, l’aggiunta di uno stemma nella dinastia familiare. Mentre, tra i nemici militari, in primis Angelo Tartaglia, capitano di ventura, che il condottiero italiano incontra nelle imprese belliche. Nel 1424, la scomparsa del militare e dopo oltre mezzo secolo, in commemorazione al valoroso condottiero, un distico sul Ponte Risorgimento, a Pescara.