Ghiacciai Usa, è allarme: entro 50 anni potrebbero sciogliersi con effetti devastanti

I ghiacciai degli Stati Uniti rischiano di sparire nei prossimi 50 anni.

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Ghiacciai Usa a rischio
Allarme scioglimento per i ghiacciai Usa.

Gli scienziati lanciano un ulteriore allarme relativo alle conseguenze che i cambiamenti climatici potrebbero avere nei prossimi anni sul pianeta. Questa volta nel mirino degli esperti sono finiti i ghiacciai Usa che rischiano di sparire completamente nei prossimi 50 anni, con un discioglimento che andrebbe a causare grossi danni non solo all’ambiente ma anche a diversi insediamenti umani. È questo, in sintesi, quanto affermato dal glaciologo Andrew Fountain.

Cosa sta accadendo ai ghiacciai Usa?

Lo studioso della Portland State University (PSU) martedì 8 ottobre ha rilasciato un’intervista al canale digitale KGW8, durante la quale ha esposto i risultati di recenti ricerche che hanno monitorato le piattaforme di ghiaccio attualmente esistenti negli Stati Uniti occidentali. Si tratta di circa cinquemila ghiacciai che, tenendo conto di una serie di fotografie satellitari e aeree scattate lungo l’area su cui sorge il Parco Nazionale Olimpico Washington State, si starebbero riducendo piuttosto rapidamente. Fountain ha svelato che il ghiacciaio Lillian, in espansione a partire dal 1905, dal 2010 ha cominciato a sciogliersi, e ben presto potrebbe sparire del tutto. Ampliando la portata del suo intervento, ha rivelato che se in tempi brevi non s’interverrà per porre un freno ai cambiamenti climatici, tra il 2070-2080 i ghiacciai Usa si discioglieranno completamente. Qualora ciò dovesse verificarsi, si andrebbe incontro ad un pericoloso innalzamento del livello del mare che, di conseguenza, andrebbe ad inondare diverse zone della costa, con un ingente impatto ambientale ma anche con danni agli insediamenti e alle popolazioni locali. Ricordiamo che il gliaciologo della PSU interverrà alla decima conferenza annuale sul clima nel nord-ovest degli Stati Uniti che si terrà a Portland. All’evento prenderanno parte diversi studiosi provenienti dall’Alaska, dal Montana e dalla California del Sud. Le principali tematiche che verranno trattate saranno quelle riguardanti le ultime ricerche sulla siccità, sul dilagare degli incendi, sulla qualità dell’acqua e sulle prime ripercussioni che il riscaldamento globale sta avendo sugli ecosistemi e nella vita delle persone.

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Il crollo del Chenega in Alaska

L’allarme sulla situazione precaria dei ghiacciai Usa era già stato diffuso qualche settimana fa, quando erano circolate delle preoccupanti immagini che mostravano il tracollo di una piattaforma ghiacciata in Alaska. Nello specifico si trattava del Chenega che sorgeva presso lo stretto di Prince William. Il fotografo Chris Bray, dopo un appostamento durato diverse ore, era riuscito ad immortalare il momento in cui dei grossi blocchi di ghiaccio si distaccavano dalla struttura per precipitare rovinosamente in mare. In quell’occasione furono lanciate anche una serie di accuse al presidente americano Donald Trump. Questi, infatti, dimostrando di non essere affatto interessato ad intervenire per lanciare delle iniziative volte a combattere l’inquinamento e i cambiamenti climatici, nel mese di agosto aveva annunciato di essere pronto ad annullare le restrizioni introdotte circa 20 anni fa sull’abbattimento degli alberi e sul trasporto del legname presso la Tongass National Forest, la foresta più ampia degli Stati Uniti.