Gerusalemme dell’Antico Testamento: la nuova scoperta sulle mura

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La nuova scoperta archeologica sulle mura di Gerusalemme dell'Antico Testamento.

L’Istituto Protestante tedesco di Archeologia (GPIA) al termine di un mese di scavi effettuati presso il monte Sion, nelle vicinanze delle mura della Città Vecchia di Gerusalemme, ha fatto una scoperta destinata a cambiare le teorie e la percezione stessa della città ai tempi dell’età del ferro. Gli archeologi infatti ritengono che l’estensione della città menzionata nell’Antico Testamento fosse decisamente più ridotta rispetto a quanto era stato ipotizzato fino ad oggi.

Gli studiosi non sono riusciti a riportare alla luce la cinta muraria della Città Vecchia nell’area in cui si credeva che sorgesse, semplicemente perché non è mai stata lì. Il team guidato dall’archeologo Dieter Vieweger ha analizzato a fondo i reperti e gli studi storici sulla Gerusalemme del periodo dell’VIII secolo a.C. per provare ad avere una percezione più realistica sulla sua grandezza.

La teoria di Bargil Pixner sulle mura di Gerusalemme dell’età del ferro.

Inizialmente gli esperti pensavano che le mura risalenti all’epoca dell’Antico Testamento partissero da quella che oggi è la Porta di Sion, arrivando fino alla valle di Hinnom. Questa collocazione, del resto, era stata divulgata sin dagli Anni Ottanta dal monaco benedettino Bargil Pixner, il quale aveva detto che la città israeliana nell’età del ferro sorgeva proprio lungo quella porzione di muro. Vieweger, raggiunto dal portale tedesco DW, ha affermato che si vede costretto a smentire questa tesi, chiarendo che per lui non è affatto piacevole «confutare un collega», ma in questo caso ci sono «le prove concrete» per riportare una verità differente.

Gli esiti della ricerca archeologica sulla Gerusalemme del periodo dell’Antico Testamento

L’archeologo tedesco ha dichiarato che il monaco Pixner (deceduto nel 2002) aveva detto di aver individuato i confini della Gerusalemme dell’età del ferro, ma probabilmente aveva tratto troppo in fretta le sue conclusioni, basandosi esclusivamente sui racconti biblici. Invece oggi si può dire che la situazione era differente, poiché durante gli scavi degli ultimi mesi sono stati riportati alla luce dei reperti in ceramica che dimostrano che quella cinta muraria non apparteneva alla città dell’Antico Testamento. I vari campioni raccolti verranno analizzati più a fondo per avere la certezza definitiva che fino a questo momento ci si era sbagliati sull’estensione e sui confini dell’antica Gerusalemme.

Dieter Vieweger e i suoi collaboratori a partire dal 2015, durante ogni periodo estivo sono andati avanti con i loro scavi presso il monte Sion. Quest’anno si sono messi alla ricerca della cinta muraria dell’età del ferro. Si tratta di una struttura che gran parte del mondo storico-scientifico ha sempre collocato intorno all’VIII secolo a.C. Sono diverse, infatti, le fonti storiche che riportano che in quel periodo Gerusalemme accolse nel suo territorio numerosi profughi assiri provenienti dal nord. Per questo motivo si è ipotizzato che a quei tempi la città fosse addirittura più grande della fase in cui è diventata la Città di Davide.

La Gerusalemme dell’età del ferro era più piccola di quanto si credesse.

Il responsabile del team di archeologi ha asserito che effettivamente la città dell’VIII secolo a.C. era più vasta rispetto a quella governata dal re Davide, ma non era comunque così grande come si era pensato fino ad ora, e ciò vuol dire che anche il numero di rifugiati accolti all’interno dei suoi confini sia stato minore.

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A questo punto, dopo aver constatato che i resti delle mura della Gerusalemme dell’Antico Testamento non si trovano dove si era sempre pensato che fossero, sarà necessario organizzare nuovi scavi per individuarne la reale collocazione. Vieweger ha anticipato che intende spostare le sue attenzioni intorno all’area su cui sorge l’abbazia benedettina della Dormitio. Secondo lui le mura dell’età del ferro probabilmente seguivano il pendio naturale del monte Sion e di conseguenza potrebbero non essere troppo lontane da quelle della Città Vecchia del XVI secolo.