Germania e Israele: amicizia nelle voragini della guerra

Mentre la Cancelliera tedesca telefona a Mahmoud Abbas per la fine delle ostilità

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Germania e Israele sono più vicine che mai. Nonostante nei giorni scorsi si siano svolte manifestazioni pro palestinesi a Berlino, oggi il ministro degli Esteri tedesco ha incontrato il suo omologo israeliano per ribadire il pieno sostegno del suo Paese allo Stato ebraico. Prima di lui, anche Angela Merkel aveva condannato i bombardamenti da Gaza, definendoli “atti terroristici”. Ma ciò che preme alla Germania è la fine delle ostilità. A tal proposito, la Cancelliera tedesca ha chiamato il leader dell’Autorità palestinese, Mahmoud Abbas.

Solidarietà tra Germania e Israele?

Dopo l’escalation di violenza in Medio Oriente, la Germania tende la mano a Israele in “segno di solidarietà”. Quindi non deve sorprendere il viaggio del Ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas, atterrato per primo all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv. Lì, ha trovato la sua controparte israeliana, Gabi Ashkenazi, ad accoglierlo. “Ringrazio che il ministro degli Esteri ci visiti in un tempo in cui siamo sotto l’attacco di razzi“, ha detto Ashkenazi in ebraico. Ai convenevoli, l’inviato tedesco ha risposto che la sua visita ha lo scopo di mostrare solidarietà a Israele. “La Germania è con Israele e il suo diritto a difendersi“, ha detto Maas al suo omologo. Prima di aggiungere: “Sono venuto in Israele per mostrare solidarietà e sostenere Israele dopo il lancio di razzi da Gaza“.

La dichiarazione

Dopodiché il Ministro tedesco ha spiegato che la Germania sostiene gli sforzi per un cessate-il-fuoco, del quale ha discusso con Usa ed Egitto. “Stiamo seguendo con preoccupazione la situazione umanitaria a Gaza, e siamo consapevoli degli sforzi di Israele per inviare aiuti umanitari ai residenti di Gaza“, ha detto Maas. Negli ultimi giorni, Hamas ha bombardato due volte convogli di aiuti umanitari da Israele a Gaza, uccidendo due civili e ferendone 10, secondo il ministero degli Esteri. Per il Ministro tedesco: “La sicurezza di Israele e quella degli ebrei residenti qui non sono negoziabili“. Dichiarazioni affatto scontate, se si considera la storia passata.


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Germania e Israele per la tregua

Ora la Germania preme per la fine delle ostilità. “Dobbiamo guardare al futuro e assicurarci che ci sia una pace sostenibile nella regione che consenta una situazione in cui israeliani e palestinesi possono vivere qui con autodeterminazione“. E ancora. “La situazione attuale è di incertezza che serve solo a rafforzare coloro che diffondono odio e terrore“. Come primo appuntamento della sua visita, Maas ha partecipato a un briefing sulla sicurezza con il generale Ori Gordin, capo delle IDF Home Front Command. L’incontro si è tenuto nella città centrale di Petah Tikva, colpita dai bombardamenti di Hamas. Nel frattempo, proseguiva l’operazione israeliana Guardiano dei muri.

I delegati

Nel tardo pomeriggio, i tre sono stati poi raggiunti dal ministro degli Esteri ceco Jakub Kulhanek e dal suo omologo slovacco Ivan Korčok. Quindi, la delegazione si è recata in alcune zone che erano state colpite dai razzi del gruppo terroristico palestinese che controlla l’enclave costiera. “Sono senza parole dopo aver assistito alla distruzione e al terrore che Israele ha subito“, ha detto il ministro degli Esteri ceco Jakub Kulhanek dopo aver visitato un edificio devastato dai razzi a Petah Tikva. Durante la visita, Maas ha incontrato anche il ministro della Difesa Benny Gantz. Il quale lo ha aggiornato sugli sviluppi nella lotta contro Hamas e sui progressi per raggiungere una sicurezza a lungo termine per gli israeliani. Dopodiché, il ministro tedesco ha incontrato il presidente Reuven Rivlin e il primo ministro dell’Autorità palestinese Mohammed Shtayyeh. Quest’ultimo a Ramallah, la capitale della Palestina.


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Il sostegno allo Stato ebraico

Vorrei ringraziare il governo tedesco, che ha sostenuto Israele dall’inizio di questo round di combattimenti, ha condannato il terrorismo di Hamas e ha sottolineato il diritto di Israele di difendere se stesso e i suoi civili“, ha detto Ashkenazi in ebraico. Poi, il ministro israeliano ha spiegato: “Questo round (di combattimenti, ndr.) non è come i round precedenti“. “L’attacco missilistico di Hamas contro Israele è scoppiato a causa di un brutale tentativo di Hamas di rafforzare la sua posizione politica e di assumere l’agenda palestinese e la leadership dell’Autorità palestinese“, ha aggiunto Ashkenazi. Poi, ha spiegato che gli estremisti avrebbero “scelto di farlo attraverso attacchi terroristici e sparando missili e razzi contro i civili israeliani a Gerusalemme, Tel Aviv e a Sud” del Paese.

Le parole di Ashkenazi

(Hamas) lo sta facendo da aree popolate, nei cortili e nelle scuole, mentre usa i residenti di Gaza come scudi umani. Hamas sta commettendo un doppio crimine di guerra”, ha sostenuto Ashkenazi sempre in ebraico. Quindi, ha osservato che i razzi di Hamas hanno distrutto le linee elettriche a Gaza e ha risposto a colpi di mortaio contro il personale della compagnia elettrica israeliana che ha cercato di ripararli. “Questo è un altro esempio di come Hamas danneggia la popolazione di Gaza e approfitta cinicamente della sua angoscia“, aveva soggiunto Ashkenazi. Infine, il ministro ha riconosciuto che “la maggior parte della comunità internazionale” ha sostenuto Israele durante i combattimenti.

La fiducia è “ceca”

Dal canto suo, il ministro Kulhanek ha commentato: “In questo periodo, Israele ha bisogno dei suoi amici nel mondo e noi siamo qui per mostrare la nostra forte e duratura amicizia“. Prima di aggiungere: “Israele ha il pieno diritto di difendere i suoi cittadini“. Ad ogni modo, il Ministro ceco si è mostrato fiducioso. Difatti, Kulhanek prevede che i combattimenti finiranno rapidamente e che i turisti cechi potrebbero visitare di nuovo Israele. Riferendosi a Israele, l’inviato slovacco ha commentato: “Siamo veri amici“. Poi, Korcok ha spiegato che “siamo venuti qui per mostrare la forza dell’amicizia tra i paesi“. “Il fuoco di Hamas deve cessare“, ha aggiunto. “Israele ha il pieno diritto di difendersi“.

Solidarietà internazionale

Di nuovo, Ashkenazi ha ringraziato le sue controparti per il sostegno che i loro Paesi stavano dimostrando in patria. “Il fatto che la bandiera israeliana sventoli oggi sull’edificio del ministero degli Esteri ceco e sul municipio di Bratislava non è scontato e scalda il cuore“, ha detto il ministro israeliano. Martedì anche il ministro degli Esteri greco Nikos Dendias aveva visitato Israele, mostrando identica solidarietà. Quello stesso giorno, il Consiglio Affari Esteri dell’UE non era riuscito ad adottare una dichiarazione congiunta sui combattimenti in corso tra Israele e gruppi terroristici a Gaza.


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Nuova stagione tra Germania e Israele

Proprio la Cancelliera Angela Merkel era stata tra le prime a definire “terroristici” gli attacchi lanciati da Gaza allo Stato ebraico. Come era stata pronta ad affermare che Israele avesse il diritto di difendersi. Lo aveva riferito il portavoce del suo governo, Steffen Seibert. Qualche ora fa, la leader della CDU ha tenuto un colloquio telefonico con il presidente palestinese Mahmoud Abbas. Merkel ha ribadito “la necessità di un’azione immediata per fermare l’assalto israeliano”. Lo riporta l’agenzia Wafa. Mentre Abbas ha aggiornato la Cancelliera “sulla situazione catastrofica nella Striscia di Gaza assediata a seguito del violento assalto israeliano, sulle continue incursioni della polizia israeliana e dei coloni a Gerusalemme e sulla Spianata delle Moschee e dei loro assalti in Cisgiordania, oltre alle espulsioni forzate di famiglie palestinesi da Sheikh Jarrah”.

Germania e Israele unite

La Cancelliera tedesca ha insistito sulla necessità di una de-escalation e sul “risparmiare le sofferenze ai civili innocenti, sottolineando il sostegno del suo paese al raggiungimento della pace in linea con le risoluzioni dell’Unione europea e il diritto internazionale”. Giovedì, al sito di notizie Walla alcuni funzionari anonimo israeliano hanno riferito che si aspettano una svolta nei colloqui per il cessate il fuoco a Gaza entro le prossime 24 ore. Questi si stanno tenendo attraverso due canali: i servizi di intelligence egiziani e l’inviato delle Nazioni Unite in Medio Oriente, Tor Wennesland. Al momento il Premier israeliano Netanyahu non ha rilasciato alcun commento. Nel frattempo, Wennesland si è recato a Doha per incontrare i leader di Hamas che vivono lì e hanno una certa influenza sulla situazione.


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Germania Israele e Europa

Intanto, l’Alto rappresentante UE Josep Borrell ha affermato che la maggior parte dei ministri degli esteri degli Stati membri ha acconsentito a una richiesta di cessate il fuoco e a una condanna dei razzi di Hamas. Anche visto l’elevato numero di vittime civili. Inoltre, la comunità internazionale si appella a Israele affinché lo Stato usi la forza “proporzionata” e agisca nel rispetto del ​​diritto internazionale. Eppure, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite non ha adottato ancora una dichiarazione condivisa, che dev’essere adottata all’unanimità. Questo non solo a causa del veto posto dall’Ungheria. Sebbene non in modo palese, il Paese dell’Europa Centrale ha critica Israele per la sua azione nei confronti dei civili palestinesi. Ma anche per l’obiezione di altri paesi, come l’Irlanda. I quali ritengono che la prima bozza non sia abbastanza “coraggiosa”. E chiedono provvedimenti concreti contro Israele.


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