Gerald Rudolph Ford nasceva il 14 luglio del 1913

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Gerald Rudolph Ford nasceva il 14 luglio del 1913

Gerald Rudolph Ford è stato il 38° Presidente degli Stati Uniti d’America. Il suo mandato presidenziale iniziò nell’agosto del 1974, e terminò nel gennaio del 1977. Divenne presidente dopo le dimissioni di Nixon, del quale lui era stato vicepresidente; e gli succedette Jimmy Carter.

Per 24 anni fu membro del Partito Repubblicano e dichiarò diverse volte di non aver mai voluto correre per la Casa Bianca. Infatti, il suo desiderio era quello di divenire speaker della Camera. Invece divenne Presidente nel 1974, dopo che Nixon dovette dare le dimissioni a seguito dello Scandalo Watergate. Dopo breve tempo, Ford, concesse il perdono presidenziale a Nixon. Questo provvedimento accese diverse discussioni e gli oppositori avanzarono l’ipotesi che si trattasse di un raggiro della Costituzione. Per questo, Ford ricevette l’appellativo de “l’uomo che graziò Nixon”.

Precedentemente, Gerald Ford aveva occupato la carica di vicepresidente. In quell’occasione Nixon, allora presidente, lo nominò direttamente. Per farlo applicò per la prima volta il 25° emendamento, che dava la possibilità della nomina diretta del vicepresidente con l’accordo del Congresso. Invece, di solito, in mancanza del vicepresidente, la sua carica restava scoperta fino alle nuove elezioni.

Una volta presidente, Gerald Ford ebbe come vicepresidente Nelson Rockefeller e come Capo di gabinetto Dick Cheney.
Gerald Rudolph Ford era un uomo dal carattere mite e poco carismatico. Dopo essere diventato presidente, dichiarò agli americani: “Sono perfettamente consapevole che non mi avete eletto presidente con i vostri voti. Vi chiedo di confermarmi alla presidenza con le vostre preghiere”.

Per due volte qualcuno tentò di ucciderlo. Nel settembre del 1975 un uomo gli puntò una pistola addosso, ma un agente della scorta riuscì ad intervenire. Poi, a San Francisco, una donna gli sparò, mancandolo di pochissimo; e un marine in pensione intervenne per bloccare la donna prima che sparasse ancora.

Alle elezioni del 1976, però, Ford si scontrò con Carter e perse. Durante quelle elezioni entrambi i candidati commisero degli errori; ma Carter riuscì a prevalere. Un errore che costò caro a Ford fu la sua dichiarazione secondo cui non c’era nessun dominio sovietico nell’Europa dell’Est. Alla richiesta di chiarimenti, Ford citò l’esempio della Jugoslavia che però non era parte del Patto di Varsavia. Qualche giorno dopo Ford ammise di essersi espresso male, ma dopo quell’incidente la sua rimonta nei sondaggi rallentò.

Ford lasciò dunque la Casa Bianca e Carter lo ringraziò durante il suo discorso di insediamento, per aver “guarito il nostro paese”. Nel 1980 prese in considerazione l’idea di ricandidarsi, ma alla fine non lo fece.
Negli anni più recenti, Ford si espresse a favore di maggiori controlli sulle armi e giudicò un errore l’invasione dell’Iraq. Inoltre, disse che le coppie omosessuali dovevano avere un trattamento uguale alle altre.

Infine morì, nel dicembre del 2006. Quaranta giorni prima della morte diffuse un comunicato. Esso diceva: “La lunghezza della vita di una persona importa meno dell’amore della sua famiglia e dei suoi amici. Ringrazio Dio per il dono di ogni alba ma soprattutto per tutti gli anni in cui ha benedetto me, Betty e i nostri figli, insieme alla nostra famiglia e gli amici di una vita. Tra questi conto anche i tantissimi americani che negli ultimi mesi mi hanno ricordato nelle loro preghiere. La vostra gentilezza mi commuove profondamente. Che Dio benedica voi e gli Stati Uniti d’America”.

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