George Orwell morì il 21 gennaio di 70 anni fa

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George Orwell

George Orwell, pseudonimo di Eric Arthur Blair, nacque il 25 giugno 1903 e morì il 21 gennaio 1950. Si tratta di uno dei più importanti autori, giornalisti e opinionisti politici e culturali del Novecento.
La fama maggiore è giunta ad Orwell grazie a due romanzi scritti sul finire della sua vita, “La fattoria degli animali” e “1984”. Il primo è un’allegoria politica mentre il secondo descrive in maniera vivida un mondo distopico dominato da una fantapolitica totalitaria.
Da quest’ultimo romanzo è nato anche l’aggettivo orwelliano, che si attribuisce a tutti quei meccanismi totalitari alla cui base c’è il controllo del pensiero.

George Orwell: i primi anni e gli studi

George Orwell nasce in India e la sua famiglia vive in condizioni economiche modeste con il padre che lavora come funzionario dell’Indian Civil Service, l’amministrazione britannica in India. Nel 1907 Orwell torna in patria insieme alla madre e alle sorelle, stabilendosi nel Sussex, dove studia alla Saint Cyprian School. In questo istituto lo scrittore si guadagna una borsa di studio grazie alle sue doti da precoce e brillante studente, che gli permette di studiare quattro anni alla famosa Public School di Eton. Qui ha come insegnante Aldous Huxley, narratore delle Utopie alla rovescia che avrà grandissima influenza sulle future opere dello scrittore.

George Orwell: l’arruolamento

Orwell sceglie di non proseguire gli studi a Cambridge o Oxford e si arruola, spinto dalle gesta paterne, nella Indian Imperial Police nel 1922. Nel 1928 Orwell si dimette dal suo ruolo, disgustato dall’arroganza imperialista e dalla repressione che il suo ruolo prevede.

George Orwell

Una volta rientrato in Inghilterra Orwell comincia ad insegnare nelle scuole private e, quando non insegna, scrive, lavora come commesso in una libreria e recensisce romanzi per il New English Weekly. Quando scoppia la Guerra Civile Spagnola George vi prende parte per conto del Partito Obrero de Unificacción Marxísta. Ciò lo condurrà alla disillusione nei confronti della Sinistra che darà frutto al diario-reportage “Omaggio alla Catalogna” del 1938. A partire da questo momento praticamente ogni suo scritto andrà contro il totalitarismo in tutte le sue forme.

Nel corso della Seconda guerra mondiale Orwell cura una serie di trasmissioni propagandistiche per la BBC, diventa direttore del settimanale di sinistra “The Tribune” e corrispondente di guerra da Germania, Austria e Francia lavorando per l’Observer.

George Orwell: la fattoria degli animali e 1984

Del 1945 è uno dei più famosi romanzi di Orwell, La fattoria degli animali” seguito nel 1948 dalla sua opera più famosa in assoluto, il romanzo “1984”. Questo romanzo dona nuova vita al genere della letteratura distopica, costituendo ancora oggi uno dei contributi più massicci alla causa. La storia dipinta da Orwell risulta profetizzante di una situazione a noi nemmeno troppo lontana temporalmente, il regime comunista, col quale ci sono una serie di nessi chiari.
Orwell ha scritto anche molti saggi nella sua vita, passando per la critica letteraria e gli argomenti sociologici.
Morirà nel 1950 per un cedimento di un’arteria polmonare dovuto alla tubercolosi in un ospedale di Londra.

George Orwell: le sue idee e la letteratura antiutopica

George Orwell spicca da sempre come anticonformista e lucido polemista, critico nei confronti di ogni forma di totalitarismo e dell’intelligenza socialista dell’Inghilterra, profondamente estranea a lui. Orwell è sempre rimasto un socialista convinto, anche se a un certo punto ha cominciato a notare le contraddizioni della linea politica sovietica.

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George Orwell

Presto diventa chiaro ad Orwell che ci sono una serie di fatali errori nel modo di governare proprio dell’Unione Sovietica nel periodo di Iosif Stalin. Queste considerazioni che lo spingono a diventare antisovietico in maniera violenta.

Più o meno tutte le opere di Orwell hanno sofferto il fatto di non poter essere immediatamente pubblicate per via dei contrasti politici.
In ogni caso l’imparzialità di giudizio e il perseguire la verità a tutti i costi rimangono tratti significativi delle opere di Orwell.

Ciò che Orwell descrive nei suoi romanzi, gli universi catastrofici ritratti, altro non sono che le situazioni del suo tempo lasciate precipitare e peggiorate al massimo per ciò che era immaginabile al tempo.
Il tratto distintivo della scrittura di Orwell, la cosiddetta letteratura antiutopica, è che il futuro è già presente.

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