George Martin: lo scrittore “Tolkien americano”

0
245

George Martin è uno scrittore ed autore americano contemporaneo. Inoltre, Martin ottiene il successo letterario con più generi, che spaziano tra l’horror, il fantascientifico ed il  fantasy. Tuttavia, l’autore diviene popolare con “le Cronache del ghiaccio e del fuoco”. Di fatto, la creatività di Martin trova spazio ed evoluzione nella scrittura, anche attraverso il mondo scenografico e cinematografico.

George Martin e la biografia

George Martin nasce a Bayonne il 20 settembre del 1948, nel territorio del New Jersey. I genitori sono Raymond (un operaio portuale) e la madre Margareth Brady. Inoltre, George ha due sorelle, ovvero Darleen e Janet. Allorché, George frequenta gli studi presso la “Mary Jane Donohoe School” e la “Marist High School”. Nel 1970, George consegue la laurea “Bachelor of Science” in giornalismo, presso la “Northwestern University”, nell’Illinois. L’anno successivo, Martin consegue anche il “Master of Science”. Di fatto, la passione per la scrittura conduce George all’interpretazione ed al racconto di storie horrors, fin da ragazzo. Durante l’infanzia, i libri di autori, come Robert A, Russell, Norton ed Heinlein appassionano George. Mentre, le letture classiche fantasy di autori come Lovecraft e J. R. R. influenzano lo stile letterario.

George Martin e la vita privata

Nel 1975, George conosce Gale Burnick, con la quale giunge al matrimonio. Inoltre, la coppia non ha figli e divorzia nel 1979.

George Martin ed i fumetti

Nel corso delle scuole superiori, George matura l’interesse per i fumetti, che colleziona.  Inoltre, l’adolescente inizia delle collaborazioni letterarie, con riviste di fumetti. Nel 1971, Martin esordisce con la pubblicazione di “The Hero”, alla rivista “Galaxy”. Negli anni seguenti, George prosegue con la creazione di diversi racconti, come l’opera “Canzone per Lya”, che gli regala il “Premio Hugo”.

Insegnante di giornalismo

Nel 1976, Martin diviene docente accademico di giornalismo, al “Clarke College” di Dubuque. Negli anni seguenti, Martin rallenta nell’attività della scrittura, sia in campo giornalistico che letterario. Nel 1979, l’accademico abbandona l’insegnamento e concentra a tempo pieno l’attività di scrittura letteraria. A fronte di ciò, Martin dal “Clarke College” riceve la premiazione “Hugo” per il miglior racconto dell’anno. Di fatto, seguono anche il “Premio Locus” ed il “Premio Nebula”.

Altri successi ed il grande pubblico

Gli anni ottanta portano lo scrittore ad un ulteriore successo e popolarità, nei racconti e nei romanzi, che entusiasmano il pubblico. Di fatto, con le opere “Il pianeta dei venti, Il battello del delirio, Armageddon Rag”, l’autore inserisce l’ambientazione di un mondo di supereroi. Inoltre, in “Wild Cards” lo scrittore vive il racconto ed entra nella dimensione del “gioco di ruolo” della storia, come narratore. Ma Martin cerca l’attenzione del grande pubblico, che lo porta ad Hollywood.

La carriera ad Hollywood

Nel 1986, Martin instaura una collaborazione con “CBS”, dove entra nello scenario cinematografico televisivo. A fronte di ciò, Martin diviene sceneggiatore per la serie tv “Ai confini della realtà”. A ragion per cui, segue “La bella e la bestia”, in cui diviene anche produttore. Nel 1989 circa, Martin collabora con la “Columbia Pictures Television”, nelle produzioni televisive e nelle sceneggiature. In seguito, Martin lascia Hollywood per proseguire con la carriera letteraria a tempo pieno.

Il ritorno ai romanzi

Nel 1991, Martin riprende la scrittura dei romanzi e nasce la serie “Cronache del ghiaccio e del fuoco”, di sette volumi. A ragion per cui, i romanzi esprimono il genere fantasy, durante l’ambientazione storica della “Guerra delle due rose”, che ispira tutti i volumi. Nel 2006, Martin con “Il banchetto dei corvi” ottiene la candidatura al “Quill Award” ed al “British Fantasy Award”. Inoltre, il libro “A dance with Dragons” sale sul podio e raggiunge  il primo posto, nella classifica internazionale del “New York Times”.

Lo stile letterario

Il “Los Angeles Times” esprime su Martin: “Trame complesse, personaggi affascinanti, grandi dialoghi, ritmo perfetto”. Alcuni critici letterari definiscono Martin uno scrittore cinico ed oscuro. In realtà, nel romanzo “Dying of the Light”, l’autore entra nella storia di un pianeta, dove regna il nulla. Tuttavia, la solitudine e l’abbandono dell’universo divengono i soggetti dell’opera, in cui trovano il distacco dal sole. Di fatto, il romanzo incentra il tema della malinconia, che da protagonista infelice abbraccia l’idealismo imperfetto, nel ruolo di un eroe tragico. A ragion per cui, T. M. Wagner scrive: “Non sia mai detto che Martin non condivide la predilezione di Shakespeare per l’insensatamente tragico”.  

Le opere

L’autore nella carriera artistica scrive diverse opere, tra cui: “A Game of Thrones Meisha Merlin, A Cash of Kings, A Storm of Swords Subterranean Press, A Dance with Dragons, Il cavaliere dei Sette Regni”. Inoltre, seguono: “The Last Defender of Camelot, The Once and Future King, Lost and Found, The Road Less Travelled, Sandkings, The Survivors, Starport” ed altre.

 

Commenti