GenovaJeans: programma e date della prima edizione

A maggio scatterà la prima edizione di GenovaJeans, un evento tra moda, storia e cultura che ripercorre le fasi-chiave della nascita del mito dei jeans, la cui popolarità è legata proprio alla città ligure.

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Genova e la Liguria si preparano ad accogliere una nuova manifestazione che unisce moda, storia e cultura e si terrà proprio nella città della Lanterna. L’evento si chiama GenovaJeans e, da un lato porrà l’accento sulle origini di questi storici pantaloni, mentre dall’altro evidenzierà l’importanza della realtà genovese nella diffusione e nel successo del tessuto che poi ha fatto sorgere il mito dei jeans. L’evento è in programma dal 27 al 31 maggio e si diramerà tra Via Pré, Via del Campo e Via San Luca, ovvero i luoghi che in passato hanno contribuito alla produzione e all’utilizzo del suddetto tessuto.

Gli organizzatori, nel comunicare il programma, hanno dichiarato che si tratterà di una iniziativa “giovane, divertente e accattivante”, che si porrà l’obiettivo di mettere in risalto l’importanza di Genova e della tradizione italiana nel favorire la realizzazione e la diffusione di quelli che ancora oggi sono i pantaloni più conosciuti e usati al mondo, nonché “icona della cultura Pop”.

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GenovaJeans sarà a Genova dal 27 al 31 maggio.

GenovaJeans sarà dunque una sorta di viaggio nel tempo che porterà i visitatori alla scoperta delle antiche e vere origini dei jeans. Allo stesso tempo non si perderà di vista una tematica importante come quella legata all’ambiente. Infatti il progetto prevede che gli addetti ai lavori possano usufruire di una piattaforma creata ad hoc per presentare i loro progetti sostenibili, volti anche ad una maggiore sensibilizzazione e responsabilizzazione dei consumatori.

GenovaJeans: moda, storia e ambiente al centro dell’attenzione

I promotori di GenovaJeans, nel descrivere i punti principali dell’appuntamento del 27-31 maggio, hanno ricordato più volte l’importanza del tema della sostenibilità. Hanno sottolineato che l’attuale sovrapproduzione sta causando la distruzione di ben 25 miliardi di capi nuovi ogni anno, e tutto ciò contribuisce drammaticamente ad “avvelenare il pianeta”. L’idea è quella di avere delle soluzioni innovative che abbattano questo rischioso impatto ambientale, garantendo allo stesso tempo “la vera circolarità”.

Tra gli ideatori del progetto figurano Manuela Arata, collaboratrice del sindaco di Genova per l’innovazione e la tecnologia, nonché direttore artistico di GenovaJeans; la storica del tessuto e del costume Marzia Cataldi Gallo; e l’imprenditore Emilio Jacopino. Intanto già sono partiti i lavori per aprire un vero e proprio Museo del Jeans, che sarà costituito da una serie di aree espositive, alle quali saranno affiancati laboratori e spazi ricreativi.

Nella nota di presentazione dell’evento, si legge anche che, storicamente, dopo la diffusione negli Stati Uniti dei jeans firmati Levi Strauss, l’affermazione nel settore della moda è avvenuta a partire dagli Anni ’60 grazie proprio al prezioso contributo italiano. D’altronde, le antiche origini di questi pantaloni risalgono al XII secolo e proprio a Genova, dove si cominciarono a tingere i primi tessuti con l’indaco. A partire dal Quattrocento, poi, la città ligure divenne una delle principali produttrici delle migliori stoffe europee.

Storia, moda e ambiente a GenovaJeans.

Il fustagno genovese ebbe un certo seguito soprattutto in Inghilterra dove ne apprezzarono non solo la qualità, ma anche il prezzo accessibile. Da quel momento cominciò a chiamarsi “Jean” o “Jeans”, derivante dal termine “Genes” che era scritto sugli imballaggi. Un tessuto che era già utilizzato da tempo dai camaggi (facchini) del porto per i loro abiti da lavoro.

Le vere origini di 9 storici modelli di jeans

Nel 1540 Teramo Piaggio e i suoi collaboratori dipinsero a biacca (una tempera di colore bianco) 14 enormi teli di lino e cotone tinti con l’indaco: l’obiettivo era quello di coinvolgere maggiormente i fedeli ai misteri della Passione di Cristo. Nell’opera si ripercorrevano i vari e drammatici passaggi delle sofferenze di Cristo, con riferimento alle incisioni di Dürer e Raffaello. Oggi, questo lavoro (che si trova al Museo Diocesano) viene considerato a tutti gli effetti come l’antesignano dei jeans.

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