Genova-Ventimiglia: inchieste sui migranti picchiati dalla Polfer

La procura di Genova apre due inchieste sul caso dei migranti picchiati dalla Polfer sul treno Genova-Ventimiglia.

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Genova-Ventimiglia

Tutto parte da un video. In cui le immagini mostrano degli agenti della Polfer in servizio sul treno Genova-Ventimiglia, picchiare 2 migranti che si erano barricati dentro a un bagno. La scena ripresa col telefonino da un testimone, è, adesso, al vaglio della procura di Genova. Che ha aperto due inchieste. Una per resistenza dopo la denuncia degli agenti per i due migranti, e l’altra per atti relativi circa il comportamento degli agenti della polizia ferroviaria.

Cosa è successo sul treno Genova-Ventimiglia?

Dunque nel filmato si vedono i poliziotti colpire i due migranti con calci, manganellate e con un piede di porco. Usato per aprire la porta del bagno. In base alle spiegazioni fornite dal direttore della polizia ferroviaria, Olimpia Del Maffeo, la pattuglia è intervenuta in seguito alla richiesta del capotreno. Perché c’erano delle persone chiuse nel bagno che si sottraevano ai controlli da un’ora. E nel momento in cui il bagno si è aperto, queste persone hanno reagito in modo violento. “Sicuramente, dice Del Maffeo, se dovessero emergere delle responsabilità da parte dei nostri agenti nei confronti di cittadini inermi verranno presi dei provvedimenti. Non ci sottraiamo alle responsabilità se dovessero emergere“. La violenza non deve esistere e non è mai giustificata. Poichè nessun “buon motivo” può permettere ad una persona di violare la dignità di un’altra.Purtroppo questo non sempre accade.Ora sarà la Procura a far luce sulla vicenda.


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La situazione dei migranti al confine

La situazione alla frontiera italo francese di Ventimiglia si trova sotto i riflettori dall’estate del 2015. Quando la Francia, con una decisione improvvisa e unilaterale, ripristinò i controlli al confine con l’Italia. Per bloccare il passaggio dei migranti decisi a raggiungere altri paesi europei. Da allora la cittadina ligure, che si trova a pochi chilometri dal confine, è luogo di permanenza e di transito di tutti quei migranti che non vogliono fermarsi in Italia. Ma cercano di raggiungere altri Paesi dell’Unione. Quali la Francia, la Germania,la Svezia e l’Inghilterra. Dove sanno di trovare parenti che li aspettano. E condizioni socio-economiche tali da garantire maggiori opportunità di lavoro e di effettiva integrazione. Spesso però agli abusi fisici e verbali si aggiungono ai sistematici respingimenti. In totale violazione dei diritti umani.