Sotto le macerie di Ponte Morando hanno trovato l’ultimo disperso, Mirko Vicini, l’operaio di 31 anni che stava lavorando per la municipalizzata genovese Amiu con un contratto trimestrale.

Il bilancio delle vittime, non ufficiale in quanto alcuni corpi devono ancora essere identificati, sale dunque a 43. La lista dei dispersi ora è azzerata, ma la Protezione civile avverte che potrebbero esserci altri morti di cui non è stata denunciata la scomparsa, forse alcuni senzatetto.

Il corpo di Mirko Vicini, che martedì scorso aveva appena terminato il turno di lavoro con il collega Bruno Casagrande quando il ponte è collassato, era sotto uno dei grossi blocchi di cemento che contenevano la struttura del pilone del viadotto.

Nella notte erano stati recuperati, senza vita, i componenti della famiglia Cecala. Al buio, lavorando sotto le luci dei riflettori, una squadra di vigili del fuoco ha trovato sotto le macerie l’auto su cui viaggiava, una Hyundai: papà Cristian, la mamma Dawna e la piccola Krystal di 9 anni.

Il veicolo è stato recuperato tra i resti del ponte, completamente schiacciato, sotto un grosso blocco di cemento che faceva parte del pilone della struttura crollato sull’argine sinistro. Un turista tedesco, che era nell’elenco dei dispersi, è stato rintracciato: non era in città al momento del disastro. Ha telefonato lui stesso alla Prefettura di Genova.

Sotto Ponte Morandi è arrivato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella per i funerali di Stato: si è fermato venti minuti sul luogo della tragedia e davanti all’auto della famiglia Cecala è apparso commosso.

Oggi pomeriggio alle 17  “Autostrade per l’Italia” farà una conferenza stampa al Nh Hotel di Genova, dove parleranno l’amministratore delegato Giovanni Castellucci e il presidente Fabio Cerchiai.

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