Genova, i Rolli aprono per tre giorni

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i rolli

Anche quest’anno, dal 3 al 5 maggio, si rinnova a Genova l’evento culturale “Rolli Days”, l’apertura al pubblico dei palazzi nobiliari genovesi, 42 dei quali sono stati inseriti dall’Unesco nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Un’occasione ghiotta per chi, genovese o turista che sia, ama immergersi nel patrimonio artistico italiano che per vari motivi non è sempre accessibile al pubblico. La maestosità e la bellezza di questi palazzi è in realtà ben nota fin dal XVII secolo, quando Rubens li scoprì e ne rimase talmente affascinato da voler dare alle stampe un volume, “I Palazzi di Genova”, che fece il giro dell’Europa.

Come nascono “i Rolli”

Nome strano quello dato a questo evento, ormai consueto per il capoluogo ligure. L’origine di detto termine non è univoco: non si sa con certezza se derivi dai “ruoli” in cui erano iscritti (“Rolli”) i palazzi o dal “rollio” nell’urna da cui venivano sorteggiati. Proprio così: queste meraviglie erano messe a disposizione dai proprietari nobili agli alti dignitari, cardinali e autorità in genere che transitavano a Genova in visita ufficiale. Tutto questo era stato sancito in un decreto risalente al 1576 e conferiva prestigio indiscusso alle famiglie che potevano vantare questo privilegio.

Per questo fine settimana, quindi, ci sarà la possibilità di accedere gratuitamente a molte di queste dimore e così di ammirare volte splendidamente affrescate, saloni sontuosi e scalinate che danno anch’esse l’impressione di condurre al mare, come tutta l’orografia di Genova.

I 31 palazzi aperti per l’occasione sono per lo più ubicati nel centro cittadino, ma quest’anno c’è una novità: si è voluto iniziare la manifestazione dalla Val Polcevera, in un simbolico ponte tra una zona di Genova che sta curando le ferite conseguenti il crollo del Ponte Morandi e il resto della città.

Per questo, dopo un importante intervento di restauro, è stata aperta per l’occasione l’Abbazia del Boschetto in alta Val Polcevera, imponente complesso monastico cistercense del XIV secolo, splendidamente affrescata in epoche diverse dalle principali famiglie nobili genovesi, gli Spinola, i Doria, i Lercari e i Grimaldi.

Gli eventi dei Rolli

Fra gli eventi della giornata inaugurale di venerdì 3 maggio sono da menzionare presso la Chiesa di San Bartolomeo della Certosa, sempre in Val Polcevera, la lettura di Eugenio Montale, Renzo Piano, Giuseppe Mazzini, Camillo Sbarbaro e Maurizio Maggiani ad opera di Pino Petruzzelli. Dopo la letteratura è la volta della musica di Nicolò Paganini eseguita da Eliano Calamaro, primo violinista del Teatro Carlo Felice di Genova. La chiusura della giornata è stato un intervento dello storico d’arte Giacomo Montanari sui monumenti funebri di Ambrogio e Orazio Di Negro.

Ma in generale la visita ai palazzi dei Rolli consente anche di fare un passo nelle vicende antiche di Genova, con i suoi intrecci con il resto d’Europa. Un percorso storico ed artistico che ogni anno richiama migliaia di visitatori.

Il riconoscimento dell’Unesco nel 2006 ha dato ampio slancio alla scoperta dei Rolli, subito percepita anche dalle autorità locali come una vetrina artistica che ha portato l’attenzione su Genova in settori non meramente portuali. Una rinascita culturale massiccia che forse dai tempi di Rubens la città non percepiva.

L’itinerario che si snoda nella zona centrale della città consente l’accesso anche al Palazzo Ducale, sede tutto l’anno di diverse iniziative culturali e di mostre d’arte di pregio. Ma sarà anche possibile visitare la Cattedrale di San Lorenzo, sede vescovile e gioiello di architettura ligure, nonché il Padiglione dei Cetacei dell’Acquario. Una cartina 3D è anche disponibile per agevolare il visitatore nei movimenti in centro storico.

Certamente la notevole e costante affluenza di pubblico non consente di apprezzare fino in fondo la ricchezza di queste dimore, però questo fine settimana è un’occasione per avere un primo approccio anche storico su un secolo che fu per Genova aureo. Banchieri, nobili e mercanti avevano nel ‘600 accumulato così tante ricchezze da aver dato lustro e risonanza alla città anche fuori del suo contesto. I rapporti commerciali, politici, ma anche religiosi e le conseguenze militari furono tali da far affluire in città personaggi di lignaggio.

E’ proprio in quest’ottica che andrebbero visitati questi palazzi: provare a calarsi nella realtà del ‘600 genovese.

Palazzo della Meridiana –

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