Genitori e figli passano sempre più tempo insieme: ma c’è il problema autonomia

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Genitori e figli ricerca

Qualche tempo fa sono stati pubblicati sul Journal of Marriage and Family i risultati di uno studio sul rapporto genitori e figli realizzato dall’Università della California. Il team era guidato da Judith Treas, coadiuvata dalla dottoressa Giulia Dotti Sani del Collegio Carlo Alberto di Moncalieri di Torino. Secondo questa ricerca, rispetto agli anni ’60 oggi madri e padri riescono a trascorrere più tempo accanto ai loro ragazzi. L’analisi ha coinvolto ben 11 Paesi (tra i quali Francia, Germania, Canada, Stati Uniti e Spagna) e poco più di 122mila genitori di età compresa tra i 18 e i 65 anni che avevano almeno un figlio non più che 13enne. Gli esperti hanno constatato che dal 1965 ai giorni nostri è aumentato il tempo in cui genitori e figli stanno insieme. Nello specifico, le mamme sono passate da una media di 54 minuti quotidiani ad una di 104 minuti (dunque quasi il doppio), mentre i papà hanno fatto un balzo in avanti decisamente superiore, se si considera che negli anni ’60 dedicavano appena 16 minuti al giorno ai loro pargoli, al contrario della media attuale che è salita a 59 minuti. Questo profondo cambiamento è probabilmente legato all’evoluzione della donna nella società. Infatti rispetto al passato è molto più impegnata nel mondo del lavoro, e questa situazione fa sì che anche gli uomini abbiano finito con l’occuparsi dei bambini per un tempo più alto. Questi dati sono stati confermati da un’ulteriore recente ricerca che ha ulteriormente approfondito le basi su cui si fondano oggi i rapporti genitori e figli. È emersa anche una piccola problematica proprio nella gestione della vita dei più piccoli.

Genitori e figli: il dibattito sull’autonomia dei ragazzi

Ipsos, azienda specializzata in ricerche di mercato, per conto di Ferrero ha effettuato uno studio per capire su quali basi oggi si fondano i rapporti tra genitori e figli. Il tempo dedicato dagli adulti ai propri ragazzi sta diventando sempre maggiore. Quest’indagine ha riguardato 5 Paesi (Italia, Francia, Germania, Russia e Gran Bretagna), raccogliendo informazioni da circa 5mila intervistati tra madri, padri e anche giovani dai 7 ai 15 anni. Il primo aspetto evidenziato dall’Osservatorio sulle famiglie di oggi riguarda un grosso senso di responsabilità che accomuna i genitori contattati. Sono piuttosto severi ed esigenti con se stessi, puntando a dare il meglio per i figli e avendo come primo obiettivo non tanto il successo sul lavoro, quanto la capacità di essere dei padri e delle madri all’altezza della situazione. Entrando nel merito della questione, lo studio riporta che per gli intervistati essere dei buoni genitori vuol dire innanzitutto insegnare ai bambini ad avere fiducia nelle proprie capacità (55%), riuscire a fargli sviluppare una loro personalità (42%), inculcargli il principio secondo cui non bisogna mai arrendersi di fronte alle avversità della vita (45%). Gli esperti, dunque, in generale ritengono che oggi i genitori diano importanza in primis alla disciplina (dare delle regole, mostrarsi fermi e decisi nei momenti opportuni, porre dei limiti). Subito dopo viene l’autonomia (garantire sempre uno spazio d’indipendenza ai ragazzi).

L’età migliore per diventare genitori secondo la scienza

Qual è il problema dell’autonomia?

E proprio sul tema dell’autonomia giovanile in famiglia si è aperto il dibattito sui rapporti tra genitori e figli oggi. Infatti gli studiosi e sondaggisti temono che, trascorrendo troppo tempo insieme ai propri cari, i ragazzi nell’età dello sviluppo non possano usufruire della «libertà» necessaria per fare le prime esperienze da soli. La ricerca Ipsos riporta che su quest’argomento c’è una piccola contrapposizione tra generazioni. La stragrande maggioranza degli adulti (98%) ha dichiarato che dà la possibilità ai figli di muoversi in piena autonomia. Questi ultimi invece solo in una percentuale molto bassa (27%) hanno confermato le risposte degli adulti. In conclusione, gli studiosi e gli esperti hanno ricordato che, aldilà del dato positivo del tempo trascorso insieme da genitori e figli, su tutti conta la qualità della cura e degli insegnamenti che vengono dati ai giovani. I ragazzi non hanno nascosto che apprezzano e ritengono fondamentale il ruolo di madri e padri quando li ascoltano, riescono a rassicurarli quando hanno dei timori, li incoraggiano e gli danno consigli utili per il prosieguo della loro vita.