Gdf Brescia Memorandum operativo su confische in sede esecutiva penale

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Gdf Brescia Memorandum

Gdf Brescia Memorandum operativo tra la Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Brescia e il Comando Regionale Lombardia in tema di confische in sede esecutiva penale.

Gdf Brescia Memorandum Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Brescia e Comando Regionale Lombardia. La confisca in sede esecutiva penale rappresenta l’ultimo passaggio processuale nell’ambito del quale è possibile aggredire i patrimoni illecitamente accumulati. Infatti, può accadere che, nonostante la sentenza di condanna, eventuali provvedimenti di confisca, ancorché disposti, possano risultare non eseguiti o solo parzialmente eseguiti a causa di fenomeni di dissipazione dei beni di provenienza illecita.

Pertanto Gdf Brescia Memorandum, la fase dell’esecuzione penale riveste assoluta delicatezza e rilevanza, in quanto in tale ambito è ancora possibile, da un lato, impedire che la ricchezza illecita possa rimanere nella disponibilità di coloro che si sono resi responsabili della commissione di un reato – con conseguente inquinamento del sistema economico e finanziario – e, dall’altro, assicurare all’Erario importanti risorse che altrimenti andrebbero definitivamente disperse.

In tale direzione, su iniziativa del Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Brescia, è stata avviata con la Guardia di Finanza lombarda una progettualità volta ad esplorare ulteriori forme di possibile supporto all’Autorità Giudiziaria, in linea con le specifiche ed esclusive competenze di polizia economico – finanziaria del Corpo, con la finalità di assicurare la sistematica efficacia dei provvedimenti di ablazione patrimoniale definitiva una volta che si pervenga alla fase dell’esecuzione penale.

In data odierna si è proceduto, quindi, alla sottoscrizione, presso la Procura Generale della Repubblica di Brescia, di un memorandum operativo tra il Procuratore Generale, dottor Guido Rispoli, e il Comandante Regionale della Lombardia della Guardia di Finanza, Generale di divisione Stefano Screpanti, volto a delineare la collaborazione in rassegna.

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In particolare, con il memorandum è stato creato un tavolo tecnico di confronto – cui prenderanno parte magistrati della Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Brescia e Ufficiali del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Brescia – nell’ambito del quale:

  • saranno verificati i casi di applicabilità, in sede esecutiva, dei provvedimenti definitivi di carattere ablatorio;
  • verranno esaminate le modalità migliori di effettuazione degli accertamenti economico-patrimoniali in relazione a ipotesi tipo ovvero a fattispecie specifiche;
  • si procederà ad implementare mirate analisi volte a individuare singoli casi in cui gli accertamenti economico-patrimoniali potrebbero aprire nuovi piani di indagine penale ovvero far emergere i presupposti per l’applicazione di misure di prevenzione patrimoniale in relazione a soggetti su cui sia intervenuta una sentenza di condanna.

Più precisamente, parteciperanno ai lavori del tavolo tecnico, che avranno cadenza tendenzialmente mensile, il Procuratore Generale, l’Avvocato Generale e alcuni Sostituti Procuratori Generali addetti alle esecuzioni penali della Procura Generale della Repubblica di Brescia, unitamente al Comandante e ad Ufficiali del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Brescia.

L’innovativa e sperimentale intesa condurrà allo svolgimento di analisi tecnico-giuridiche e mirati accertamenti economico-finanziari diretti a ricostruire – in ipotesi di confisca disposta ma non eseguita, solo parzialmente eseguita, ovvero di confisca non precedentemente disposta – la posizione patrimoniale di soggetti interessati da sentenze di condanna passate in giudicato o, comunque, da provvedimenti emessi dal giudice dell’esecuzione.

Per tale finalità, la Guardia di Finanza potrà avvalersi, oltre che del complesso di performanti banche dati in uso al Corpo, anche di tutto lo spettro di attribuzioni ad Essa affidate dalla legge. In tal modo, si potranno assicurare all’Erario – anche nel caso in cui siano state compiute azioni dirette all’occultamento o alla dissipazione degli averi interessati dai provvedimenti di natura ablatoria – disponibilità finanziarie e beni mobili e immobili oggetto delle varie forme di confisca:

  • “diretta”, ovvero delle cose che sono servite o che sono state destinate a commettere il reato, nonché di quanto ne ha costituito il prezzo, il prodotto o il profitto;
  • “per equivalente” o anche cosiddetta “di valore”, la quale può intervenire allorquando non sia possibile procedere all’ablazione del denaro, dei beni e delle utilità di provenienza illecita e, conseguentemente, il giudice ordina la confisca di altre somme di denaro, di beni e utilità di legittima provenienza per un valore equivalente, di cui il reo abbia la disponibilità, anche per interposta persona;
  • “per sproporzione”, consistente nella confisca di denaro, beni e altre utilità di cui il condannato non possa giustificare la provenienza e di cui, anche per via interposta, risulti essere titolare o averne la disponibilità a qualsiasi titolo in valore sproporzionato al proprio reddito o alla propria attività economica.

L’importante iniziativa in argomento consolida strategicamente le azioni di contrasto alla criminalità economica e organizzata, nell’ottica – sempre più attuale – di individuare, aggredire ed escludere dai circuiti legali ogni forma di ricchezza illecita, così da salvaguardare, conseguentemente, le libertà economiche e di mercato a tutela dei cittadini e delle imprese oneste.