Gaston Bachelard: il ricordo del filosofo e poeta francese

Il pensiero del filosofo

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Gaston Bachelard

Quasi sessant’anni fa moriva il grandioso filosofo e poeta francese Gaston Bachelard. Epistemologo illustre, autore di numerose riflessioni legate alla conoscenza e alla ricerca.

Nato nel 1884 a Bar-Sur-Aube Gaston ha avuto una carriera fuori dal comune e a distanza di tempo è ancora uno tra i filosofi più studiati. E’ morto a Parigi il 16 ottobre 1962.

Vita e opere

Gaston Bachelard prima di dare inizio al suo pensiero filosofico era un impiegato delle poste. Si laureò poi in Fisica e Chimica e divenne professore. Nel 1922 ottenne una seconda laurea in Filosofia, poi conseguì i suoi studi con un dottorato durante il quale pubblicò il suo primo testo Essai sur la connaissance approchée. Dal 1930 al 1940 insegnò Lettere e Filosofia all’università di Digione, poi si trasferì a Parigi alla Sorbona. Bachelard ha pubblicato diverse opere dal carattere filosofico e scientifico. Tra quelle più importanti ricordiamo Le nouvel esprit scientifique (1934), La formation de l’esprit scientifique (1938), La philosophie du non (1940), L’eau et les rêves (1942), La terre et les rêveries du repos (1946), La terre et les rêveries de la volonté (1948), L’activité rationaliste de la physique contemporaine (1951), La Flamme d’une chandelle (1961).Gaston Bachelard è stato epistemologo, cioè filosofo e critico delle scienze, di cui ha studiato i metodi ed i fondamenti, inoltre si dedicò al mondo della poesia e dell’immaginario letterario.


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Il pensiero del filosofo

Bachelard trae dallo studio della storia della scienza uno stimolo per la sua riflessione epistemologica, che si contrappone nettamente al neopositivismo. Rivendica una maggiore attenzione ai fattori storici, sociali, culturali e psicologici che condizionano inevitabilmente il pensiero scientifico. In tale ottica, egli rifiuta il mito empirista del dato immediato come base del sapere scientifico, poiché il dato empirico è sempre legato ai sistemi teorici. Per il filosofo, dunque, esistono più saperi e critica la visione positivistica della scienza come processo lineare e cumulativo. Cerca di evidenziare come invece il progresso scientifico si attui attraverso delle autentiche “rotture epistemologiche”. Ogni scoperta è infatti il risultato di una radicale messa in discussione delle categorie e degli schemi teorici precedenti. La scienza per poter realizzare un progresso deve riuscire a superare gli ostacoli epistemologici. Secondo Bachelard essi sono tutti quei limiti di natura psicologica che tengono l’uomo ancorato a pregiudizi e a opinioni fortemente radicate, le quali impediscono lo sviluppo di nuove idee e nuove teorie.

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