Cariche della polizia, scontri con feriti, malori: questo il risultato dello sgombro del blocco di manifestanti davanti al cantiere Tap a Melendugno, nel Salento, questa mattina.  I manifestanti, circa 300, presidiavano il cantiere della Tap in località San Basilio, a San Foca, per protestare contro l’espianto di oltre 200 ulivi sul tracciato dove dovrebbe sorgere il micro-tunnel del gasdotto.

La Polizia per accedere all’area ha dovuto forzare il blocco messo in atto dai manifestanti. Diversi attivisti dei Comitati NoTap, studenti e docenti, dopo essere stati caricati dagli agenti, sono stati colti da malore, altri sono stati lievemente feriti.   L’attività di espianto degli ulivi è stata sospesa.

I manifestanti protestano per un’opera che danneggerebbe in modo irreparabile un paesaggio da tutelare per la sua rara bellezza e un territorio economicamente vocato al turismo. Va ricordato che la Regione Puglia ha proposto come approdo del gasdotto la zona industriale di Brindisi e la costa del comune di Squinzano (meno pregevole di San Foca), destinazioni meno impattanti dal punto di vista ambientale, ma le soluzioni proposte non sono state accettate da Tap.

La popolazione salentina prese coscienza dell’opera nel 2011, quasi per caso, quando un giornalista salentino, Danilo Lupo, insieme alla troupe del programma d’inchiesta “L’Indiano”, ripresero i tecnici di Tap che alle prime luci dell’alba, uscivano quasi di nascosto per analizzare il fondale e la costa. 

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