Gas serra: la Francia condannata sui limiti delle emissioni di CO2

Il Tribunale Amministrativo di Parigi ha condannato lo Stato francese per non aver rispettato gli accordi sulla riduzione dei gas serra.

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Gas serra

Clamorosa sentenza quella di un tribunale ammistrativo di Parigi. Che condanna lo Stato francese per non aver rispettato gli impegni presi con l’Accordo di Parigi sul clima del 2015. E, dunque, di non aver ridotto le emisssioni di gas serra. La causa denominata “L’affaire du siecle”, è stata intentata da quattro ONG ambientaliste. Dopo aver raccolto una petizione firmata da 2,3 milioni di persone. E che poi si è conclusa con la condanna al risarcimento simbolico di 1 euro. Quale danno morale.

Gas serra: quali conseguenze per la Francia?

L’accordo di Parigi firmato cinque anni fa mirava a limitare il riscaldamento globale a meno di 2° C. Rispetto ai livelli preindustriali. Ma le emissioni di gas serra della Francia sono diminuite dello 0,9% nel 2018/19, quando il calo annuale necessario per raggiungere i suoi obiettivi è dell’1,5% fino al 2025. E del 3,2% successivamente. Pertanto i giudici hanno ritenuto opportuno di prendersi altri due mesi per decidere se costringere o meno lo Stato francese ad adottare ulteriori misure. Per garantire il rispetto degli obiettivi mancati.

Qual è il parere degli attivisti?

Un’opzione quest’ultima che trova il consenso degli attivisti di Oxfam Francia e Greenpeace, Fondazione Nicolas Hulot e Notre Affaire à Tous. “Questa azione legale ha riunito milioni di persone in una lotta comune. La lotta per il nostro futuro. La storica decisione del giudice dimostra che l’inazione climatica della Francia non è più tollerabile. E’ illegale. Ma la lotta non è finita. Riconoscere l’inazione dello Stato è solo un primo passo verso l’attuazione di misure concrete ed efficienti per combattere il cambiamento climatico “. Ha detto Cécilia Rinaudo, direttrice di Notre Affaire à Tous. La portavoce di una delle ONG querelanti.

Il governo francese respinge le accuse

Il governo francese dal canto suo respinge le accuse di inerzia. Pertanto rigetta qualsiasi forma di risarcimento. Infatti, nella nota difensiva, il Governo francese ha sottolineato che si era posto l’obiettivo di diminuire del 40% il consumo di combustibili fossili entro il 2030. E di raggiungere la neutralità carbonica nel 2050. Argomenti che non hanno convinto i giudici chiamati a decidere sul caso.

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