Gallarate (Varese) – Mega rissa in centro: armati di bottiglie, catene e bastoni

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Si sono presentati all’appuntamento con bottiglie, catene e bastoni, mandando nel panico i commercianti della zona, il centro di Gallarate (Varese), dopo essersele promesse sulle app di messaggistica. Così, circa un centinaio di ragazzi, è stato disperso dall’arrivo delle forze dell’ordine dopo che si erano messi d’accordo per picchiarsi. Sulla vicenda indaga la polizia.

Si sono dati appuntamenti nel pomeriggio di oggi, venerdì 8 gennaio, nel centro di Gallarate (Varese), per picchiarsi. All’improvviso, un centinaio stando ad alcune testimonianze e a dei video comparsi online di ragazzi si è assembrato per dare il via alle violenze dopo l’organizzazione, non si sa se lampo o meno, sulle app di messaggistica. Così, tra ragazzi armati di cocci di bottiglia e altri di catene e bastoni, è scattato l’allarme tra i cittadini del comune in provincia di Varese.

Rissa in centro a Gallarate tra giovanissimi

Secondo quanto riportato da Varesenews, gli agenti della polizia locale, i primi intervenuti, sono stati allarmati dai commercianti della zona che, impauriti, hanno telefonato alle forze dell’ordine. All’arrivo degli agenti, subito raggiunti dai colleghi della polizia di Stato, tutti i partecipanti della rissa si sono dileguati.

Chi a piedi, chi di corsa, chi si è nascosto in qualche vietta laterale. In poco tempo la piazza centrale si è svuotata. Secondo le testimonianze raccolte dal giornale varesino, c’è chi ha visto “ragazzi armati di bottiglie, catene e bastoni che si inseguivano tra loro e si insultavano”. Uno dei passanti, poi, ha raccontato di aver “visto un ragazzino colpito da una bottigliata in testa”.

Nei pressi della zona in cui si è consumata la rissa c’è una chiamata al 118 per soccorrere un ragazzo di 14 anni che ha riportato ferite lievi. E proprio questa sarebbe l’età media dei partecipanti, stando a quanto raccolto sinora dalle forze dell’ordine. La polizia locale, poi, avrebbe ritrovato sparse per terra e nascoste alcune mazze e delle catene, presumibilmente abbandonate dai ragazzi messi in fuga proprio