Nella settimana che va dal 25 al 30 Settembre a Torino, alla Venaria Reale, si terranno tre riunioni del G7 dedicate all’industria, alla scienza e al lavoro.

Il G7 è un momento informale di dialogo di massimo livello tra i leader dei principali paesi industrializzati. La presidenza per il 2017 è affidata all’Italia ed ecco perché dopo il G7 di Taormina adesso i governanti si riuniranno alla residenza sabauda torinese.

Al G7 parteciperanno Francia, Germania, Stati Uniti, Canada, Giappone, Regno Unito che presenteranno le loro iniziative come best practice da condividere per alimentare il dibattito finalizzato ad affrontare le sfide poste dalla quarta rivoluzione industriale e che avranno in futuro un impatto importante nella società e sul mercato del lavoro.

La quarta rivoluzione industriale rappresenta certamente una grande opportunità di crescita per l’economia a patto che vengano governati quei processi che, se non adeguatamente guidati, possono portare effetti negativi sull’occupazione.

Come ha detto lo stesso Ministro Calenda durante la conferenza di presentazione, il tema di discussione del G7  è  “Di fatto è un percorso logico che va dall’industria alla scienza al lavoro ed è molto vicino al piano Impresa4.0 che ieri abbiamo presentato e che ha al centro i temi delle competenze e del lavoro come prossimo capitolo, insieme a quello degli investimenti che viene confermato.

Al vertice dei Ministri si affiancherà, la riunione dell’ I-7 Innovators’ Strategic Advisory Board on People-Centered Innovation, l’engagement group lanciato lo scorso maggio durante il G7 di Taormina.

Come leggiamo dal sito del Ministero : “Il gruppo ha l’obiettivo di guidare la comprensione delle sfide della trasformazione digitale. La creazione di questo gruppo è un esperimento proposto dalla Presidenza italiana del G7 con l’obiettivo di fare luce sulle molteplici sfide che l’innovazione sta facendo emergere e che non possono essere affrontate solo a livello nazionale. I Paesi e l’Unione Europea hanno selezionato il proprio gruppo di esperti”.

Dal sito del G7 italiano apprendiamo che “Il meeting dell’I-7 che si terrà il 25 settembre sarà suddiviso in tre sessioni parallele: la prima dedicata all’Intelligenza Artificiale: come può l’IA aiutare i Governi a prendere decisioni migliori, introdurre politiche più efficaci e fornire servizi più efficienti? La seconda ai Big Data, dalla regolamentazione al management attivo. Come può un approccio più proattivo ai Big Data rendere un Paese più “smart”? La terza alla natura mutevole della società: il futuro del lavoro. Come può l’innovazione aiutare ad affrontare gli attuali e prossimi cambiamenti sociali e demografici?

Il temi che si affronteranno avranno certamente un ruolo centrale per il Ministero di Calenda. Le parole chiave che guidano la discussione sono: inclusione, apertura, sicurezza.

L’inclusione è intesa come capacità di includere il 70% delle PMI dei paesi partecipanti alla trasformazione digitale per mezzo della creazione di ecosistemi dove si possa realizzare innovazione. Come ha avuto modo di spiegare il Ministro dello Sviluppo economico “Ci sono alcuni fatti che stanno emergendo, penso all’intelligenza artificiale di cui non conosciamo e non capiamo fino in fondo le implicazioni e che non sono solo quelle del lavoro, pur molto rilevanti. Ma anche quelle etiche. Noi ripartiremo nel G7 da quello che è stato il lavoro della presidenza giapponese che ha incominciato ad elaborare una serie di linee guida che devono governare la ricerca e lo sviluppo dell’intelligenza artificiale” sottolineando che ci sono paesi che vogliono delle regolamentazioni lasche e altri, come l’Italia e il Giappone che sono favorevoli ad una gestione più oculata dei vari aspetti del settore.

Per apertura si intende la capacità di usare sistemi aperti necessari per l’interoperabilità, per l’accesso alle infrastrutture digitali abilitanti e per dare la possibilità di condividere con i cittadini i benefici dell’intelligenza artificiale. Anche per questo punto Calenda ha dato significato al punto di vista italiano: “gli standard per quello che riguarda l’internet delle cose per quello che riguarda la capacità delle macchine di comunicare sono standard che devono essere aperti, cioè devono potersi agganciare l’uno con l’altro; ci sono standard proprietari, cioè sono di chi li sviluppa le macchine con sistemi più chiusi. Chiaro è che per noi che siamo il paese di PMI gli standard aperti sono la cosa più importante, sono fondamentali.

Il tema della sicurezza riguarda ovviamente i rischi informatici che minacciano le aziende e anche i diritti di proprietà intellettuale che subisce molte violazioni dando luogo a perdite economiche e sociali.
Il Ministro Calenda ha anticipato che il G7 sarà l’occasione di capire come si sono evoluti gli altri paesi rispetto alla quarta rivoluzione industriale, in modo da operare, come già in precedenza, un benchmarking prima di varare il nuovo piano industriale Impresa 4.0.

I piani dei vari paesi devono essere armonici ed in particolare è cruciale la cooperazione internazionale per far sì che la nuova rivoluzione industriale possa diffondersi in modo equilibrato e consapevole in tutti i Paesi del G7, definendo politiche e strategie comuni. La volontà è quella di avere un incontro davvero proficuo e partecipativo. Il ministro Calenda tiene a sottolineare che quello del  G7 di Torino “E’ il più grande dibattito oggi che c’è nel mondo e speriamo che tutte le persone che saranno a Torino partecipino” ha aggiunto Calenda, per poi concludere “Il nostro G7 deve essere di contenuti e non cerimoniale”.

Condividi e seguici nei social
error

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here