Fumetti nei Musei, l’iniziativa ministeriale di insolita promozione culturale

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Torna anche quest’anno, per la sua seconda edizione consecutiva, il progetto culturale Fumetti nei Musei, iniziativa unica di promozione sociale, artistica e culturale dedicata a tutte le età, dai più piccoli ai grandi, organizzata dal MIBACT (Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo), con il supporto dei dipartimenti MIBACT ALES Spa, società in house impegnata da oltre dieci anni in attività di supporto alla tutela del patrimonio culturale italiano, del Centro per i Servizi Educativi e della Direzione Generale Musei, in collaborazione congiunta con la casa editrice specializzata nella diffusione del fumetto e delle grafic novele Coconino Press e di Fandango Editore, casa dal mercato invece più variegato.

Considerato il successo della scorsa edizione dell’iniziativa, progetto che l’anno scorso era in stadio di prova in quanto ancora in stato di riscontro dato quello che risultava essere il primissimo tentativo nel suo genere che si compiva con così grande ambizione di mezzi e di propaganda, condizione che inevitabilmente si è ripercossa su una visione e un inquadramento inizialmente incerti in quanto a riuscita ed effetto partecipativo, le più alte istituzioni statali insieme ai più noti ed importanti editori italiani a livello europeo e nazionale in particolar modo hanno deciso di riproporre l’evento. Lavorando sicuramente con ancor più attenzione e cura ai dettagli in termini di valorizzazione culturale, incentivo artistico e sociale e nei riguardi delle esigenze di un pubblico estremamente vario dalle più diversificate richieste ed esigenze in concomitanza con un’aspettativa da parte del pubblico stesso e di conseguenza degli stessi organizzatori sempre crescente, l’edizione di Fumetti nei Musei di quest’anno sarà senza dubbio ancor più prestigiosa e invogliante di quella passata.

Il formato di quest’anno è simile alla tipologia dell’evento della scorsa edizione, sennonché, lungimiranti dagli insegnamenti ricevuti dall’esperienza del 2018, sarà studiato in modo ancora più calzante e su misura per un pubblico in perenne ricerca di novità e di stimoli curiosi e ottimamente strutturati in grado di riflettere lo spirito dei tempi e le stesse richieste e bisogni degli spettatori. Memore della vincita del prestigioso premio Gran Guinigi per la migliore iniziativa editoriale 2018 del Lucca Comics & Games, la seconda edizione di Fumetti nei Musei non può che sentirsi acclamata portandosi con sé il fardello di un lavoro atto a consolidare l’edizione precedente migliorando lo svolgimento dell’evento e mettendo in campo soluzioni più efficaci per l’interdialogo con i fruitori e la diffusione culturale.

Il Premio Gran Guinigi dell’edizione Lucca Comics & Games 2012

Nata come volontà di sensibilizzare gli utenti ad arti ancora purtroppo poco conosciute nel nostro Paese ma per fortuna in via di ascesa quali sono il fumetto e la scrittura illustrata, l’iniziativa Fumetti nei Musei tenta, con audacia e con discreta abile riuscita, di connettere quella che venne e viene definita a volte non senza un certo imbarazzo arte minore o artigianato artistico a quelle che vengono valutate le più arte forme d’arte, o arti maggiori, come possono essere la pittura classica, la scultura di maniera, l’architettura monumentale o le importanti opere di artisti definiti canonici. Capendo come, soprattutto nel momento attuale, sia in prospettiva sociale che culturale, sia alquanto riduttivo schematizzare rigidamente le correnti artistiche, per quanto un minimo di separazione fra modalità, intenti, stili e operatività delle opere occorra, gli enti entrati in campo per questo progetto hanno, con tale iniziativa, voluto e cercato di destrutturare e declassificare per poi ritornare a riconciliare l’arte.

Questa operazione, che si sviluppa accostando opere d’arte definite classiche con lavori d’autori di stampo fumettistico, diventa funzionale per rinnovare la considerazione e la percezione dell’arte stessa che, in questo modo, aprendosi a pari livello e ai cultori più conservatori e a coloro che considerano l’arte come mezzo espressivo in continua elaborazione e in costante ricerca di mezzi interpretativi e modelli decostruttivi, diviene un pilastro di visione, cambiamento e miglioramento sociale. Avvicinare il fumetto all’arte moderna o antica di maniera significa creare un legame che unisce a livello artistico, poetico ed educativo questi due filoni artistici che, contrariamente a quanto invece ci si aspetterebbe, sono in realtà strettamente connessi.

Raccontare attraverso l’importante ausilio del mezzo fumettistico l’arte classica, cioè un tipo d’artisticità sì dinamica ma principalmente monoillustrata o statica in rapporto alle modalità di narrazione interna della storia che una data opera canonizzata o normativa comporta, è estremamente probante e utile sia per l’arte fumettistica stessa che per l’arte classica che si propone di raccontare. Essendo il fumetto un tipo di creazione che si sviluppa temporalmente e sequenzialmente attraverso l’immagine non può che essere proprio il fumetto il miglior maestro ed il miglior insegnamento di un tipo di racconto dell’arte classica che sappia esprimersi narrativamente e storicamente mediante le stesse impostazioni figurative che l’arte che racconta utilizza. In tale maniera il racconto per immagini si eleva in termini di efficacia e importanza culturale e stilistica in quanto primo e principale espositore, e degno esponente, della grande arte classica, perciò al contempo quest’ultima arte si aggancia al fumetto per meglio farsi capire e analizzare.

Questo principio di combinazione, sincretismo e reciproco aiuto simbiotico tra le due prospettive artistiche è ciò che Fumetti nei Musei si propone di evidenziare e trasmettere, l’arte perciò non si può relegare soltanto a una tipologia fissa e immutabile, essa deve percorrere le esigenze sociali e da esse, con esse e per esse definirsi. Fumetti nei musei vuole insegnare come le commistioni fra stili sono soltanto che positive nonché efficaci a una più approfondita analisi artistica e socioculturale, metafora che, sotto la spinta dell’arte come bello e armonia, si riflette anche nei principi di tolleranza, multiculturalità e assistenza di cui un popolo rispettoso dei diritti umani e della diversità deve farsi carico senza tradirli.

Rocca di Gradara

Mediante l’introduzione del fumetto finalizzato alla descrizione e alla narrazione delle opere d’arte classiche più importanti o maggiormente di prestigio si tenta quindi di apportare la cultura del fumetto alle generazioni adulte magari più estranee alle grafic novel e alle loro espressioni, dall’altra parte si vuole avvincere i giovani alla cultura classica raccontandola con il loro linguaggio e facendo di essa una manifestazione dinamica di cultura non fossilizzata solo in una dimensione accademica. L’arte deve essere fruibile e continuamente vivificabile e vivificante, perché questo avvenga non è bene che essa ristagni calcificandosi in una prospettiva scolastica o troppo intellettuale come invece purtroppo viene ancora ridotta da alcune eminenze, deve anzi raccontare sviluppandosi nella vita reale.

Esempio di tavola dell’edizione 2018

Proprio una soluzione di questo tipo Fumetti nei Musei ha l’intenzione e il meritato nonché complicato e gravoso compito di perseguire, il cui obiettivo è diffondere le bellezze delle collezioni museali italiane attraverso un linguaggio fresco ed immediato, avvicinando le generazioni ad un mondo, quello della cultura istituzionale, che necessita ora più che mai di nuova linfa e affetto da parte della gente. Il nostro Paese è la nazione con il più ricco patrimonio artistico, museale e culturale che esista al mondo, come dimostrato anche dalla grande quantità di beni culturali entrati a far parte del catalogo UNESCO, sarebbe un peccato disperdere tanta bellezza. Valorizzare opere e ambienti, e di controparte idee, è necessario per creare unità sociale e sviluppare una coscienza pubblica e civile che sappia formarsi sull’arte e sulla bellezza e da queste ricavare virtù preziose per il vivere collettivo.

Logo di Fumetti nei Musei dell’edizione 2018

L’evento Fumetti nei Musei ricerca proprio questo grazie alla produzione di 29 nuovi albetti realizzati da una nutrita schiera di fumettisti nazionali, tra autori di lunga data e nuove promesse, a ciascuno dei quali è stato affidato l’incarico di visitare un museo della Penisola ritraendone la storia, la collezione, il suo passato e la contemporaneità. Le esperienze avute da ciascun autore messo in contatto con la bellezza, il particolare contesto e l’ambiente percepito, sono quindi descritte e narrate all’interno di racconti inediti in bilico tra realtà e finzione che aggiungono ai sentimenti incontrati nei saloni delle gallerie, in simbolici siti artistico archeologici o in luoghi pregni di fascinazione, il tipico stile degli stessi artisti. Calcando le dichiarazioni sull’importanza del progetto in quanto importante mezzo per la tutela e come opportunità davvero particolare di investimento che mette l’accento sul principio di contemporaneità, il ministro dei beni culturali Dario Franceschini ha così annunciato:

“Questo progetto, oltre a raccontare i musei con un nuovo linguaggio e lasciare libera la fantasia di alcuni tra i migliori fumettisti italiani, dimostra anche come investire sulla tutela e sul passato possa essere un’occasione per dare maggiore impulso alle industrie culturali e creative e ai giovani artisti”

Le opere realizzate, che si vanno ad aggiungere così ai 22 albi preparati per la scorsa edizione e i cui schizzi, tavole e bozzetti preparatori originali sono ospitati in un percorso espositivo all’interno dell’Istituto Centrale per la Grafica di Roma, il più grande museo di stampe italiano, visitabile fino al 16 febbraio 2020, saranno disponibili al pubblico all’interno dei musei italiani. La Rocca di Gradara, Castel Sant’Angelo, il Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo, Villa d’Este ed Ercolano sono solo alcuni itinerari in cui ci si può tuffare con la fantasia fra illusione, personaggi inventati e realmente vissuti, mostri, creature mitologiche, fantasmi e supereroi ideati dalla mente dei disegnatori che si sono prestati a questa appassionante sfida che tanto sicuramente attizza anche il lettore.

Villa d’Este a Tivoli

I siti culturali, perciò, non sono più esperienziati tramite i soliti percorsi museali o un turismo noioso e troppo battuto, si trasformano in epici luoghi magici, incantati, grazie alle penne degli autori si mutano in paesaggi che mai avremmo pensato di incontrare e di conoscere. Attraverso il fumetto è possibile così parlare con personaggi storici o figure sconosciute che ci accompagnano, più efficacemente delle audioguide o di guide digitali, in mondi sconosciuti che mischiano le vicende storiche all’illusione e alla leggenda. Come per gli occhialini che si indossano per guardare un film in tridimensionale, il fumetto diventa per la fruizione artistica museale un nuovo modello prospettico di tale sperimentazione. Perché, come felicemente espresso da un meritevole articolo della redazione de il Tabloid Cultura, visitiamo i musei, leggiamo i fumetti e da oggi possiamo anche visitare i fumetti e leggere i musei.

Francesco D’Erminio, Ratigher

Ringraziando gli artisti che si sono resi disponibili per dare vita a questa iniziativa che senza il loro contributo non avrebbe potuto farsi, si tratta di Gud, Federico Rossi Edrighi, Marco Corona, Eliana Albertini, Fulvio Risuleo, Antonio Pronostico, Luca Negri R.S.M., Roberta Scomparsa, Manfredi Ciminale, Alessandro Lise e Alberto Talami, Miguel Angel Valdivia, Giuseppe Palumbo, Taddei e Angelini, Andrea Ferraris, Michele Petrucci, Marco Galli, Alessandro Sanna, Emanuele Rosso, Pietro Scarnera, Lorenzo Mò, Federico Manzone, Altan, Spugna, Silvia Rocchi, Pablo Cammello, Vitt Moretta, Ratigher, Mara Cerri, Mariachiara Di Giorgio, Giacomo Nanni, il capoufficio stampa e comunicazione del MIBACT, Mattia Morandi, così si esprime sul conseguimento dei successi di Fumetti nei Musei e sulla volontà programmatica di proseguire con l’iniziativa nello sviluppo di prossime edizioni:

“L’intenzione è non fermarsi qui, c’è un mondo inesplorato che la creatività dei fumettisti italiani può ancora raccontare con vivacità e simpatia”

Conscia dell’importanza di una simile iniziativa, l’opinione pubblica non può non ammirare il lavoro organizzativo e il costante nonché ormai consolidato impegno ministeriale ed editoriale profuso per la creazione di questo evento, metafora di speranza e dimostrazione concrete di un’Italia produttiva e attenta alla diffusione culturale nonostante i troppi errori, volontari o involontari, commessi a tal proposito. Augurandoci che possa essere un trampolino di lancio per incrementare l’orgoglio e diminuire un menefreghismo che pare dilagante in ambito artistico, è essenziale sostenere l’iniziativa come fruitori delle opere e come popolo consapevole e incentivante della necessità dell’arte e della cultura.

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