Fukushima: in mare gli isotopi radioattivi della catastrofe

0
335
Fukushima: in mare gli isotopi radioattivi della catastrofe

A Fukushima oggi la stampa ha divulgato la proposta del governo di riversare in mare l’acqua contaminata della centrale distrutta. Entro la fine del mese le autorità dovrebbero confermarlo con un annuncio formale. Tuttavia, i primi a essere contrari sono gli abitanti delle zone colpite dalla tragedia, che sperano vivamente che l’ordine non venga eseguito.

Fukushima: finirà in mare l’acqua contaminata

A un decennio dalla catastrofe della centrale nucleare di Fukushima, le autorità nipponiche vorrebbero riversare in mare l’acqua radioattiva dell’impianto andato distrutto. Questo non solo potrebbe irritare i Paesi limitrofi, ma soprattutto vanificare gli sforzi dei pescatori della zona da sempre contrari a tale risoluzione. La Corea del Sud, ad esempio, ha intensificato già da tempo i test sulle radiazioni degli alimenti provenienti dal Giappone e ciò ha sicuramente incrinato gli scambi commerciali tra i due Paesi.

Il problema dello smaltimento

Da dieci anni il Giappone cerca un modo per risolvere il problema dello smaltimento dell’acqua raccolta nell’impianto di Fukushima Daiichi. Oltre un milione di tonnellate di acqua con scorie radioattive sono attualmente immagazzinate in enormi serbatoi presso la struttura. E l’impianto, gestito dalla Tokyo Electric Company Holdings Inc., negli anni ha subito danni in conseguenza del terremoto e dello tsunami del 2011. Urgono quindi provvedimenti delle autorità, anche se oggi il ministro giapponese dell’industria, Hiroshi Kajiyama, ha confermato che ancora non si sa come intervenire. In conferenza stampa Kajiyama ha spiegato: “Per evitare lungaggini nel processo di disattivazione, dobbiamo prendere rapidamente una decisione“. Tuttavia, il ministro non ha fornito ulteriori dettagli né ha reso nota la propria agenda.

Le indiscrezioni della stampa

Secondo l’agenzia Asahi qualsiasi operazioni relativa a un rilascio di tale portata richiederebbe circa due anni, poiché sarebbe necessario filtrare l’acqua irradiata prima di diluirla ulteriormente con acqua marina. Solo dopo tale passaggio l’acqua potrebbe confluire nell’Oceano.

La Holdings che gestisce l’impianto di Fukushima

Nel 2018 la Tokyo Electric ha ammesso che i sistemi di filtrazione impiegati non avevano rimosso completamente le scorie dell’acqua convogliata nei tubi di raffreddamento. L’operazione avrebbe impedito lo scioglimento dei nuclei radioattivi quando l’impianto si è bruscamente fermato. Di lì, le scuse pubbliche dei dirigenti.
A causa dell’insofferenza del governo, i rappresentanti della holding hanno esortato le autorità a posticipare lo sversamento in mare. E ciò non solo per non compromettere anni di studio sulle modalità di smaltimento, ma soprattutto per consentire alla società di ripristinare la propria reputazione. In una nota, i vertici hanno spiegato che prevedono di rimuovere tutte le scorie eccetto il trizio, un isotopo dell’idrogeno difficile da separare e considerato relativamente innocuo.

Gli strascichi del disastro e i Paesi vicini

La Corea del Sud ha mantenuto il divieto d’importazione dei prodotti ittici da Fukushima, imposto un decennio fa. La misura, infatti, era stata adottata all’indomani del disastro nucleare e proseguirà fintantoché il Giappone non vi porrà rimedio.
La questione era stata ripresa già nel 2013 in occasione della candidatura di Tokyo per ospitare i Giochi Olimpici. All’epoca, il premier Shinzo Abe aveva assicurato ai membri del Comitato Olimpico Internazionale che la situazione a Fukushima era “sotto controllo“. Alcuni degli eventi sportivi, rinviati al 2021 a causa della pandemia, si terranno a circa 60 chilometri dalla centrale.


I tre possibili successori del premier giapponese Shinzo Abe
Giappone – il premier Suga chiede un budget record per la difesa


In conclusione

Quella di Fukushima non è stata l’unica catastrofe per il Giappone. Oltre ai tristemente noti bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki, il Sol Levante ricorda ancora i terribili effetti dell’incidente del 1999 nella città di Tokaimura.


La prima centrale nucleare della Polonia sarà costruita nel 2026
Gli Emirati Arabi Uniti avviano le operazioni nella prima centrale nucleare
Prima centrale nucleare in Egitto: i lavori proseguono regolarmente
La centrale nucleare Mühleberg ha cessato definitivamente la sua attività


L’augurio è che tali catastrofi siano un monito per le prossime generazioni, come fa ben sperare il progetto della Soma Children’s Orchestra.

Commenti