Determinata ed indipendente, Karima Nejda è la protagonista di una storia che ha dell’incredibile. Alla giovane età di ventisei anni lascia la sua casa, il Marocco, per realizzare un sogno: l’Italia. Affascinata dall’idea di poter ammirare da vicino i capolavori del nostro BelPaese decide di cimentarsi in questa nuova avventura pur consapevole delle difficoltà che tale decisione avrebbe comportato. Al contrario delle amiche che partirono alla volta di mete francofone, Karima, tenace ed irremovibile, approdò in Italia e subito dovette affrontare il primo ostacolo: la lingua.

Da qui in poi parte il racconto, racchiuso in questa intervista, dell’aneddoto perfetto de ” i libri rendono liberi” o “leggere crea indipendenza”. Sorvolando su un qualsivoglia slogan la sostanza di questa esperienza di vita mi ha emozionata, tanto da volerla condividere.

Lo scenario rimanda a quello dell’intramontabile “La storia infinita” di Michael Ende. Una mansarda, migliaia di libri ed una ragazza che ama le avventure. Le pile di volumi accatastati contornavano la camera di Karima e lei, pur essendo consapevole di non riuscire a cogliere il filo del discorso di un racconto, leggeva ad alta voce per assaporare la cadenze delle parole italiane che fin da subito l’avevano stregata.

 

Ciao Karima, grazie per avermi concesso questa intervista. La tua storia mi ha molto affascinato, ti va di raccontarci un po’ di te? Chi è Karima?

 

” Certo. Mi chiamo Karima e sono nata in Marocco. Mia madre era al mare con i miei fratelli e sorelle e non sapendo esattamente quale fosse il temine della gravidanza ha dovuto partorire in casa di mia nonna la sera del matrimonio di mia zia. Immagina la rabbia di mia zia che comunque si era sposata più volte e quindi si era ripresa dalle ultime nozze. 

Mia madre era una casalinga e mio padre un ferroviere.

Brava a scuola, bambina molto conformista. Poi liceo ed università.  Qui ho scoperto la politica e la lotta per i propri ideali. Mi sono laureata in Scienze Biologiche e poi più nulla perché il mio posto da ricercatrice, meritatissimo,  è stato preso. In Marocco funziona così: se non hai conoscenze non vai da nessuna parte. 

Due anni dopo ho deciso di partire. Sognavo l’Italia ma non sapevo una parola in italiano. Tutte le mie amiche sono partite per mete francofone io invece, irremovibile, volevo da sempre vedere La Scala, Napoli, Piazza di Spagna e la casa di Romeo e Giulietta.

Mi sono iscritta all’Università di Bologna ma ho frequentato molto poco. Ho fatto mille lavori per poter girare l’Italia.

Ho conosciuto l’amore, poi la famiglia, poi la maternità ma ho scoperto anche, a malincuore, la discriminazione. I due anni scorsi sono stati i peggiori della mia vita. Mi sono separata e mi sono trovata a lottare col sistema che si ostinava a collocarmi in una dimensione totalmente diversa dalla mia ed ho rischiato di perdere mio figlio. Mi è stata calpestata la dignità ma non importa, ho vinto. Le donne della mia famiglia sono sempre state guerriere.

Francesca, se guardo indietro mi sembra di aver fatto passi da gigante per come sono stata e per ciò che sono diventata. Ho imparato tanto e ad oggi ho un rapporto speciale con mio figlio. Questa mia lotta lo ha aiutato molto ad elaborare la separazione. 

In tutto ciò le letteratura è onnipresente nella mia vita. “

 

Mi dispiace per gli ostacoli che hai dovuto superare, per le sofferenze che hai provato e per tutti i sacrifici che hai dovuto fare ma sono contenta che tu ne sia uscita vincitrice.

Adesso parliamo un po’ del tuo primo approccio qui in Italia e di quella mansarda che ti ha permesso di leggere i tanti libri che hanno perfezionato il tuo italiano. Vuoi parlarne? 

 

” Quella mansarda si trova a Porretta Terme ed appartiene ad una signora che credo abbia avuto un attività di smercio libri e riviste, attività comunque cessata. C’erano libri accatastati lungo quasi tutto il perimetro, era impressionante! Divorai, in tempo record, tutti quegli scritti che trattavano svariati temi.

Ho letto, senza capire, ad alta voce perché mi piaceva ascoltare la cadenza delle parole.” 

 

Le tue parole mi provocano una profonda emozione. Come hai trovato questa mansarda e imparato l’italiano? 

 

“Avevo già una sorella sposata e stabilita in zona. La proprietaria era una sua conoscente. Prendevo il treno tutti i giorni per recarmi a Bologna, cinquanta km durante i quali sentivo parlare ed imparavo termini nuovi. Magari sentivo una parola che attirava la mia attenzione, la segnavo su un block notes e una volta tornata a casa ne controllavo il significato sul vocabolario. Dopo di che la ripetevo fino a memorizzarla. I pendolari sono molto loquaci. E poi riempivo il mio tempo libero con la lettura. “

 

Qual è stato il primo scritto italiano che hai letto?

 

“É stata una rivista. Reader’s Digest.”

 

In Marocco anche leggevi tanto?

 

“Moltissimo! D’estate, dopo la scuola, leggevo i tomi come “Il padrino” e diversi gialli della biblioteca di mio padre.

Negli anni è cambiata la mia tipologia preferita di libri. Una volta leggevo i classici francesi come Hugo Dumas, Zola, De Maupassant.. Ora sono orientata verso autori sudamericani contemporanei, adoro la Austin, alcune opere di Cohelo mi fanno sognare ma direi che gli autori italiani, eccetto Umberto Eco, mi sono sconosciuti.”

 

Allora devi assolutamente recuperare! Che ruolo hanno avuto i libri nella tua vita? Ti sei mai ritrovata tra le protagoniste di qualche libro? Se è si, quale?

 

“I libri sono fondamentali nella mia vita. Mi ritrovo nel personaggio chiave di “La figlia della fortuna”. Sono impulsiva e con il tempo la lettura mi ha cambiata.”

 

Ti ha resa più riflessiva? Di quale libro avresti voluto essere l’autrice ? 

 

“Si, molto! Non lo so, mi piacciono i Nichilisti, il personaggio di Vera e Oscar Wilde.”

 

Qual è il libro che ti ha meno entusiasmata?

 

“Il Profumo” di Suskind. L’ho letto tutto. Mi ha affascinata anche se aberrante.”

 

Leggi dei libri che ricordano la tua casa d’origine, magari per sentirla più vicina?

 

“Leggo molti libri che raccontano di posti lontani. Le letture sul mio paese, però, a meno che non si tratti di fantasy, non mi piacciono perché snaturano l’immagine che ho di casa mia. 

 

Ti sei mai innamorata del personaggio di un libro?

 

“Mi vergogno un po’ ma te lo dico: una mia amica mi ha regalato la trilogia “Fifty Shades” ed io mi sono innamorata di Mr. Grey”

 

Hai trovato, tra le pagine di un libro, il tuo idolo al femminile? 

 

” Forse Fanny Price di Mansfield Park”

 

Cosa ti affascina di più in lei?

 

“Il fatto che sia rimasta se stessa e che abbia superato tante difficoltà scegliendo sempre la strada meno facile per rimanere fedele ai suoi principi. Insomma, molto ostinata.”

 

Grazie per il tempo che mi hai dedicato e per aver condiviso con me la tua storia. 

 

“Grazie a te e buona lettura a tutti. “

 

 

 

 

 

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