Friedrich Spee: l’autore degli inni cattolici tedeschi

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Friedrich Spee è uno scrittore e gesuita tedesco di fine 1500 ed inizi 1600. Di fatto, lo scrittore diventa celebre per le critiche che esercita sulla tortura giudiziaria. Inoltre, Spee scrive diversi testi di inni religiosi cattolici tedeschi, tra cui anche opere di canzoni popolari come: Vom Himmel hoch, Zu Bethlehem geboren, Lasst uns erfreuen. Altre opere sono: Cautio criminalis seu de processibus contra sagas liber, Engel Kommt.

Friedrich Spee chi è?

Friedrich Spee nasce a Kaiserswerth il 25 febbraio 1591 e decede a Treviri il 7 agosto 1635. Dalla terra del Reno, Friedrich trascorre l’infanzia con la famiglia, fino alla maggiore età.  Nel 1610, Friedrich raggiunge Colonia, dove entra nel Collegio Compagnia di Gesù, per il percorso scolastico e religioso. Di fatto, nell’istituto gesuita, Friedrich compie la propria formazione teologica, con l’intenzione di un futuro ecclesiastico.

In seguito, il devoto diviene insegnante a Treviri, Fulda, Spira, Worms. Nel 1622, Spee diventa sacerdote presso la città tedesca di Magonza. Dopo due anni, l’ecclesiastico ottiene la cattedra universitaria, presso l’Università di Paderborn. A fine anni Venti, l’accademico riceve l’incarico religioso di raggiungere Peine, città cattolica ed un tempo protestante.

In realtà, dalle conquiste imperiali la città della Bassa Sassonia diventa cattolica, ma presenta anche parte della popolazione ancora protestante. A fronte di ciò, la missione di predicazione cattolica del sacerdote riscuote successo ed accoglimento dai cittadini. Tuttavia, non mancano le reazioni ribelli e nemiche degli oppositori al Cattolicesimo. Nel 1629, il missionario tedesco subisce un attentato omicida, in cui rimane ferito. Dopo una lunga convalescenza, il sacerdote riprende l’attività di insegnamento nell’Ateneo di Paderborn, nella materia di teologia morale.

Quali sono le critiche del sacerdote contro la tortura?

Il letterato compie la stesura dettagliata dell’opera la Cautio criminalis, una ricerca sui processi di stregoneria, in quanto confessore di streghe, durante il sacerdozio a Bamberga. In verità, si tratta del testo principale successo dello scrittore, con cui emergono le numerose domande, che il religioso pone sulle riflessioni dei fatti.

Sulla base dell’esperienza del sacerdote, nel luogo dell’attuale Baviera, ecco dal libro una risposta e spiegazione. Nel 1631, la pubblicazione dell’opera in lingua latina, senza nome e permesso dell’autore. Dallo scritto appare in risalto l’ironia di Spee sugli abusi, che all’epoca avvengono ed egli descrive, mentre i fatti susseguono, con l’uso di un cavalletto (tortura).

Di fatto, il sacerdote descrive la tortura corporale nelle dinamiche reali del tempo, nei confronti del soggetto reo, artefice attivo del reato. In realtà, le punizioni corporali si protraggono nei secoli, fino all’Ottocento, presenti in Europa come torture. Anche promotore di riforme giudiziali, il sacerdote esegue le richieste di nuove leggi imperiali, tra cui le responsabilità dei danni di processi ingiusti.

Dal pensiero di Spee emerge una critica implicita ai fatti, sui processi per stregoneria, ma distanti dalle accuse dirette, contro la Chiesa. Conseguono per Spee delle verità, per delle soluzioni processuali, come il diritto per le streghe ad un avvocato e la loro difesa legale. Inoltre, può accadere che sotto tortura, un accusato possa dire il falso, per far cessare la punizione corporale. Mentre, non hanno valore le denunce dei complici delle streghe, sotto tortura.

Le opere

Tra le opere principali dello scrittore tedesco risultano: Cautio criminalis seu de processibus contra sagas liber, Il Goldenes Tugendbuch, Trutznachtigall, O Heiland, Vom Himmel hoch ed altre. Il sacerdote tedesco decede a Treviri il 7 agosto 1635.

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