Friedrich Nietzsche: la vita del filosofo

Friedrich Nietzsche: anima e vita in una grandiosità terribile

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Friedrich Nietzsche

Oggi ricorre l’anniversario della morte di Friedrich Nietzsche. Filosofo amato, criticato, complesso, d’impatto, non compreso ma fondamentale riferimento per tutto il pensiero contemporaneo.

Proponiamo un piccolo viaggio nella sua vita, pendolo che oscillava tra colpi di genio e fragilità incomprese.

Friedrich Nietzsche: vita e scritti

Il filosofo nacque a Rocken, Lipsia, il 15 ottobre 1844. Iniziò a scrivere poesie e a comporre musica a soli dodici anni. Nel 1864 s’immatricolò come studente di teologia a Bonn.

Friedrich Nietzsche ritornò a Lipsia nel 1865 e lì seguì le lezioni di Ritschl, uno dei maggiori studiosi tedeschi di filologia classica. Sempre in quel periodo il pensatore lesse Il mondo come volontà e rappresentazione di Schopenhauer. Amò quel libro profondamente.

Friedrich Nietzsche il filosofo

Professore di lingua e letteratura greca

Il filosofo a soli 24 ottenne la cattedra di lingua e letteratura greca presso l’Università di Basilea. Strinse rapporti anche con il teologo Franz Overbeck e con Richard Wagner. Nel 1872 pubblicò il suo primo libro, La nascita della tragedia. L’anno successivo scrisse La filosofia nell’epoca tragica dei Greci e Su verità e menzogna in senso extramorale.


Mori oggi R. Wagner


1878: Umano troppo Umano

Tra il 1873 e 1876 Nietzsche portò alla luce le quattro Considerazioni inattuali. L’amicizia con Wagner si affievolì. Il pensatore vedeva nel musicista l’estremo rappresentante del Romanticismo.

Nel 1878 Nietzsche pubblicò la prima parte di Umano troppo umano. Un libro per spiriti liberi. L’opera segnò nettamente il distacco di Nietzsche da Wagner e Schopenhauer.

Friedrich Nietzsche: la malattia e l’abbandono dell’insegnamento

Il filosofo soffriva di emicranie, attacchi di vomito e disturbi alla vista. Aveva uno stato di salute precario e non fortissimo. Interruppe quindi l’insegnamento. Nel 1879 rinunciò definitivamente ad ogni cattedra.

Da allora in poi la sua vita fu quella di un malato inquieto. Uomo nervoso in perpetuo vagabondaggio da una città all’altra. Dunque Nietzsche visse in solitudine tra la Svizzera, l’Italia e la Francia meridionale. Tutto preso dalla composizione delle sue opere e dalla speranza, sempre delusa, che esse gli suscitassero intorno una schiera di discepoli e seguaci.

Fredrich Nietzsche: gli scritti del periodo intermedio

Nel 1880 Nietzsche diede alle stampe la seconda parte di Umano troppo umano. Nel 1881 invece uscì Aurora. Pensieri sui pregiudizi morali. Seguì poi la Gaia scienza.

Nel 1882 il filosofo conobbe una giovane russa, Lou Salomè. In questa donna dotata di fascino e intelligenza s’illuse di aver trovato una discepola e compagna d’eccezione. Ella però rifiutò di sposarlo.

Il pensatore si sentì tradito e abbandonato. Nietzsche ebbe dissapori continui con la madre e la sorella. Tali dissidi logorarono ancor di più la serenità del filosofo la cui depressione si aggravò notevolmente.

Così parlò Zarathustra e le opere dell’ultimo periodo

Nel 1883 Nietzsche pubblicò Così parlò Zarathustra. Dopo due anni invece affidò all’editoria Al di là del bene e del male. Preludio di una filosofia dell’avvenire.

Toccò poi alla Geneaologia della morale. Uno scritto polemico. Gli altri scritti del filosofo appartenenti a questo periodo furono Il caso Wagner, Crepuscolo degli idoli. Ovvero come si filosofa col martello, L’Anticristo. Maledizione del cristianesimo, Ecce homo.

Opuscoli e libelli che egli compose in un periodo di grande euforia psichica e di massacrante lavoro intellettuale.

Il soggiorno a Torino e la morte di Friedrich Nietzsche

Il filosofo si trasferì a Torino, città di cui si dichiaró entusiasta e nella quale diede i primi segni di squilibrio mentale. Crolli psichici e folli umori diventarono sempre più frequenti.

Nietzsche trascorse gli ultimi anni di vita con la sorella. Quest’ultima gestì anche l’eredità letteraria del fratello per conservarne i manoscritti.

La fama del filosofo crebbe. Quano morì a Weimar il 25 agosto 1900, i libri che egli aveva pubblicato correvano per tutta l’Europa.

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