Fratelli Vogadori: grandi vini della Valpolicella (anche alcol free)

Aspettando Cantine Aperte abbiamo visitato questa storica azienda nel cuore della Valpolicella Classica e ne siamo rimasti affascinati

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fratelli vogadori

Da Fratelli Vogadori l’ordinario si unisce allo straordinario. Passione, impegno, tecnica in vigna e rispetto per l’ambiente sono solo il punto di partenza per ottenere il meglio da una terra rinomata per regalare vini di qualità. Circondati da viti, olivi e alberi da frutto, i venerandi vigneti dell’azienda Vogadori, sapientemente coltivati, regalano uve per vini eccezionali. Ma non solo. Aspettando l’edizione 2021 di Cantine Aperte, che quest’anno tornerà dal 29 al 30 maggio, scopriamo un’azienda familiare che abbina tradizione e sperimentazione. Per risultati sorprendenti.

Cosa troviamo da Fratelli Vogadori?

Siamo a Negrar di Valpolicella, in provincia di Verona. Una zona vocata alla produzione di vini di qualità a due passi dal Lago di Garda. Alla cantina Fratelli Vogadori, in Via Vigolo 16, ci attende il proprietario, il signor Alberto, che con passione e dedizione porta avanti la tradizione di famiglia. Come ci conferma, la famiglia Vogadori produce vini “Già dal tempo del nonno: ha acquistato i terreni che stava lavorando e da mezzadro è diventato proprietario“. Un impegno che si è trasformato presto in vocazione. “All’inizio produceva il vino per altre cantine ma poi negli anni abbiamo iniziato ad imbottigliare ed ora tutto quello che viene prodotto dai nostri vigneti viene messo in bottiglia con il nostro marchio“. Già le premesse hanno stuzzicato la nostra curiosità. E la vostra?

Una filosofia di vita

Alla domanda su quali siano i valori che ispirano il loro impegno in vigna, il signor Alberto ci risponde così. “Il nostro ‘lavoro’ è indubbiamente uno stile di vita: la terra ed il vino sono vivi e hanno bisogno di una cura continua“. E ancora. “Più amore si mette nel proprio lavoro e più si sente la differenza nel calice dopo. Produrre vino per noi è una passione“. Alla fine, conferma: “Probabilmente chiamarlo lavoro è riduttivo“. A questo punto, una domanda sorge spontanea. Chissà se esiste qualche vino o produttore in particolare che ha ispirato la tecnica di vinificazione dei Fratelli Vogadori. “Abbiamo sempre avuto una nostra filosofia, un nostro stile“, ci dice con orgoglio il signor Alberto. “Cerchiamo di non farci influenzare da altri vini/produttori in modo da tenere un forte legame con la nostra storia e con le caratteristiche dei nostri terreni“.

I vigneti

I vigneti sono tutti di proprietà e si estendono su circa 10 ettari nella Valpolicella Classica e Storica. Come ci spiega il signor Alberto “Non acquistiamo né uva né vino da altre realtà“. “E l’età media delle viti è di 35 anni“. Qualità, appunto. Corvina, Corvinone, Rondinella, Oseleta, Negrara. Queste sono le uve principali che caratterizzano i vigneti della Valpolicella. E dalle quali si ottengono vini di struttura e dal tenore alcolico importante. Benché sia una terra dominata da grandi rossi, i Fratelli Vogadori producono anche vini bianchi. E con risultati eccellenti. Come nel caso del loro Spumante Brut a base Garganega, ma non solo.


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Fratelli Vogadori: i grandi Bianchi che non ti aspetti

Si tratta di prodotti più unici che rari. “Abbiamo un bianco da 15 gradi prodotto da uve passite dedicato alla mamma proprio per questo l’abbiamo chiamato Rita“, ci spiega il signor Alberto. “È un vino strutturato e importante“, aggiunge. “E direi che questo si distingue su tutti. Poi abbiamo un Garganega in purezza molto fresco e piacevole, una bollicina e un Passito bianco“. Le sue parole racchiudono l’amore per il territorio e il legame con i valori della tradizione. Anche familiare. Forse per questo quando gli chiediamo se vinificherebbe, potendo scegliere, in una qualsiasi altra parte del mondo ci risponde: “Le posso garantire che al di fuori della Valpolicella per non ci sono altre zone vinicole: faccio davvero fatica a pensare a vinificare un un’altra zona!“.


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Il re della Valpolicella

Ora, la curiosità è irrefrenabile e non vediamo l’ora di sapere qualcosa in più sul re della Valpolicella: l’Amarone. Quindi chiediamo: il vostro Amarone ha ricevuto numerosi riconoscimenti, come l’assegnazione di 90 punti da parte della rivista Wine Enthusiast. Ma cosa c’è dietro la produzione di questo incredibile vino nato per errore? “Tante, tante e ancora tante attenzioni“, ci risponde il signor Alberto. “Per ottenere l’Amarone serve esperienza, pazienza e attenzione a tutte quelle cose che faranno poi la differenza nel calice“. Solo nelle migliori annate, poi, la famiglia Vogadori produce l’Amarone Forlago. Un vino da meditazione da riservare alle occasioni speciali. Proprio la coincidenza di determinate condizioni ne permette la realizzazione. Tra queste un’estate molto calda e asciutta e i grappoli “spargoli”.

Fratelli Vogadori Raffaello

Ma non siamo ancora sazi. Per cui chiediamo qualcosa il più su un’altro grande rosso della cantina Fratelli Vogadori: il Raffaello. Un rosso veronese deciso come l’Amarone ma più morbido, capace di conquistare tutti. “Il Raffaello è un vino dedicato al papà proprio per ringraziarlo per tutto il lavoro fatto“, ci racconta il signor Alberto a cuore aperto. “È un vino strutturato, prodotto con le stesse uve dell’Amarone (Corvina, Corvinone, Rondinella, Oseleta e Negrara). Raccolte in cassettine e poi mese in appassimento fino a gennaio“. In azienda, infatti, si rispettano le tecniche tradizionali oltre che l’ambiente, come avremo modo di approfondire in seguito. “L’affinamento è fatto sia in botti di rovere che in botti di ciliegio“, prosegue il signor Alberto. “Otteniamo un vino importante ma al contempo molto rotondo e morbido come il carattere di nostro papà!


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Vini environmentally-friendly

Parlavamo di ambiente per una ragione. In effetti, dall’anno scorso l’azienda ha ottenuto la certificazione RRR, com’è possibile verificare sul suo portale. Dove, per altro, sono riportate tutte le iniziative dei Fratelli Vogadori. Come osserva il signor Alberto, “Dobbiamo ricordarci che il vino è solo uva fermentata. Un processo naturale, quindi“. “Il vino deve essere piacere e non deve avere chimica“. Come dargli torto? “Proprio per questo abbiamo ridotto al minimo i trattamenti“, prosegue il signor Alberto. “Non utilizziamo il diserbo chimico ma solo meccanico, confusione sessuale. Pannelli Solari e la riduzione del peso del vetro delle bottiglie“. Come racconta, “Dobbiamo rispettare al massimo il territorio perché siamo sempre in debito: dipendiamo totalmente dalla natura, dal meteo e dalle stagioni!“.

E un vino alcol free?

Poi ci stuzzica. “Potete bere una bottiglia intera dei nostri vini e non vi daranno acidità, mal di testa“. “Ovvio che se ne vengono bevute 10 di bottiglie“, azzarda il signor Alberto, ammiccando. Ma è pur sempre vero che il rischio è soggettivo. Specialmente in Veneto. Eppure, l’Unione europea propone di “annacquare” il vino. Una proposta che, in Valpolicella, sembra quasi blasfema. Ma i Fratelli Vogadori hanno esplorato anche questo settore. Ci riferiamo a Essenza, il loro “vino” alcol free. Cosa ne penserà chi l’ha provato? “I nostri clienti ne sono entusiasti ma dobbiamo fare delle precisazioni“, ci spiega il signor Alberto, che a questo punto ci permettiamo di considerare un amico. “Essenza è certificato a 0,0 gradi e in Italia non è più vino perché deve avere almeno 9 gradi“.

Fratelli Vogadori Essenza

Come aggiunge il signor Alberto, Essenza “Si rivolge ad una nuova clientela: astemi, donne incinte o chi deve guidare e non vuole rinunciare a un calice“. Inoltre, “È permesso negli Stati con limitazioni religiose, vedi Paesi arabi, e sono ben visti nei Paesi salutisti, come il Nord Europa“. Ma com’è nata questa idea rivoluzionaria? “L’idea è nata perché abbiamo diversi clienti/amici che non potevano bere alcolici“, ci racconta il signor Alberto. “Un po’ come una sfida per vedere se riuscivamo ad ottenere un vino a gradi 0“. A questo punto, una domanda è d’obbligo: qualche previsione di come sarà questa annata? “L’annata 2021 è iniziata bene ma il percorso è ancora lungo per arrivare alla vendemmia“, ci dice il signor Alberto. “Per ora incrociamo le dita!


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Fratelli Vogadori: vini ma non solo

Grandi vini sì, ma non solo. I Fratelli Vogadori producono anche grappe, aceti e olio. Incuriositi, chiediamo se esista una simbiosi tra vigna e olivo. “La Valpolicella è una vallata felice“, ci dice il signor Alberto. “L’olivo è protetto dalle colline negli inverni più freddi e riesce a convivere con la vite. Otteniamo un olio morbido, fruttato, delicato con fragranze dolci mandorlate“. E aggiunge. “L’Olio della Valpolicella sta diventando sempre più conosciuto, noi abbiamo 62 olivi: produciamo l’Olio per la famiglia ed il resto lo vendiamo in cantina!“. Questo ci ricorda che il prossimo week end tornerà Cantine Aperte. Uno degli eventi enoturistici più importanti d’Italia.

Un appuntamento da non perdere

Da Nord a Sud della Penisola, i produttori apriranno le porte delle loro aziende per far conoscere il territorio e la ricchezza del patrimonio enogastronomica nazionale. Una manifestazione alla quale aderiranno anche i Fratelli Vogadori, che hanno in serbo per noi una serie di iniziative. “Il prossimo weekend ci sarà cantine Aperte e siamo vicino ad avere il tutto esaurito“, ci dice il signor Alberto. Un’occasione unica, durante la quale cultori e appassionati di ogni età, e da ogni angolo del mondo, potranno conoscere “piccole” realtà che puntano produrre vini di qualità. Come nel caso dei Fratelli Vogadori.

Un occhio al futuro

A maggior ragione oggi, che è cambiato il modo di approcciarsi al mondo del vino. “L’enoturista vuole conoscere e vedere come vengono prodotti i vini, quali sono le uve, le caratteristiche del territorio, le tecniche di vinificazione e affinamento“, ci conferma il signor Alberto. Soprattutto, “È un visitatore sempre più esperto che apprezza la qualità: chi viene in Valpolicella conosce già l’Amarone e si aspetta vini di un certo livello“. Ma come proseguirà l’attività di famiglia in futuro? Le nuove leve proseguiranno la tradizione (e la sperimentazione)? Con orgoglio, il signor Alberto ci risponde di sì. “Nostro nipote di 15 anni, Tommaso, sta già imparando supportandoci sia nel vigneto che in cantina. L’idea è comunque non aumentare la produzione ma cercare sempre di migliorare in modo da ottenere la massima interpretazione di ogni annata“.

Un’ultima curiosità

Siamo alla conclusione della nostra visita. Anche se vorremmo che non finisse mai. Come ultima curiosità poniamo una domanda insolita. Se la vostra azienda fosse un genere musicale, quale sarebbe? “Mi piace pensare che il genere musicale più adatto sia Funk rock, Pop rock e il gruppo direi i Maneskin“, ci risponde il signor Alberto di buon grado. E aggiunge: “Il nonno era un mezzadro, ha iniziato dal nulla e con tanti sforzi è riuscito ad acquistare i terreni, con un prestito bancario lunghissimo, e poi negli anni siamo riusciti a creare la nostra identità“. Tra tradizione e sperimentazione, ci sentiamo di aggiungere. A malincuore, lasciamo il signor Alberto alla cura dei suoi vigneti. Eppure, siamo certi che non sarà un addio. Solo un arrivederci.


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Fratelli Vogadori a Cantine Aperte

Se questo breve viaggio vi ha incuriosito, allora non perdetevi il prossimo appuntamento alla cantina Fratelli Vogadori. Cultori e wine lovers di ogni età potranno prenotare la visita all’azienda il 29 e il 30 maggio. La famiglia Vogadori sarà lieta di accogliervi tra i filari dei suoi vigneti storici e raccontarvi come nascono i loro vini di alta qualità, proprio dove vengono prodotti. Dalla vinificazione all’affinamento. Alla fine del tour, avrete la possibilità di degustare i risultati di così tanto impegno. Tra cui il re della Valpolicella: l’Amarone. Affrettatevi, però. Perché i posti si stanno esaurendo.