Come volevasi dimostrare il Frantic Fest, anche in questa edizione, è un vortice di musica passione e divertimento che ti travolge portandoti nei gironi dell’inferno dantesco. Le band scelte hanno attirato un’incredibile flotta di metalheads, anche quest’anno.
Grande soddisfazione per il pubblico e, ovviamente, per gli organizzatori.

Il TikiTaka Village si è rinnovato cambiando anche la posizione del palco piccolo, e la disposizione interna dei vari stand.

Day One: giovedì 15, gli “iracondi”

Personalmente ho iniziato la giornata alla grande. Entrare nel bar del TikiTaka Village e vedere lì Vinnie Stigma, il chitarrista sessantacinquenne degli Agnostic Front, ha decisamente fatto svoltare la giornata. Una persona alla mano e gentilissima.

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Me and #vinniestigma from #agnosticfront at #franticfest2019

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Se non è amore questo….

I gruppi che hanno suonato il primo giorno, hanno viaggiat dall’avant-garde metal elettronico fino al grindcore iracondo:
Napalm Death
Agnostic Front
EYEHATEGOD
TOTAL CHAOS
Ottone Pesante
MASTER BOOT RECORD
Hobos
IAH

Capitata il giorno di ferragosto, ha visto come Headliner e co-headliner due gruppi bestiali del panorama grindcore ed hardcore punk: Napalm Death e Agnostic Front.

Gli IAH hanno aperto la giornata, sullo small stage. Le sonorità della band sudamericana ricordano molto lo stile dei grandi Harakiri For the Sky. Il loro è un doom stoner trascendentale con una spruzzata di avant-garde. E’ stato un momento molto impegnativo ed evocativo, capace di trascendere in altre dimensioni.
Non è sempre semplice entrare nell’ottica di un artista, ma approfondire la loro conoscenza è sicuramente un aspetto da considerare. In alcuni punti ricordano anche gli Enigma ma con suoni più “estremi”.

Per chi apprezza la musica elettronica, ci sono i Master Boot Record. Si sono esibiti sul main stage, tutta la loro musica è fortemente venata di elettronica, dalla riproduzione del metal mescolato ad avant-garde, classica ed una punta di folk. Essendo totalmente elettronico il suono è anche di difficile gradimento per chi non è particolarmente avvezzo al genere.

A seguire ci si sposta di nuovo nello small stage dove ci sono gli Hobos, band veneta, che con il suo street metal ci ha fatto scapocciare per tutto il tempo. Un metal da strada, molto duro, che colpisce, per impatto sonoro ricorda il thrash metal, ti arriva una botta di suoni pesanti, marcati, incazzati, granitici.
In realtà ricordano un pò gli Entombed per la struttura musicale. Musica distorta e voce terribilmente inquietante con un growl brutale. Il tutto contornato da stage diving, crowd surfing, pogo, insomma una bomba.
Sicuramente soddisfacenti.

Ma le punte di diamante della serata son stati loro, gli headliner Napalm Death, che con il loro sound ed il loro politically uncorrect hanno decisamente fomentato la folla, mandando anche un chiaro messaggio al nostro primo ministro: “Fanculo Salvini“. Che dire, chiaro il concetto.
Mark Greenway, voce della band di Birmingam, è un folle, più che cantare sembra che urli, inoltre salta, si agita, corre, insomma in pieno stile grindcore. Merita menzione Shane Embury, impossibile non notarlo sul palco.

Gli Agnostic Front hanno chiuso la serata, che ricordiamo ha fatto sold out. La band NewYorkese hardcore punk, ormai sulla cresta dell’onda dal lontano 1982, ha dato dimostrazione di come l’età non sia un limite. Miret e Stigma, rispettivamente cantante e chitarrista nonchè fondatori della band, saliti sul palco hanno dato vita ad uno show grandioso. Un gioco alternato fra Stigma e gli altri componenti della band, andare avanti ed indietro in modo alternato, tipo i pistoni di un’auto. Miret grande voce punk e grande attitude. Rispetto ai Napalm Death sono stati leggermente più morbidi ma, al tempo stesso, cattivi e graffianti solo come un punk sa essere.

Day Two: Venerdì 16, gli “Eretici”

Anche il secondo giorno del Frantic Fest è stato piuttosto nutrito.

Voivod
Primordial
Midnight
Saor
MESSA
Selvans
GAEREA
The Haunting Green

Anche questa giornata è stata caratterizzata da band italiche ed estere.
IL primo gruppo a salire sullo stage è stato The Haunting Green. In realtà è un duo italiano che ha mescolato il doom metal con l’elettronica, la sperimentazione non è male, ma come per ogni nuovo genere c’è bisogno di un pò di rodaggio da parte degli ascoltatori.
A seguire Gaerea, Selvans (band nostrana), Saor, Messa tutti gruppi che ricordano le antiche radici dei popoli che furono, che con il folk vengono portate in superficie. In particolar modo i Selvans che valorizzano e tengono vive le tradizioni, i miti e le leggende italiche.

I Midnight invece sono una band originaria dell’Ohio, suonano un blackened thrash metal, i volti non sono noti, indossano cappucci che danno una sensazione di inquietudine.

I Primordial, grandissimi eretici, epici, meravigliosamente da brivido la loro esibizione. Incredibile come siano stati in grado di prendere dal di dentro. AA Nemtheanga, la voce della band irlandese, è un incredibile frontman, il suo stile ricorda molto Nergal dei Behemoth. Accattivante, motivatore, nonchè grande interprete. Hanno chiuso la serata con la spettacolare Empire Falls.

Gli headliner della serata loro, i thrasher Voivod. Quando la notizia che al Frantic Fest 2019 ci sarebbero stati i Voivod uscì, suscitò molto stupore, cavolo, loro, che possiamo collocare tra i padri del thrash, al Frantic Fest, un festival che, per quanto sia una tappa fissa da tre anni a questa parte per il centro e sud Italia (e non solo), con un ristretto numero di persone beh…fece un certo effetto.
Sono partiti alla grande, certo un pò sconclusionati, ogni tanto qualche errore ma alla fine sono sempre loro, i Voivod. Una serata indimenticabile.

Day Three: Sabato 17, i “Lussuriosi

Siamo giunti alla terza giornata del Frantic Fest, e quindi, alla sua fine.
Aborted
Discharge
Phlebotomized
CONFRONTATIONAL
SPASM
Game Over
VISCERA///
S e d n A

Anche qui si è viaggiato dal thrash passando per il Pornogrind, con un passaggio attraverso la musica elettronica come nel caso dei Confrontational.

Grandi i Game Over, thrashers ferraresi fedeli alla tradizione del genere, che hanno fatto pogare a dovere i presenti nel pomeriggio.
Le punte di questa giornata sono stati gli SPASM che con il loro sound dissacrante, le loro dediche meravigliose dirette a Rocco Siffredi, con le loro mise, insomma la versione volgare di molti gruppi satirici di casa nostra…e ci piacciono proprio per questo.

Altro gruppo incredibilmente accattivante, affascinante, che personalmente ho apprezzato molto di più dal vivo che su disco, sono i Phlebotomized. Olandesi, con il loro death metal vecchia scuola, una punta di melodia, sono stati davvero immensi. Il Growl del cantante è spaventoso, personalmente mi ricorda un pò lo stile finnico. L’emozione che hanno saputo trasmettermi in sede live è stata davvero tanta. Assolutamente consigliati. Con tutto il Rispetto per gli headliner e co-headliner per me la serata poteva finire tranquillamente con i Phlebotomized, li avrei ascoltati per ore.

I Discharge, altri storici pionieri dell’hardcore punk, non sono stati male, per chi ama il genere sicuramente sono stati più che apprezzati. Globalmente direi che è stata positiva l’esperienza live con loro.

Gli Aborted. Come esibizione live nulla da dire, ma sicuramente, anche il loro è un death metal borderline, tende ad avere sonorità moderne, ma non è tanto questo il problema, quanto la capacità di prestare attenzione a lungo. Assolutamente un parere personale, ma dopo un pò difficile seguirli. Ripeto live sono stati grandissimi, esibizione fantastica, il frontman è molto energico.

Frantic Fest 2020: Lo stiamo già aspettando

Il successo che in questi ultimi anni sta avendo il Frantic fest è davvero meritato. Si è creato una sorta di “bisogno” di avere un festival di tale portata sostanzialmente sotto casa.
Aspettiamo la prossima edizione e vediamo cosa ci proporranno.

Al prossimo anno Frantic!

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