Francia pronta alla nazionalizzazione delle aziende strategiche

"Non esiterò a utilizzare tutti i mezzi a mia disposizione", ha detto Le Maire. "Questa può essere la capitalizzazione, può essere la partecipazione dello Stato o la nazionalizzazione, se necessario".

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Nazionalizzazione in Francia

Nazionalizzazione per salvaguardare economia e lavoro

La Francia è pronta a nazionalizzare le sue più importanti aziende se necessario. Scelta finale e drastica in risposta alle turbolenze del mercato messe in moto dal Covid19. Azioni simili dovrebbero contenere la crisi economica evitando cosi scelte ben più dolorose come la bancarotta e centinaia di migliaia di lavoratori senza un lavoro.

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“Non esiterò a utilizzare tutti i mezzi a mia disposizione”, ha detto Le Maire. “Questa può essere la capitalizzazione, può essere la partecipazione dello Stato o la nazionalizzazione, se necessario”. Le Maire ha aggiunto che il governo appoggerà le aziende in cui ha una partecipazione. Questo include un’ampia fascia del settore dei viaggi che è stato particolarmente colpito. Il governo detiene quote sostanziali in aziende che vanno da Airbus SE e Renault SA ad Air France-KLM e Aeroports de Paris. Nonché oltre a una partecipazione indiretta nel gruppo PSA, produttore di Peugeot.

Air France-KLM con la flotta aerea a terra e ha adottato misure per sostenere la liquidità attingendo a linee di credito. Queste drastiche misure di riduzione dei costi possono compensare solo la metà delle vendite perse a causa dell’eliminazione di ben il 90% della capacità produttiva. Anche l’operatore aeroportuale globale ADP è stato colpito per il quasi non traffico aereo. Traffico interrotto prima verso la Cina, poi verso gli Stati Uniti e ora in modo ancora più ampio.

Mentre il continente si dirige verso una selvaggia recessione, le misure sono progettate per sostenere l’economia, preservare i posti di lavoro e rassicurare gli investitori. I leader chiedono ai loro cittadini di accettare dei limiti senza precedenti nella vita quotidiana per controllare la diffusione del virus mortale. I pesi massimi dell’economia dell’UE stanno dispiegando in maniera costruttiva i loro bilanci per sostenere le imprese.

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Le riforme proposte, compresa la sua controversa revisione delle pensioni, saranno bloccate. Il governo farà in modo che nessuna impresa possa fallire. Saranno garantiti prestiti bancari per le aziende e sarà creato un fondo di solidarietà per i lavoratori colpiti dalle ricadute del contenimento del virus.

Con le attuali scelte, Macron ribalta la filosofia economica che gli diede la vittoria nel 2017. Con la promessa di allora di ridurre la presenza dello Stato nella vita economica. Tuttavia, le nazionalizzazioni e le ricapitalizzazioni potrebbero comportare negoziati delicati e complessi con altre nazioni. I governi olandese e francese hanno già discusso una ricapitalizzazione di Air France-KLM. Ogni mossa deve essere coordinata in modo che i due stati non si diluiscano, ha detto una persona che conosce le discussioni.

Budget di emergenza

Le Maire ha sottolineato la possibilità di nazionalizzazioni in quanto esiste un budget di emergenza che comprenderà 45 miliardi di euro di spesa. Liquidità destinata per coprire gli stipendi dei lavoratori in congedo e sostenere le aziende, oltre alle garanzie sui prestiti. Il debito della Francia supererà il 100% della produzione economica. L’azione si basa sulla contrazione dell’economia dell’1% quest’anno. Ma anche questo potrebbe essere molto peggio, a seconda di come si evolverà l’epidemia nelle prossime settimane, ha detto Le Maire.

Nazionalizzazione di 10.000 negozi e botteghe storiche

Una graduale e controllata operazione sara quella della nazionalizzazione di circa 10.000 tra negozi e botteghe artigianali. Un modo intelligente per salvaguardare queste realtà commerciali situate nei centri storici dove si sta verificando un calo della domanda d’acquisto. Questo perché durante il Covid19 preferivano ad acquistare tramite piattaforme E-Commerce. La gestione verrà data per mandato a Caisse des dépots nel rilevare le attività storiche (non alimentari) in difficoltà finanziaria.

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