Marine Le Pen, Emmanuel Macron et François Fillon intervistati dopo l'offensiva americana

Un pieno appoggio da Emmanuel Macron

Intervistato da France 2 sull’argomento sei ore prima dell’offensiva americana,  si era dichiarato “favorevole ad un intervento militare per sanzionare i crimini perpetrati da Bachar al-Assad”. Emmanuel Macron è difatti l’unico candidato a pronunciarsi chiaramente a favore di un’azione dell’ONU che intervenga e punti sia a spodestare il governo siriano che ad eliminare lo stato islamico. Macron rimane però fermamente contro un intervento unilaterale militare francese.

 Una sorpresa per Marine le Pen

Marine Le Pen che aveva accolto con fervore l’elezione di Donald Trump ora si trova spiazzata. “Trump aveva dichiarato più volte che non avrebbe più fatto il gendarme del mondo ed è esattamente quello che ha fatto ieri” ha deplorato la Le Pen in quanto da sempre a favore del principio di non ingerenza. La candidata del Front National ha affermato che “bisognava aspettare i risultati di un’inchiesta internazionale ed indipendente prima di attaccare”.  Ha inoltre espresso la sua inquietudine riguardo alle conseguenze geopolitiche di un tale atto “vorrei che non si ripetesse lo stesso scenario che abbiamo visto in Iraq o in Libia perché sono degli avvenimenti che porteranno il caos. Eventi che hanno finito per incoraggiare sia il fondamentalismo islamico che le strutture fondamentaliste che ne hanno approfittato per venirci a colpire sul nostro suolo”. A l’occasione di un viaggio in Libano la Le Pen si era già espressa chiaramente in merito alla situazione siriana giudicando Bashar al-Assad una “soluzione più rassicurante dell’Isis per La Francia”

Un “ni” per Fillon

Un François Fillon, più moderato, ha dichiarato in un comunicato che “L’uso delle armi chimiche costituisce un crimine di guerra che non deve restare impunito. Questa risposta americana si può comprendere considerato l’orrore degli attacchi chimici ma non deve condurre ad un conflitto tra le forze occidentali e quelle della Russia e dell’Iran. Sarebbe un terribile pericolo per la pace. La Francia deve esigere che un’inchiesta sia fatta in breve tempo e che delle misure necessarie siano prese per fare rispettare l’interdizione dell’uso delle armi chimiche” per poi precisare ai microfoni di France Inter che, se sarà eletto presidente, proverà ad intavolare delle discussioni con i russi, iraniani, americani e turchi per organizzare la “transizione politica del paese”.

 

Nessuna condanna quindi per l’azione unilaterale ed improvvisa americana, un “si” unanime per quanto riguarda l’intervento militare Onu ma solo dopo una doverosa inchiesta che provi la reale responsabilità di Damasco sull’attacco chimico, un si più fievole riguardo alla sorte di Bashar al-Assad considerato, fino a poco tempo, il “male minore” per la Francia.