Il 26 agosto scorso i coniugi de Araujo si recano con le loro due figlie ad un matrimonio nella sala delle feste di Pont-de-Beauvoisin, un comune dell’Isère nel centro est della Francia.

Sono le tre del mattino, i festeggiamenti stanno finendo. I de Araujo si apprettano ad andare via ma Maëlys, la più giovane delle loro figlie, non si trova. L’ultima ad averla vista è la nonna, 15 minuti fa.

Per un’ora tutti cercano la bambina pensando ad una bravata. Un’ora dopo i genitori si arrendono all’evidenza: Maëlys è scomparsa. Quindi chiamano la polizia.

Per giorni interi tutta l’area viene passata a setaccio da un centinaio di gendarmi e numerosi volontari. Verranno frugate le case, i spazi verdi, la foresta. Dei sub s’immergono nei stagni circostanti. Degli speleologi ispezionano le cavità dei dintorni. Un elicottero e un drone sorvolano la zona. Niente.

I cani molecolari non rilevano alcuna traccia della piccola al di fuori del parcheggio. Per gli inquirenti è un indizio fondamentale: Maëlys  è, presumibilmente, stata portata via in macchina.

Nel contempo gli interrogatori si susseguono. Quella sera c’erano altre due feste oltre al matrimonio e gli investigatori stanno ascoltando tutte le persone che vi hanno partecipato. 250 in totale.

Nordahl Lelandais con i suoi cani. Foto presa da internet

Da subito l’inchiesta si concentra su un uomo che nel corso della serata è stato visto più volte con Maëlys. Nordahl Lelandais, 34 anni. E un ex addestratore cinofilo dell’esercito. Maelys adora i cani e lui ne ha due.

Il suo interrogatorio contiene diverse zone d’ombra.

L’uomo dichiara di avere lasciato la sala delle feste una sola volta. Afferma di essere rientrato a casa per cambiarsi i pantaloni macchiati di vino ma l’indumento non si trova.

La triangolazione delle celle telefoniche di un suo secondo cellulare (nascosto agli inquirenti) dimostra che i suoi andirivieni sono stati invece 3.

L’indomani della scomparsa della bambina Lelandais ha inoltre lavato accuratamente la sua macchina (è stato ripreso da una telecamera di sorveglianza) usando con un prodotto corrosivo in grado d’ingannare l’odorato dei cani.

E poi ci sono quei graffi che lui ha sull’avambraccio e sul ginocchio.

La macchina di Nordahl Lelandais viene quindi analizzata dalla polizia scientifica e nonostante l’accurato lavaggio vengono ritrovate delle tracce del DNA di Maëlys sul cruscotto della vettura.

Gli inquirenti hanno indizi ha sufficienza. Il 3 settembre, Nordhal Lelandais viene messo in detenzione provvisoria con l’accusa di rapimento. Lui ammette che Maelys è entrata nella macchina per vedere se nel bagaglio ci fossero i suoi cani. Spiega che ha buttato i pantaloncini macchiati in un secchione comunale, che ha lavato la sua macchina perché la vuole vendere e che i graffi se li è procurati tagliando i lamponi del suo giardino. E poi sostiene che i suoi andirivieni sono serviti per andare a comprare cocaina.

Perché Nordahl Lelandais, 34 anni, è uno spacciatore. Infatti nel 2007 è stato cacciato dall’arma per il suo comportamento instabile e per la sua dedizione alle droghe.

E quella sera un po ha venduto, un po ha consumato.

Nordahl Lelandais durante i festeggiamenti del matrimonio. Foto presa da Internet

Certo, come ha dichiarato il suo avvocato al Journal du dimanche Le zone d’ombra non costituiscono delle colpe a carico”. Rimane il fatto che ogni giorno che passa porta un nuovo elemento che arricchisce il carico di sospetti che pesa sull’accusato. Si tratta di un enigma “fuori dalla norma” dicono gli inquirenti. L’inchiesta procede, passo dopo passo, indizio dopo indizio e tutto porta alla convinzione che Nordahl Lelandais sia implicato nella scomparsa della bambina.

Non ultime le dichiarazioni di alcune sue ex che lo ricordano come “violento, bugiardo e manipolatore”.

Spostato dalla prigione di Grenoble dopo essere stato minacciato di morte dagli altri detenuti, Nordahl Lelandais è ora incarcerato a Saint Quentin Falavier sempre nell’Isère. Ma non parla. “Non sembra distrutto dalle accuse che pesano su di lui, Il suo atteggiamento è sulla difensiva ma neanche troppo, è una persona solida” ha dichiarato una guardia carceraria. Tuttavia per paura che tenti il suicidio è soggetto ad una stretta sorveglianza, specie di notte.

Dal 12 di settembre, i mezzi di ricerca sono stati drasticamente ridotti ma si continua comunque a cercare nonostante “i luoghi dove la si potrebbe ritrovare sono quasi esauriti”. Oggi a cercare Maëlys rimangono 6 pattuglie e 12 membri della cellula investigativa.

I genitori di Maelys durante la conferenza stampa. Foto presa da internet

La settimana scorsa i genitori di Maëlys si sono espressi, per la prima volta, dinanzi ai giornalisti in una conferenza stampa. “Combattiamo per ritrovare la nostra bambina che compierà 9 anni il 5 novembre prossimo” (…) “pensiamo a lei ogni giorno, ogni secondo, ci manca terribilmente” (…) “chiediamo al principale sospetto di rivelare quello che sa” (…) “speriamo che questo appello sarà utile e aiuterà l’inchiesta”.

Un grido di aiuto non solo destinato al principale sospettato ma a tutti i suoi familiari. La mamma di Nordahl si è, a sua volta, espressa ai microfoni di RTL “anch’io voglio sapere. Voglio che la si ritrovi”. “Sono sensibile alla loro sofferenza, sono una madre prima di tutto”. Ha aggiunto che parlerà di nuovo con suo figlio “gli dirò se hai visto qualcosa, dillo”.

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