Francia: corsa al vaccino dopo l’annuncio del green pass

Il presidente Macron ha annunciato che per accedere ai ristoranti e treni occorre essere in possesso del green pass. Boom di prenotazioni, 20 mila appuntamenti al minuto

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Francia: corsa al vaccino

Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha annunciato che per poter accedere ai ristoranti, bar, cinema, teatri e mezzi di trasporto i francesi dovranno essere in possesso del green pass. In Francia parte così la corsa al vaccino. Ventimila appuntamenti al minuto, per un totale di quasi un milione di prenotazioni in una sola sera. Ovviamente la decisone è stata anche contestata, con alcuni partiti che definiscono la mossa di Macron un “apartheid”. Anche in Italia si sta pensando una proposta simile e anche qui scoppia la polemica.

Francia: cosa ha annunciato Macron?

In Francia il 52% dei cittadini ha ricevuto almeno una dose di vaccino anti-covid, mentre il 35% ha completato il ciclo di vaccinazione. Con la variante Delta alle porte aumenta la paura di una nuova ondata di casi che metterebbe in crisi di nuovo l’economia francese, che nel 2021 potrebbe crescere del 6%. L’unico modo per riuscire a tornare a vivere in un modo “normale” è il vaccino.  Così il presidente Emmanuel Macron, nel tentativo di raggiungere anche gli indecisi, ha annunciato che per entrare nei ristoranti, cinema, musei, centri commerciali e per prendere mezzi pubblici i francesi dovranno essere muniti di green pass. Oppure dovranno esibire un test negativo, che come ha sottolineato Marcon non sarà gratuito.

In Francia è iniziata la corsa al vaccino?

Dopo l’annuncio di Macron è iniziata la corsa alla prenotazione al vaccino. Ventimila appuntamenti al minuto, per un totale di quasi un milione di prenotazioni in una sola sera. Tuttavia la decisione di Macron ha suscitato anche delle critiche. Come sempre è l’estrema destra a lamentarsi e pronunciare parole assurde. Florian Philippot, ex braccio destro di Marine Le Pen, che da mesi esorta i francesi a boicottare ristoranti e negozi che faranno rispettare le misure decise da Macron, ha affermato: “Instaurazione ufficiale dell’apartheid con l’estensione del pass sanitario come in nessun altro Paese al mondo”. Ma non è solo la destra a scagliarsi contro il presidente. Anche l’eurodeputata ecologista Michèle Rivasi denuncia l’introduzione di un “apartheid nel Paese dei diritti dell’uomo”.

E in Italia?

Il commissario per l’emergenza Covid, Francesco Figliuolo, commentando la decisone della Francia, ha detto che potrebbe essere una soluzione anche per l’Italia. Ha affermato: “Per convincere gli ultimi irriducibili del vaccino, quella di utilizzare il green pass per vari tipi di eventi, così come in Francia, potrebbe essere una soluzione per una spinta. Poi per chi non l’avrà c’è anche il tampone, bisogna comunque rispettare la Costituzione”. Anche in Italia la destra si scaglia subito contro l’idea dell’obbligo del green pass. La leader di FdI, Giorgia Meloni, ha affermato: “L’idea di utilizzare il green pass per poter partecipare alla vita sociale è raggelante, è l’ultimo passo verso la realizzazione di una società orwelliana. Una scelta anticostituzionale: per noi la libertà individuale è sacra e inviolabile”. Ovviamente anche Matteo Salvini dice no al green pass: “Vaccino, tampone o green pass per entrare in bar e ristoranti? Non scherziamo”.

I governatori sono divisi

I governatori sono invece divisi sulla questione green pass. Il governatore della Liguria, Giovanni Toti, si dice favorevole alla proposta, così come il governatore della Campagna, Vincenzo De Luca, e molti governatori del PD. Il M5S mantiene una posizione incerta, mentre i leghisti bocciano la proposta.


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