Francesco Sisci: “Siamo in piena guerra fredda”

Il professore di geopolitica alla Luiss afferma che dopo il vertice USA-Cina siamo entrati in piena guerra fredda

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Francesco Sisci

Il professore di geopolitica della Luiss e alla Renmin University of China di Pechino Francesco Sisci, parlando con Adnkronos, ha affermato che dopo il vertice di Anchorage tra USA e Cina siamo in piena guerra fredda. Secondo il professore le due superpotenze non sono disposte a fare un passo indietro e in Alaska hanno alzato la posta in gioco. Sisci inoltre afferma che le differenze enormi potranno aver risvolti negativi in Core del Nord e in Myanmar.

Cosa ha detto Francesco Sisci?

Dopo il vertice di Anchorage le relazioni tra USA e Cina diventano sempre più tese. Il professore di geopolitica alla Luiss Francesco Sisci ha spiegato a Adnkronos che dopo il vertice tra le due superpotenze siamo in piena guerra fredda. Sisci ha affermato che i cinesi sono stati sopresi dalle dichiarazioni americane e gli americani sono stati a loro volta sopresi dalla reazione cinese. Quindi ciascuno ha reagito alzando la posta in gioco senza fare un passo indietro. Il professore ha poi sottolineato che tutti i nodi al pettine sono venuti al vertice in Alaska, con differenze enormi che andranno a esasperarsi. Questo, secondo Sisci, potrebbe a un rischio di risvolti in Corea del Nord e in Myanmar.

Alla domanda “Quale scenario si apre?”, Sisci ha risposto: “Prima di tutto si serreranno i ranghi degli alleati americani. Basta giocare con la Cina. Gli spazi di manovra di ciascun Paese alleato degli Stati Uniti saranno oggettivamente ridotti. E l’intensificazione della retorica a cui si è assistito ad Anchorage può avere conseguenze gravi”. Il professore evidenzia che la Corea del Nord non risponde da più di un mese ai tentativi di contatto dagli USA. Inoltre afferma anche che i rapporti tesi tra USA e Cina possono influenzare persino la risoluzione del golpe in Myanmar.  

Gli USA vogliono una svolta in Cina

Sisci ha poi affermato che al vertice di Anchorage si è andati oltre le previsioni, poiché gli americani hanno deciso di mettere tutte le carte sul tavolo. Hanno deciso di elencare tutti i problemi che secondo loro affliggono la Cina, dalla mancanza di democrazia, all’oppressione delle minoranze fino alla coercizione che la Cina compie nei confronti degli alleati degli USA.  Il professore sottolinea che gli USA non vogliono più un accordo temporaneo, ma accordi commerciali, apertura dell’economia e soprattutto vogliono che la Cina diventi democratica. Sisci conclude che gli americani non sono più disposti ad attendere. Vogliono trovare una via d’uscita al problema cinese.


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