Francesco Boneri: il discepolo di Merisi in scena a QdA

La venticinquesima edizione di Quartieri dell'Arte riparte lunedì 1 novembre e si prepara al gran finale. Focus sulla drammaturgia contemporanea

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Francesco Boneri
Uno spettacolo sul discepolo e amante di Caravaggio

La rassegna teatrale QdA scuote il pubblico con una provocazione sulla storia e il ruolo della memoria nella società futura. A novembre sono in programma gli ultimi appuntamenti del festival Quartieri dell’arte di Viterbo. Interessanti le rappresentazioni sul discepolo di Caravaggio, Francesco Boneri.


Quando Caravaggio fu ferito in duello


Quali sono gli ultimi appuntamenti della rassegna teatrale QdA su Francesco Boneri?   

Integrano teatro, film e saggio creativo le performance di WoH – THE WAYS OF THE HEROES. Gli spettacoli raccolgono contributi e idee da organizzazioni, artisti e studiosi come AQP (Acquedotto pugliese) e l’artista Nicola Samorì. Partecipa anche il Premio Nobel per la Pace e membro dell’Intergovernmental Panel on Climate Change Riccardo Valentini. Collaborano all’allestimento delle recite i docenti dell’Unitus Francesco Carbone, esperto di scienze forestali e Stefano De Angeli, esperto di beni culturali. La trilogia sul discepolo di Caravaggio è formata da: “CENERI”, “FRANCESCO BONERI OVVERO L’ANNO DRAMMATICO DEL 1613 A BAGNAIA” e “AMOR VICIT“. Appuntamento quindi dal 1 al 13 novembre a Bagnaia, all’Ostello del Pellegrino, luogo della pittura caravaggesca. Le repliche saranno organizzate considerando la sostenibilità dell’evento.

“Provvisorio per educazione” e “L’angoscia è il meno”

Le rappresentazioni andranno in scena il 6 novembre in prima assoluta dalle 21 al Teatro Caffeina di Viterbo. Un dittico firmato Paolo Fallai che propone due testi attraversati da una vena di irresistibile ironia. Il testo è ispirato all’opera di Anton Čechov e omaggia Achille Campanile. L’azione si svolge su un ponte, in particolare nei pressi della spalletta. La volontà di togliersi la vita del protagonista è seriamente insidiata da una serie di fastidiose interruzioni. L’esistenza non tollera presunzioni, neanche quando si pensa che stia per finire. Per l’ideazione e la realizzazione dello spettacolo l’organizzazione non ha ferito o ucciso alcun animale. Non possiamo dare analoghe garanzie agli umani. La pièce “L’angoscia” nasce da un racconto che descrive l’indifferenza. Lo spettacolo mostra il tentativo di una regista di mettere in scena la riduzione teatrale dell’opera letteraria. Un allestimento che sfrutta i contenuti, le emozioni e il nome dello scrittore.

The Ways of the Heroes

Il festival terminerà domenica 14 novembre alle 17 al Castello Orsini di Bomarzo. Ana Kostantinovic presenta il primo step del lavoro “The Ways of the Heroes“. Il progetto, organizzato da 7 partner internazionali, è incentrato sulla tutela dell’ambiente e del territorio e continuerà fino al 2023. Co-finanziato col programma “Creative Europe” dell’Ue, il festival nasce da Waste Report sulla natura e le attività umana. Da Belgrado alla Tuscia, il racconto di storie di persone ‘ordinarie’ che hanno dedicato parte della loro vita all’ambiente e al territorio. Maja Modrijan da 20 anni non compra più vestiti e cuce da sola ogni indumento. Salvatore è invece il contadino che ha riportato alla luce la piramide etrusca di Bomarzo. L’idea è la rielaborazione attraverso differenti linguaggi e tecniche dei temi toccati nel dramma “Un nemico del Popolo di Ibsen”. Un percorso laboratoriale che sfocerà in uno spettacolo nel 2022.  

I partner

Collabora al progetto Macedonian national theatre di Skopje. I partner includono: La Dramaturgie (Italia), Eho animato (Serbia), Loop (Grecia), Studio Teatar (Bosnia ed Erzegovina). Ci sono poi: Gavroche books (Nord Macedonia) e Studio per la ricerca sull’arte della recitazione (Slovenia). Partecipano il Teatro stabile delle Arti Medioevali e Università degli Studi della Tuscia.

Il ciclo di Cecco, il pittore Francesco Boneri

La trilogia, prodotta da Italia, Macedonia, Serbia, coinvolge decine di artisti, videomaker, musicisti, performer. Partecipa anche un collettivo di scrittori già affermati e autori under 18 col coordinamento del direttore del festival, Gian Maria Cervo. La regia è di Ana Kostantinovic, Nina Nikolikj e Yoris Petrillo. Tra i temi toccati: la poli-vocalità dell’arte, le suggestioni del fake/non fake che invadono quotidianità e storia, la malattia. Sarà presentato uno scritto inedito di Giovanni Testori. Gli spettacoli attraversano la leggenda di Michelangelo Merisi e del suo discepolo. Dall’1 al 3 alle 19, il 4 e 5 novembre alle 21, il 6 alle 18 e il 7 novembre alle 21 è in programma “CENERI”. Dall’8 al 10 alle 19 invece andrà in scena “FRANCESCO BONERI OVVERO L’ANNO DRAMMATICO DEL 1613 A BAGNAIA”. Dall’11 al 13 alle 21 il pubblico assisterà a “FRANCESCO BONERI OVVERO L’ANNO DRAMMATICO DEL 1613 A BAGNAIA”. Segue AMOR VICIT.

Il discepolo di Caravaggio

La narrazione è dedicata a Francesco Boneri, detto Cecco. Garzone e discepolo di Caravaggio che lo ritrasse in “Amor vincit omnia“, imparò dal maestro le tecniche pittoriche e l’uso delle armi. Fu pittore di buon livello, ma nessuna delle sue opere è firmata. Una circostanza che fa anche di lui un eroe marginale, di cui recuperare la storia. Tra le opere che gli sono attribuite c’è un affresco proprio a Bagnaia, nella Palazzina Montalto di Villa Lante. Si intitola “La famiglia di Dario presentata ad Alessandro” del 1613.

Gli spettacoli su Francesco Boneri

“Ceneri” parla di Cecco del Caravaggio, accanto al maestro Michelangelo Merisi durante il primo soggiorno a Napoli. In mezzo a una foresta di lenzuola che riproduce le “Sette opere di Misericordia“, una voce legge i pochi documenti esistenti sul discepolo. Un secondo set di teli, associato a “Francesco Boneri ovvero l’anno drammatico del 1613 a Bagnaia”, riproduce la frazione di Viterbo. Si tratta del luogo in cui il garzone realizzò l’unico affresco della sua vita, così come era all’inizio del XVII secolo. La regia usa la tecnica polivocale di fake-non-fake, associando le scoperte di archivio e i pochi fatti conosciuti della vita del pittore. Infine, “Amor vicit” è un panno bianco e ospita un’integrazione video e performance live sull’eroe pressoché sconosciuto. 

Immagine da cartella stampa.