L’emendamento all’art.25 sul condono a Ischia è stato respinto in Aula al Senato

L’emendamento sul condono a Ischia che  aveva messo in crisi i 5 Stelle e creato il primo vero stop alla maggioranza, è stato respinto dal mittente al mittente stesso. 200 no, 75 i si e un astenuto.

In soccorso di Di Maio e del condono a Ischia, tornato alla formula originaria, non sono andati di certo i grillini, nonostante le polemiche consumatesi ieri.

Anzi i dissidenti del Movimento sono aumentati.

Quello che ha supportato e consentirà il condono a Ischia è l’autosospensione dal gruppo di Forza Italia di tre compenenti, ma solo inizialmente. Perchè successivamente alla loro richiesta, la capogruppo di forza Italia Anna Maria Bernini, ha lasciato ai suoi libertà di voto.

Cesaro e altri forzisti campani che hanno consentito alla maggioranza di non ripiegarsi su stessi hanno dichiarato che il loro voti erano “solo per Ischia”.

La salvezza, oppure prossima tragedia dipende dai punti di vista, per Ischia dopo il terremoto dell’anno scorso, si fa più vicina, mentre 7 componenti del Movimento 5 Stelle, contrari al condono, prendono le distanze.

Già due volte ora i pentastellati si sono trovati sul filo del rasoio e lo scontento incalza.

Il Decreto Genova pertanto rimane così com’era e non dovrebbero esserci altre sorprese.

Pertanto verrà applicata la legge 47/1985 per le istanze di condono pendenti sugli immobili danneggiati dal terremoto del 2017.

In una intervista al Mattino a Napoli, Savini ha altresì dichiarato: “E’ evidente che il condono non mi entusiasma, ma ho parlato con i Sindaci dell’isola e mi hanno spiegato che manca da vent’anni una legge regionale”. Ha aggiunto che: “L’abuso è abuso, ma nel caso specifico ho il dubbio che ci siano ritardi enormi e che l’Ente pubblico sia nel torto”.

 

 

 

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