Forte terremoto su Marte durato 90 minuti

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Forte terremoto su Marte

Importante terremoto su Marte: forte terremoto durato 90 minuti su Marte è certamente uno dei più affascinanti, poiché caratterizzato periodicamente da una serie di fenomeni astronomici 

Tra tutti i pianeti del sistema solare, Marte è certamente uno dei più affascinanti, poiché caratterizzato periodicamente da una serie di fenomeni astronomici davvero interessanti da osservare. Proprio per questo motivo, nel dicembre 2018 è stata inaugurata una missione che ha portato un sismografo a braccio robotico ad essere depositato sulla sua superficie, così da poter monitorare tutti gli smottamenti che eventualmente si sarebbero verificati. Grazie a questa innovativa tecnologia è stato possibile cogliere il terribile terremoto che si è verificato lo scorso 18 settembre, di magnitudo 4.2, una delle più alte mai registrate da quando l’uomo ha iniziato ad avere accesso al pianeta.

Per un’ora e mezza il terreno ha oscillato in maniera importante, portandosi dietro altre scosse secondarie che sono proseguite per molto tempo ancora. Un fenomeno decisamente affascinante da studiare, che ha dato l’opportunità di capire la natura di tali condizioni in un pianeta diverso dal nostro e la modalità di propagazione delle onde a una gravità differente. Fino a questo momento il record spettava alla magnitudo di 3.9 verificatasi nel 2019, che per 2 anni non è stata eguagliata e che si credesse fosse un tetto difficile da superare.

Il sismografo citato, inoltre, ha il merito di approfondire la struttura interna di Marte, nonostante abbia incontrato notevoli difficoltà quando il pianeta ha raggiunto il punto più lontano dal sole e quando i pannelli solari sono stati soggetti a una tempesta di povere. Trattandosi di tecnologie nuove e molto sofisticate, alcuni dettagli necessitano di essere messi a punto in corso d’opera; tuttavia, i risultati delle misurazioni sono piuttosto soddisfacenti e consentono di farsi un’idea sempre più dettagliata di quelli che saranno i mutamenti futuri del pianeta rosso.

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I “martemoti” del 18 settembre non è stato tuttavia una grande sorpresa per il team di esperti impegnati nella missione, poiché già il 25 agosto il sismografo aveva rivelato fenomeni di intensità importante, da 4.1 e 4.2 di magnitudo, quasi a voler anticipare quello che sarebbe stato l’evento successivo di un mese. Il secondo si è addirittura verificato a 8500 km da InSight, il nostro celebre rilevatore, la distanza più ampia mai rilevata dal braccio meccanico, che si è quindi mostrato efficace anche in una situazione di questo genere.

In questo caso, l’origine dell’ultimo episodio è da rilevarsi nell’area delle Cerberus Fossae a 1609 km di distanza, all’interno di un interessante sistema di canyon che si sono formati nel corso dei secoli e che caratterizzano fortemente il paesaggio di Marte. Le vibrazioni dell’ultimo sisma, al contrario dei precedenti, sono state lente e di bassa frequenza, nonostante il loro moto sia stato avvertito per più di 90 minuti su tutta la superficie. Come accade per la Terra, i terremoti del pianeta rosso non presentano tutti le stesse caratteristiche e pertanto devono essere studiati singolarmente per riuscire a farsi un’idea campione della sismologia del posto.

In entrambi i casi, tuttavia, alcuni tratti sono comuni, come lo sviluppo nel corso della giornata che è certamente il momento più ventoso e quindi rumoroso. Per riuscire ad avvertire il loro fragore anche in queste condizioni atmosferiche significa che deve essere stato davvero intenso, non provocando tuttavia danni essendo un’area disabitata per quanto ne sa l’uomo moderno. Il gruppo di scienziati, per riuscire a compiere misurazioni più precise, sta escogitando per il futuro nuovi sistemi per pulire i pannelli solari, da attuare nel momento in cui Marte e la Terra saranno più lontani dal sole e si potrà operare in maniera più tranquilla ed efficace mantenendo il massimo della sicurezza.

Fonte: Meteo Giornale