Foreste delle chiese in Etiopia: rischio deforestazione (Video)

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Foreste delle chiese in Etiopia

Gli altopiani settentrionali dell’Etiopia erano un tempo ricoperti da alberi. Ma nell’ultimo secolo, lo sviluppo e la crescita esponenziale della popolazione hanno quasi spazzato via le foreste della regione.Trasformando il paesaggio in una distesa di campi bruni. Dediti al pascolo del bestiame e all’agricoltura. In questo contesto arido e senza alberi rimangono alcune oasi di verde. Le foreste delle chiese in Etiopia. Sacche di lussureggiante biodiversità. Sparse come perle di smeraldo in un mare marrone di campi coltivati. Esse sono protette da centinaia di chiese a forma di disco. Dunque una bella relazione tra la geografia sacra della chiesa e la necessità di avere un’ecologia integrale che protegga la bellezza della natura.

Cosa sono le foreste delle chiese in Etiopia?

Si stima che in Etiopia ci siano circa 35.000 foreste. Che circondano le chiese ortodosse etiope. La maggior parte delle quali si trovano nel nord del paese. In particolare nell’area del Lago Tana. La loro dimensione varia da pochi acri a 300 ettari. I seguaci della Chiesa ortodossa etiope Tewahido vedono le foreste come un simbolo vivente del Giardino dell’Eden. Il simbolo dell’albero è al centro della storia cristiana. Dall’albero della vita nell’Eden nella Genesi al suo ruolo redentore nell’Apocalisse. La storia dell’Eden è stata condivisa in Etiopia per millenni. Ben prima che il regno axumita adottasse il cristianesimo intorno al 325 d.C., e anche prima che l’albero diventasse il simbolo della fede globale. Conservate come atto di fede per secoli, queste foreste sono la prova del potere delle idee spirituali per creare paesaggi sostenibili. Viste dall’alto, sono delimitate dal netto confine tra sacro e profano. Chiesa e campo. Lavoro e riposo. Sono luoghi staccati dalla vita quotidiana ma centrali in essa. Come altri oggetti all’interno delle tradizioni ortodosse, esse indirizzano il fedele a guardare oltre ciò che è visibile.


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L’importanza delle foreste per la biodiversità

Il significato religioso della foresta è eguagliato dall’importanza della sua funzione ecologica. Esse sono tra gli ultimi luoghi in cui le specie vegetali autoctone in via di estinzione sono lasciate intatte. E sono fondamentali per salvaguardare la fragile biodiversità. Infatti queste oasi sacre alzano le falde acquifere, e abbassano le temperature. Bloccano i venti distruttivi e ospitano impollinatori che aumentano la resa. Essenziali per l’agricoltura circostante. Sono, quindi, depositi genetici vitali per la futura sopravvivenza della vita umana in Etiopia. Tra l’altro la vasta rete di foreste della chiesa, che copre un’area delle dimensioni dell’Inghilterra e del Galles, ha il potenziale per offrire una barriera significativa alla desertificazione in questa regione. La loro scomparsa sarebbe un disastro per il fragile equilibrio naturale dell’Etiopia rurale.

Pericolo deforestazione

Eppure anche se sono spiritualmente protette le foreste sacre sono minacciate. Non da fattori esterni, come i taglialegna industriali o l’agroindustria. Ma dagli stessi membri della chiesa e dal clero a cui sono così cari. Ignari del danno che stanno causando, essi usano il legno degli alberi come legna da ardere. O per riparare la chiesa e fabbricare utensili sacri. Mentre le piante nella foresta vengono mangiate o usate per fare i coloranti. Ma sono probabilmente una delle questioni ambientali meno conosciute e sottofinanziate del nostro tempo.La deforestazione è un grave problema.