Focolaio nel Basso Vicentino: interi paesi in allarme

Il Veneto torna nel vortice della paura da contagi. A scatenarlo, un Dirigente aziendale che incurante del pericolo ha disseminato terrore nel Basso Vicentino.

0
275

Il focolaio scatenato nel basso vicentino ha messo in allarme svariati comuni. A causa della superficialità di un dirigente aziendale, tutta l’area vicentina tra Sossano, Noventa, Orgiano è preoccupata per le conseguenze dovute al comportamento sconsiderato del titolare della Laserjet di Pojana Maggiore.

Il manager sarebbe andato in Serbia per affari, contraendo il virus da Covid-19 da un dirigente aziendale del luogo. Con due dei suoi dipendenti, ammalatisi poi anche loro, il 25 giugno avrebbe affrontato il viaggio in macchina per tornare nel vicentino e per una breve visita di piacere ad una sedicente massaggiatrice cinese.

Già sintomatico e febbricitante, sembra non abbia rinunciato al viaggio programmato a Medjugorje e al suo ritorno, avrebbe persino presenziato ad un funerale e ad una festa di compleanno alla quale hanno partecipato personaggi di rilievo del mondo della politica.

Nel frattempo, anche uno dei dipendenti che aveva affrontato il viaggio con lui in Serbia, oltre a recarsi al lavoro, avrebbe partecipato ad un aperitivo tra colleghi la sera di venerdì 26 giugno presso un bar della zona.

E’ stato soltanto a causa dell’insistenza dei familiari più stretti che domenica 28 giugno il titolare della Laserjet si sarebbe presentato al Pronto Soccorso per l’aggravarsi del suo malessere. Pur venendo a conoscenza di aver contratto il temuto virus, il manager avrebbe firmato le dimissioni dall’ospedale maltrattando verbalmente lo staff medico della struttura sanitaria che lo voleva trattenere.

Nei giorni tra domenica 28 giugno e mercoledì 1 luglio, cosciente della malattia contratta, l’uomo avrebbe poi continuato a muoversi e a frequentare persone.

Poi, le facoltà respiratorie del 64enne hanno subito un drastico peggioramento che lo hanno costretto alla terapia intensiva.

La nuova ordinanza di Zaia

Ad esserne oltremodo disgustato è il Governatore della Regione Veneto Luca Zaia, il quale ha prontamente emesso una nuova ordinanza più restrittiva:

  • obbligo di isolamento fiduciario per 14 giorni nei casi di contatto a rischio con soggetti positivi
  • obbligo di denuncia da parte dell’USL e di comunicare al sindaco, al Prefetto e alla polizia tutti coloro che sono obbligati all’isolamento fiduciario, per eventuali controlli e misure cautelari
  • nel caso di rifiuto di ricovero è previsto l’obbligo di denuncia d’ufficio con sanzione di mille euro

Se un positivo va in giro c’è il carcere e l’arresto, si sappia” ha spiegato il governatore Luca Zaia.

Le conseguenze dei comportamenti del dirigente aziendale hanno messo a rischio l’incolumità di intere famiglie. Le sue azioni sono state oltretutto aggravate dall’omertà dell’uomo che non voleva rivelare i nomi delle persone frequentate.

Scatenato il focolaio nel basso vicentino

Molte sono le aree della zona frequentate dall’uomo, in particolar modo il paese di Sossano.  Le attività commerciali, i bar hanno cominciato ad effettuare uno screening per comprendere quali persone potrebbero essere state a contatto con l’uomo nei giorni incriminati. Oltre 50 tra dipendenti e familiari sono stati messi in isolamento da quarantena e in sei hanno già contratto il virus. La redazione di Periodicodaily ha intervistato alcuni dei dipendenti delle due aziende del manager, la Laserjet e la Energreen di Cagnano, Pojana Maggiore (Vi).

  • Come vi sentite dopo aver saputo ciò che è successo?
  • Siamo molto preoccupati per la nostra salute e per quella delle nostre famiglie.
  • Vi sareste mai aspettati un comportamento così irresponsabile da parte del vostro titolare?
  • Sinceramente no, anzi, è sempre stata una persona molto seria e affidabile. Noi lavoriamo più a stretto contatto con i due figli, anche loro soci dell’azienda a cui fa capo il Signor F.
  • Vi aspettate ripercussioni sulla gestione lavorativa e sull’andamento aziendale?
  • Onestamente speriamo che la situazione non si ripercuota sull’azienda che dà lavoro a centinaia di famiglie. Il comportamento del titolare non ha nulla a che vedere con la produzione lavorativa.

Commenti