Firma Accordi di Abramo: Israele, Emirati e Bahrain

Sappiamo che il rapporto tra gli emiratini e gli israeliani non è più segreto pubblico, la formalizzazione di quest'ultimo ci apre un vero e proprio scenario inedito.

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Accordi di Abramo

Firma Accordi di Abramo, avviene tra agosto e settembre la firma dei cosiddetti Accordi di Abramo tra Israele, Emirati Arabi Uniti e Bahrain. Per la normalizzazione dei rapporti tra i due paesi arabi e lo Stato d’Israele rappresenta un tornante della storia da cui difficilmente si tornerà indietro. Emirati Arabi Uniti e Bahrain non legano più i loro rapporti con Israele alla questione palestinese. Sappiamo che il rapporto tra gli emiratini e gli israeliani non è più segreto pubblico, la formalizzazione di quest’ultimo ci apre un vero e proprio scenario inedito, sia per un futuro economico che politico.

Firma Accordi di Abramo, avviene tra agosto e settembre la firma dei cosiddetti Accordi di Abramo tra Israele, Emirati Arabi Uniti e Bahrain. Sotto il punto di vista simbolico il primo atto pubblico che ha portato alla sigla è un editoriale di metà giugno dell’ambasciatore degli Emirati Arabi Uniti a Washington, Yousef al-Otaiba. Viene pubblicato sul quotidiano israeliano Yediot Ahronot in lingua ebraica. Due mesi dopo l’editoriale, avviene l’annuncio sull’accordo e a metà settembre la stipula in pompa magna a Washington, nelle mani di Donald Trump.

Accordi di Abramo: Sfumature diverse?

Sul tema dell’annessione le due parti continuano a raccontare sfumature diverse. Comunque sia gli accordi abramitici segnano un cambio di paradigma ormai esplicito: Emirati Arabi Uniti e Bahrain non condizionano più il loro rapporto con Israele alla soluzione della questione palestinese. La stipula degli Accordi di Abramo è una piccola grande polizza assicurativa rispetto a qualsiasi cambiamento di scenario o di riapertura del dialogo con Teheran.

Nuovi paesi con obiettivo di normalizzazione

Emirati Arabi Uniti e Bahrain non saranno gli unici Paesi arabi a normalizzare i propri rapporti con Israele. Il Kuwait e l’Oman potrebbero presto aggiungersi all’elenco! È evidente che tutto ruota intorno all’Arabia Saudita, i cui vincoli politici e religiosi per giungere a un rapporto esplicito con Israele sono chiaramente superiori a quelli dei suoi vicini al territorio. Nuove tensioni sociali potrebbero emergere, se dovesse prevalere una sensazione di tradimento da parte dei propri cugini arabi. Sarà importante che la diplomazia intra-araba funzioni e che i palestinesi abbiano un dividendo indiretto dal nuovo scenario. Se provassero a beneficiare economicamente e politicamente della situazione, forse sarebbe più facile. È un tema che sia Israele che i suoi nuovi partner dovranno porsi.


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