Firenze: capitale del Regno d’Italia dal 1865

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La cupola del Brunelleschi, Santa Maria del Fiore, Ponte Vecchio, gli Uffizi: tante sono le meraviglie che si possono osservare passeggiando tra le antiche vie di Firenze. La città fu capitale del Regno d’Italia dal 3 febbraio 1865 fino al 30 giugno del 1871.

Nel 1864, infatti, dopo la convenzione di settembre con Napoleone III, si decise di trasferire la capitale da Torino a una città strategicamente più centrale. Le motivazioni furono svariate: il profilarsi della terza guerra d’indipendenza e il fatto che Roma fosse ancora legata allo Stato della Chiesa.

Tra le ipotesi c’era anche Napoli ma alla fine vinse Firenze.

Proprio tra il 21 e il 22 settembre 1864, quando la notizia del cambio di capitale fu di dominio pubblico, i disordini a Torino si fecero più frequenti. Resta, infatti, tristemente famosa la strage di Torino di quei giorni. Questi si ripeterono anche alla festa al Palazzo Reale di Tornino. Vittorio Emanuele II osservò i suoi ospiti assaliti da una delle finestre del Palazzo Reale: era il 30 gennaio 1865.

Il Re ordinò che venisse così convocato il Consiglio dei ministri il 2 febbraio, prima di partire alla volta di Firenze il giorno successivo.

Una parte di Palazzo Pitti venne adibita a residenza privata del ssovrano; Palazzo Vecchio accolse la Camera dei deputati e il Ministero degli Estero; gli Uffizi il senato; Palazzo Medici Riccardi la Presidenza del Consiglio e il Ministero dell’Interno.

Questo cambio di capitale comportò anche un risanamento della città, tra queste trovarono giovamento le mura e il piazzale Michelangelo insieme al nuovo monumento in onore di Dante Alighieri e realizzato da Enrico Pazzi per Piazza Santa Croce.