Filippo Arlia: il musicista dalle radici calabresi

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Maestro Filippo Arli

Filippo Arlia calabrese, considerato dalla critica nazionale uno dei più brillanti musicisti italiani della sua generazione, è il più giovane direttore di Conservatorio d’Italia, a Nocera Terinese (Catanzaro). Il suo talento si è fatto apprezzare in tutto il mondo partendo proprio dalla sua terra, la Calabria. Ha diretto orchestre prestigiose in tutto il mondo; 400 concerti come solista e direttore in più di 25 Paesi.

La sua arte nel mondo

Duettango

Nel 2011 ha fondato l’Orchestra Filarmonica della Calabria, diventando il Direttore Principale. Nato da genitori musicisti e insegnanti di scuola, inizia a suonare il pianoforte a soli 5 anni. Sale sul palco per la prima volta a 11 anni, in un concerto per pianoforte solo ad Amantea. La sua esperienza in giro per il mondo, non solo ha arricchito il suo bagaglio culturale, ma anche umano, insegnandogli  a comprendere la diversità delle culture. I suoi viaggi gli hanno permesso di conoscere altre realtà – la cultura araba, cinese, neozelandese, sudamericana – e modi differenti di vivere. Una delle esibizioni più importanti della sua carriera è quella a Gerusalemme: <<è sempre un orgoglio e una responsabilità rappresentare il popolo italiano e la sua enorme tradizione dal punto di vista musicale. La nostra musica è conosciuta nel mondo, quando arriva un italiano tutti si aspettano che sia un grande conoscitore di lirica e che riesca a rispettare aspettative che la nostra cultura genera in chi ci ascolta. È un grande onore per me>>. 

La Calabria: Terra di scommesse

Ammirevole è la sua scelta di investire culturalmente nella sua terra, nonostante l’arte – come afferma il Maestro – è propensa a svilupparsi nei paesi più ricchi. Quindi, in una terra come la Calabria, per Arlia più che un lavoro è una scommessa. Una delle maggiori difficoltà è far capire l’importanza della musica classica, che oggi non è più un genere popolare. Nonostante questo, negli anni la passione per la musica classica è cresciuta, fino ad arrivare ad un risultato di 4000 giovani calabresi che sognano di diventare musicisti. Il consiglio che il maestro Arlia vuole dare loro è di non mollare mai perché <<prima o poi, qualcuno accenderà i riflettori sul loro talento>>.

Le grandi collaborazioni

Stefano Bollani

Filippo Arlia è stato il protagonista, lo scorso 1 aprile nel Teatro Filarmonico di Verona, della straordinaria serata di grande musica classica e jazz, dirigendo la Berlin Symphoniker, con Stefano Bollani al pianoforte che ha eseguito la Rapsodia in blu di George Gershwin.

Lo scorso 25 maggio è stato protagonista dell’Alba Music Festival, con il concerto Duettango Feat Camorra, in collaborazione con Cesare Chiacchiaretta (al bandoneon), Giovanni Zonno (al violino), Salvatore Russo (alla chitarra elettrica) ed Enrico Corapi (al contrabbasso). Un Festival sostenuto dalla Regione Piemonte con oltre 20.000 presenze di pubblico; un incontro tra artisti, musica e storia. Duettango nasce proprio grazie al Maestro Arlia nel 2008. L’idea è quella di unire due strumenti che, a prima vista, non sono per niente simili: il pianoforte e il bandoneon.

Il 15 giugno tornerà nella sua terra, a Catanzaro, in occasione della Stagione Sinfonica del Teatro Politeama, per dirigere Danilo Rea.

Quando la passione si mescola al sacrificio

Filippo Arlia

Filippo Arlia oltre ad essere un giovane talento internazionale, è soprattutto un esempio concreto per tutti i ragazzi che vogliono inseguire un sogno, ma si sentono scoraggiati e non appoggiati dalla propria terra. È l’esempio di come la passione, mescolata al sacrificio, può portare a grandi risultati. Nella storia di Arlia passa un messaggio molto chiaro: bisogna credere nelle proprie radici e da lì partire, per “sporcarsi” di altre esperienze e di altre culture e poi – dopo aver riempito sufficientemente il proprio bagaglio – ritornare nella terra d’origine per potergli donare tutti i frutti raccolti. Proprio come ha fatto il Maestro calabrese: sfruttare ogni esperienza per far emergere al meglio una regione come la Calabria che, seppur povera, è altrettanto ricca di talenti.

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