«mi dicevano: non sei come noi, se muori è meglio».

Pavia una città come tutte le altre, tranquilla al esterno, ma pericolosa dietro le mura di una casa. Nessuno sa cosa succede dietro una porta chiusa. Tranne una delle tante adolescenti, una semplice ragazza, che vuole vivere come tutte le altre, viene picchiata, dai genitori e il fratello più grande, perché vuole essere Italiana. Lei che è di origini Marocchine, non sdegna la sua religione legata alle tradizioni, alla cultura della loro terra e alla famiglia, ma solo il suo stile, vuole essere come tutte le altre ragazze Italiane, alla moda, jeans strappati, magliette un po’ scollate, o rientrare qualche minuto dopo il copri fuoco. Era semplicemente questo che voleva, cambiare tipo di vita. Avere delle amicizie che siano esterne dalla sua nazionalità, ma i genitori non erano d’accordo. Così come punizione veniva picchiata a cinghiate con il cavo del computer. L’adolescente viene portata d’emergenza in una comunità protetta, dopo aver fatto una denuncia contro i genitori, stando in attesa di ulteriori indagini, le quali la polizia sta ancora indagando. I genitori dichiarano tramite l’avvocato, «non ci sono stati maltrattamenti, ma solo punizioni, perché non voleva più andare a scuola». Tante domande e ancora poche risposte per la città di Pavia. Le indagini proseguiranno, cercando di capire quali altri oggetti contundenti possano avere causato i lividi ed escoriazioni sul corpo della ragazza, chiedendo informazioni al ospedale, leggendo la cartella clinica della adolescente quando è stata visitata per la prima volta, nei primi giorni di febbraio. La 15enne ha denunciato più volte di essere stata picchiata dai famigliari, soprattutto dal padre e dal fratello, il quale era entrato in camera sua, e l’aveva picchiata perché era rientrata in casa tardi. Pugni, calci, schiaffi. Molti casi simili a quelli di Pavia, sono avvenuti in queste ultime settimane. A Udine, una ragazza picchiata dalla madre perché non portava il velo a scuola. Rimini adolescente picchiata dai genitori perché bisessuale. La domanda che mi sorge più spontanea è: la prossima strage, in quale città avvera? e dové che i bambini o gli adolescenti possono sentirsi al sicuro, se non è sicura nemmeno la loro famiglia?

Lev Tolstoj disse; le famiglie felici si somigliano tutte, ogni famiglia infelice, e infelice a modo suo.

MARCO ISMAILI

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