Fico scrolla il Grillo dal mantello del Conte

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Grillo

Questa è la realtà che non può essere mascherata: Fico scrolla il Grillo e lo espone a un non strappo nel movimento 5 stelle. Il Fico della politica italiana si toglie la foglia a far capire, che oggi conta più Conte dei conti di Grillo.

Fico scrolla il Grillo e si allinea a Di Maio?

Conte dice: “Io sono pronto e il movimento ha già atteso troppo, non può, il M5S, avere una leadership dimezzata”. Come l’antefatto in un teatro greco Conte si presenta alle maschere senza doppie agende. Di Maio confida nell’intesa, anche se il M5S ha bisogno di una profonda ristrutturazione e non di una mano di bianco. Quindi la linea del movimento è chiara: Di Maio è l’esecutore delle dichiarazioni di necessità, Fico si allinea con l’amico di mille battaglie per non permettere che Conte sia un presta nome. Quindi, come si pone Grillo in questa faccenda? da Leader? Da garante? O da giullare inviso al re? Antonio: “Per me il mondo è il mondo, Graziano, un palcoscenico dove ognuno deve recitare una parte, e la mia è quella del malinconico“.
Graziano: “io mi prendo quella del buffone. Voglio che siano le smorfie di allegria e le risate a farmi venire le rughe di vecchiaia”. (William Shakespeare da Il mercante di Venezia). Caro Grillo anche se il primo non è il massimo, Conte non sarà mai il secondo.

L’evoluzione della dialettica

Grillo ha la necessità di calarsi nel ruolo dialettico del politico filosofo. La dialettica quanto tale ha bisogno di una evoluzione, e la dove dovesse avere una involuzione morirebbe il concetto base ideologico. Plutarco diceva: “Filosofia significa visione ampia e profonda delle cose, significa equilibrio, serenità e obiettività di giudizio, rispetto delle idee altrui, nella convinzione che la politica, come la Storia, è un gioco dialettico, in cui le contrapposizioni sono necessarie alla conoscenza e al progresso“. Fico scrolla il Grillo sul mantello del Conte e da, inseme al suo amico Di Maio, l’ampio respiro di cui il movimento necessita.