Festival diffuso di arte contemporanea: i luoghi a Savona

CONNEXXION è un appuntamento che entra nei locali e nei negozi cittadini e promuove attività e persone

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Festival diffuso di Arte contemporanea
Giovanni Gaggia, Laboratorio seminario, vescovile. Ph. Livia Savorelli

Sarà presentato il 25 novembre alle 11 al Municipio di Savona CONNEXXION, il Festival diffuso di arte contemporanea dal tema Riconnettersi a partire dalla città. L’iniziativa si svolge nell’ambito di Arteam Cup 2022 e promuove l’arte con finalità sociali, anche per la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza alle donne. La rassegna si svolgerà in varie sedi fino al 7 gennaio.


CONNEXXION e l’arte relazionale e partecipata


Dove si svolge il Festival diffuso di arte contemporanea?

Saranno musei, atelier, spazi di incontro e anche un ristorante a ospitare gli appuntamenti della rassegna CONNEXXION. L’organizzazione ha quindi deciso di proporre un evento che non si svolge in uno spazio culturale e entra in città. Quindi è possibile partecipare a una delle iniziative anche senza averne l’intenzione, solo trovandosi in uno di luoghi del Festival.

Il Museo Archeologico

Allestito nel 1990, nel Palazzo della Loggia del complesso monumentale del Priamàr, fortezza genovese del secolo XVI sovrapposta alle testimonianze dell’antica città medievale. È gestito, per conto del Comune, dall’Istituto Internazionale di Studi Liguri, che dal 1956 vi effettua ricerche archeologiche. Il percorso è articolato su due livelli. Il piano terra, oltre a una sezione dedicata al collezionismo, espone materiali di scavo dalla protostoria all’Altomedioevo. Di grande suggestione l’area archeologica della necropoli bizantina visibile nel percorso museale. Al primo piano prosegue l’illustrazione della storia della città medievale e moderna con materiali archeologici e filo conduttore la ceramica. Una biblioteca specializzata contribuisce a ampliare il servizio culturale e sociale del Museo, mentre un parco archeologico occupa gli spazi antistanti la fortezza. Un’istituzione aperta quotidianamente al pubblico, che fa ricerca, comunica e presenta i risultati della stessa e effettua un’intensa attività didattica.

Premio Francovich

Gli aspetti sono sottolineati nell’edizione 2016/17 del premio Francovich. Infatti il Museo savonese è giunto secondo nella votazione degli esperti per essere esempio “di best practice di allestimento museografico, attività didattico comunicative e qualità scientifica”. L’istituzione si rapporta intensamente col territorio con iniziative finalizzate e progetti didattici, favorendo un’efficace inclusività sociale, per visitatori e studenti con disabilità motoria e cognitiva. La pannellistica è articolata in quattro distinte chiavi di lettura: illustrazione base, traduzione in lingua, sezione riservata ai bambini, traduzione in braille. Lungo tutto il percorso è possibile approfondire le tematiche illustrate grazie alla presenza di Qrcode in italiano e inglese.

Il Festival diffuso di arte contemporanea al Museo della Ceramica di Savona

Si trova nel cuore della città, ospitato nell’antico Palazzo del Monte di Pietà. Si presenta una galleria ideale di manufatti che documentano gli sviluppi secolari della ceramica di Savona e Albisola. Per la bellezza dei decori e la funzionalità delle forme, è oggetto di desiderio e ammirazione da parte delle grandi corti europee prima e di studiosi e collezionisti poi. Camminando all’interno dello splendido palazzo, completamente ristrutturato per ospitare le collezioni del museo, è possibile ammirare diverse opere d’arte di pregio. Si notano infatti gli affreschi rinascimentali che decorano alcune delle sue sale. Il patrimonio ceramico è costituito dalle raccolte di proprietà della Civica Pinacoteca, la vaseria dell’antico Ospedale San Paolo e la donazione del Principe Boncompagni Ludovisi.

Le collezioni

Si aggiungono le prestigiose collezioni acquistate nel tempo dalla Fondazione Agostino De Mari. Tra queste ultime opere si annoverano diversi pezzi cardine della storia dell’arte moderna, come la Nena e la Maternità di Arturo Martini, alcuni capolavori dell’informale internazionale, da Emilio Scanavino a Asger Jorn. Ci sono inoltre i vasi dell’antica farmacia Cavanna di Genova, esemplari ritrovati dopo che se ne erano perse le tracce, e i tesori della collezione Bixio. Inaugurato nel 2014, il Museo è nato con lo scopo di rendere fruibile il prestigioso palazzo che lo ospita e di allestire un racconto permanente sulla storia della ceramica ligure. La gestione è affidata alla Fondazione Museo della Ceramica in collaborazione con Cooperativa Arca.

La Cappella Sistina

Uno dei monumenti più prestigiosi della città. Al pari del saccello di Roma fu voluta dal pontefice savonese Sisto IV che sul finire del suo papato fece trasformare la preesistente sala capitolare del convento francescano in cappella funeraria. Era destinata ai genitori Leonardo Della Rovere e Luchina Monteleone. Il Pittore alessandrino Giovanni Mazone dipinse il ciclo pittorico absidale e il polittico dell’altare, oggi conservato al Petit Palais d’Avignone. L’opera è sostituita, nei primi anni dell’Ottocento, dal trittico di Santino Tagliafichi. L’edicola quattrocentesca si presentava un’austera aula rettangolare con l’abside a base quadrata sormontata da una cupola dipinta a fondo stellato. Furono chiamati dal Nord Italia gli scultori Giovanni e Michele d’Aria per la grande composizione tripartita. Quindi due lesene sorreggono un timpano sigillato al vertice dallo stemma papale e al centro l’elegante sarcofago sormontato dai bassorilievi presenta figure celebrative dei Santi Francesco e Antonio.

La decorazione pittorica da vedere al Festival diffuso di arte contemporanea

Il nipote di Sisto IV, Giuliano della Rovere, futuro papa Giulio II, commissionò al Mazone la decorazione quattrocentesca alle pareti. Pertanto l’artista realizza affreschi dell’Annunciazione, della Natività e il ciclo dei Re Magi, salvati e spostati in altra sala durante il restauro degli ultimi decenni del secolo scorso. Negli anni sessanta del ‘700 Francesco Maria, ultimo discendente della famiglia borghese, provvide a un restauro dell’edificio secondo il gusto dell’epoca. Quindi lo ha trasformato in una “moderna cappella gentilizia” a pianta ellittica con luminosi finestroni e spostando il monumento funebre nella parete sinistra della navata. Per la decorazione furono chiamate maestranze lombarde che le ricoprirono di stucchi floreali in stile rococò. La volta pseudo ellittica fu aggiunta al soffitto e affrescata al centro con Il Mistero della redenzione da Paolo Gerolamo Brusco.

La Cappella dell’ex Ospedale civico di San Paolo per il Festival diffuso di arte contemporanea

La Cappella nasce insieme all’Ospedale civico di San Paolo intorno al 1850 su progetto di Carlo Sada, esattamente come la vediamo oggi, ma senza i matronei. Al suo interno, nello stesso periodo, viene posto l’altare proveniente dall’antico ospedale di via Aonzo, demolito per ragioni funzionali e di spazio. Sopra l’altare è collocata la tela di Nicolò Barabino Consolatrix afflictorum (1859), oggi conservata nella Pinacoteca Civica di Savona. Nel 1930 l’ospedale risulta ancora insufficiente a accogliere i pazienti di una città che continua a espandersi e perciò Giovanni Damonte è incaricato di soprelevare l’edificio. È in questo periodo che, per permettere ai degenti del piano aggiunto di assistere alla celebrazione della messa senza scendere le scale, vengono aggiunti i tre matronei superiori e i relativi collegamenti.

Cultura capitale

Dell’Ospedale civico di San Paolo ottocentesco ci sono pervenuti perfettamente conservati lo scalone e la cappella, su cui ricade un vincolo monumentale. Dialoghi d’Arte, in quanto impresa sociale senza scopo di lucro, è incaricata della direzione artistica di questo spazio dove ha avviato CULTURA CAPITALE. Un progetto ampio di cittadinanza culturale che ha l’obiettivo di far partecipare i Savonesi alla vita culturale della città. Uno spazio nato per la cura del corpo e dell’anima delle persone che oggi può continuare a prendersi cura del pubblico attraverso la cultura e l’arte. Il progetto si compone di cicli annuali che, a partire da tematiche differenti, sviluppano una cittadinanza culturale attiva e consapevole. Il tema scelto per l’anno in corso è Benessere, inteso come Cultura portatrice di salute fisica, mentale, sociale e economica.

Il Brandale

L’antica torre del Brandale era una delle numerose torri cittadine. Simbolo del Comune Ghibellino, insieme alla “Torretta” (Torre Leon Pancaldo) è oggi uno dei più antichi emblemi di Savona. Le vicende della sua edificazione sono avvolte nel mistero, ma si presume che sia costruita tra l’XI e il XII secolo. Oggi è nota come “Campanassa”, per la grande campana, collocata da secoli alla sua sommità. Nel complesso ha sede, fin dall’epoca della sua fondazione, l’Associazione omonima di storia, arte, cultura, economia e vita sociale. Costituita il 14 maggio 1924 al fine di tutelare le tradizioni, gli usi, i costumi e il dialetto della città di Savona.

Festival diffuso di arte contemporanea al seminario vescovile

Situato in una posizione panoramica e esclusiva nel quartiere della Villetta, è sulla collina alle immediate spalle del centro della città. Sorto nel 1891 come luogo di formazione, il Seminario è una dimora d’altri tempi, inserita in un contesto naturale di pregio, con chiostro e giardini per attività all’aperto. La Casa per ferie, presente al suo interno, rappresenta una scelta etica che premia la qualità del soggiorno nella Riviera ligure. Inoltre è dotato di quattro sale convegni che possono essere utilizzate per riunioni, seminari, convegni, esposizioni e attività formative.

GULLIarte

Il brand nasce a Savona nel 1982, da un’idea di Antonella Gulli, specializza nel settore dei tappeti orientali. Nel 1996 il marchio si apre all’antiquariato con mobili, ceramiche e oggettistica antica. Risale al 2014 l’apertura all’arte moderna che determina il cambio del nome, Gulli Atelier, e il trasferimento dell’attività espositiva nell’odierna sede in C.so Italia 201r. Nel settembre 2016 la scelta di rinnovare nuovamente l’immagine della storica galleria, scegliendo il nome attuale.

Galleria d’arte Vico Spinola per il Festival diffuso di arte contemporanea

Nasce da un’esperienza di oltre 30 anni nel cuore del centro storico di Savona. Fondata da Daniele Tiscione e oggi gestita dal figlio Julian, vanta un’ampia conoscenza del mercato, con una particolare attenzione all’Ottocento e Novecento, a livello nazionale ed internazionale. La galleria da sempre partecipa alle maggiori fiere d’arte, organizza eventi culturali e mostre, con una nuova attenzione ai giovani artisti emergenti con l’intento di valorizzarli e promuoverli.

Temide

Temide Design Art Store è un luogo speciale nel cuore storico di Savona e Genova, dove arte, creatività, musica e cultura si incontrano. Gli oggetti proposti raccontano della gestualità artigiana, le opere esposte parlano dei sogni degli artisti. Temide rispecchia lo spirito anticonformista e alternativo della sua ideatrice, Alice Beltrame che ha trasformato le sue “scelte” in una “scelta” di vita. Lo spazio è sicuramente qualcosa di più della solita Galleria d’arte, è un ritrovo per persone che si sentono attratte da tutto ciò che è realizzato con il cuore e le mani. Spesso si possono incontrare artisti e artigiani che attraverso il confronto e l’unione delle singole capacità mettono in atto collaborazioni esclusive sotto il cappello di Temide. Accanto al punto vendita si trova lo spazio espositivo che oltre a essere una vetrina in continuo movimento, si presta ad accogliere performances artistiche e creative di ogni genere.

Atelier a picagetta

Il marchio ‘a picagetta’ nasce nel 2019 da un’idea di Silvia Gianetti, arricchendosi nell’ultimo anno della collaborazione di Ilaria Ottonello con cui condivide il progetto, le idee, il laboratorio e l’amicizia. Il progetto vuole rendere moderno uno strumento antico, permettendo di indossare la tradizione del territorio savonese. La locuzione nel dialetto ligure indica lo strofinaccio per asciugare le stoviglie. Infatti, la titolare lavora con cura canovacci e tessuti vintage italiani che trasforma artigianalmente in borse dalla forma classica, in secchielli più originali e altri prodotti divertenti sempre legati alla tradizione.

Ristorante Bino

Da Bino il territorio e la tradizione viaggiano insieme alla cultura e a influssi di altri paesi, accogliendo in un ambiente dal design moderno, vivace, confortevole e stimolante. Ciò è coerente con la filosofia del Museo della Ceramica che ospita il ristorante, dove opere di artisti stranieri convivono e si fondono con esperienze artistiche locali. La cantina, in continua evoluzione e oggetto di una grande ricerca, è in linea con la proposta gastronomica con specialità locali e aperta a incursioni dal Vecchio continente al nuovo mondo. L’esperienza trentennale dello chef stellato Giuse Ricchebuono e alla professionalità della brigata di cucina e di sala di Bino sono valse al ristorante un posto nella Guida MICHELIN 2022. L’ingresso del ristorante è impreziosito dall’opera restaurata di Agenore Fabbri, La Nascita della Ceramica. La location è particolarmente adatta a ospitare eventi, esposizioni, attività artistiche e culturali.

Immagine da cartella stampa.