Dal 19 al 21 luglio Stadomelli, piccola frazione del Comune di Rocchetta di Vara, nello spezzino, festeggia la Scozia. Non è casuale il collegamento fra questo piccolo paese di poche anime e la Scozia. Infatti, soprattutto fino all’inizio del XX secolo, alcune tra le principali famiglie di Stadomelli, come i Drovandi, i Fabiani e i Franceschi decisero di tentare la fortuna abbandonando le loro case e le loro terre di origine per andare a lavorare in Scozia, soprattutto ad Edimburgo e Glasgow. Si trattava in realtà di un Paese fuori dai tradizionali circuiti dell’immigrazione italiana verso l’Europa; infatti, generalmente si prediligeva la Francia, il Belgio, la Germania e la Svizzera.

Nella realtà, poi, anche la Scozia aveva molto da offrire, soprattutto a chi, volenteroso, si adattava a qualunque lavoro pur di riuscire a mantenere la propria famiglia. Dopo gli inizi probabilmente non facili in una terra straniera, ma comunque accogliente, molti di loro hanno fatto la propria fortuna, si sono perfettamente integrati nel tessuto sociale scozzese, lasciando alle successive generazioni una maggiore stabilità economica, ma anche coltivando quel legame con l’Italia che loro malgrado avevano dovuto lasciare.

E il forte legame che si è creato tra Stadomelli e la Scozia è di acciaio, proprio come i ponti che collegano le due sponde del fiordo di Edimburgo. Tanto da voler celebrare, a partire dal 2013 e per iniziativa di uno di questi emigranti, con una grande festa l’evidente intreccio di culture che pacificamente coesistono.

Per tre giorni è quindi possibile godere anche in Liguria di tutte le tradizioni scozzesi, o almeno le principali: uomini in kilt, l’abito scozzese per eccellenza, la cerimonia dell’haggis, tipico piatto della cucina scozzese a base di interiora di pecora, e non solo, tanto decantato da Robert Burns, poeta tradizionale scozzese.

Ma tra i piatti tipici che si potranno realmente degustare non può certo mancare il “fish and chips”, filetto di pesce fritto accompagnato da patatine fritte. E per non farsi mancare nulla, sarà possibile ascoltare il suono della cornamusa, anch’esso strumento che richiama la Scozia e tutto il suo mondo celtico, e magari cimentarsi anche in uno dei suoi balli tradizionali.

Insomma, quella che viene proposta è sicuramente una festa diversa dalle solite, che nasce da un fatto storico, reale, comunque di sofferenza, ma che viene ricordato all’insegna della buona musica e della buona cucina, in un’atmosfera di gioia tipica di chi ha raggiunto un buon risultato.

 Se l’edizione 2019 dovesse ripetere le presenze di pubblico degli anni passati, c’è da essere sicuri che ancora una volta sarà un grande successo.

Personalmente trovo davvero una splendida idea aver lanciato questo progetto e averlo condiviso in questa località della provincia della Spezia: viene quasi da pensare che nei sentimenti sinceri e nel senso del legame ci sia più Unione Europea che in tante altre iniziative spesso vissute più come imposte. Vale quindi anche la pena avvicinarsi con il sorriso a conoscere un periodo storico vissuto in Italia fino a poco meno di un secolo fa, ma con la voglia di riscatto e con il rispetto che tutto questo merita.

    

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